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Guerra Israele-Hamas, ultime news di oggi su Gaza: si apre la conferenza stampa di Netanyahu

57esimo giorno di guerra tra Israele e Hamas: le notizie in tempo reale di sabato 2 dicembre 2023

Pubblicato il: - Ultimo aggiornamento:

La guerra tra Israele e Hamas è giunta al suo 57esimo giorno. Il conflitto ha provocato oltre 14.800 decessi tra i palestinesi, di cui 5.600 bambini, secondo il ministero della Salute di Gaza. In Israele sono invece circa 1.200 i morti.

Nella notte sono piovute bombe su Gaza. Inoltre si è verificato uno scambio di colpi d’artiglieria e missili fra i miliziani di Hezbollah e le truppe israeliane al confine del Libano.

Segnalati scontri anche in Cisgiordania mentre proseguono incessanti le trattative dei mediatori internazionali per cercare di ripristinare la tregua.

Israele ha informato diversi stati arabi che vuole creare una zona cuscinetto sul lato palestinese del confine di Gaza per prevenire futuri attacchi, come parte delle proposte per l’enclave dopo la fine della guerra. Lo riporta il sito della Reuters citando fonti egiziane e regionali.

Nel frattempo il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha detto che Washington spera che la tregua tra Israele e Hamas venga ripristinata.

Il racconto della giornata

  1. Esercito Israele: "Ucciso uno degli organizzatori degli attacchi 7 ottobre"

    L’Esercito Israeliano (IDF) ha dichiarato che Wisam Farhat, comandante della Brigata Shajaiyeh di Hamas, è stato ucciso in un attacco aereo sabato. Farhat, tra gli organizzatori del massacro del 7 ottobre, aveva guidato attacchi contro il kibbutz Nahal Oz e una postazione militare. Al comando della Brigata Shajaiyeh dal 2010, durante l’operazione “Protective Edge” del 2014, ha guidato l’attacco al 13° battaglione della Brigata Golani a Kerem Shalom.

  2. Usa: "Massimo sforzo per liberazione ostaggi"

    Tra gli ostaggi di Hamas a Gaza ci sarebbero anche cittadini americani che risultano dispersi, per la precisione una donna e sette uomini. È quanto fanno sapere gli Stati Uniti nella persona di un alto funzionario durante un intervento alla ‘Cnn’: la Casa Bianca promette “ogni sforzo” per la liberazione degli ostaggi.

  3. Netanyahu minaccia il Libano: "Verrà distrutto se Hezbollah ci farà guerra"

    “Continueremo con una forte deterrenza al nord e la vittoria totale al sud”, continua Netanyahu durante la conferenza stampa nella quale, fra i tanti argomenti, affronta quello di Hezbollah e del Libano: “Se Hezbollah farà l’errore di entrare in un conflitto più ampio, avrà distrutto il Libano con le sue stesse mani”.

  4. Londra verso i vogli di ricognizione su Gaza per localizzare gli ostaggi

    Il Regno Unito invierà voli di ricognizione su Gaza per il salvataggio degli ostaggi ancora in mano ad Hamas, ma saranno “voli disarmati”, precisa il ministero della Difesa britannico e “non avranno un ruolo di combattimento”.

  5. Netanyahu: "Distruggeremo Hamas"

    La conferenza stampa di Benyamin Netanyahu si aperta con parole rivolte all’indirizzo di Hamas: “Continuiamo a combattere con tutta la forza per distruggere Hamas, per impedire che Gaza torni a minacciarci e per far sì che tutti gli ostaggi ritornino a casa”.

  6. abu mazen diretta israele hamas
    Abu Mazen parla di "governo fascista israeliano"

    “Adesso basta con questo governo fascista israeliano. Non c’è più spazio per ulteriore tolleranza. Se la comunità internazionale non prende l’iniziativa per intervenire in modo positivo ed efficace, la situazione arriverà a un punto che non potrà essere trattata o affrontata”. Queste le parole di Mahmoud Abbas Abu Mazen usate durante un incontro con la leadership palestinese. “Non ci inginocchieremo, ne’ ci arrenderemo alle circostanze prevalenti. Non permetteremo il ripetersi della Nakba del 1948, indipendentemente dalle sfide o dai sacrifici”, ha detto il leader della Palestina.

  7. Il fisico palestinese Sufyan Tayeh ucciso a Gaza City

    Il fisico palestinese Sufyan Tayeh è rimasto ucciso da un attacco israeliano contro la città di Al-Faluja, a 30 km da Gaza City. Era presidente dell’Universita’ islamica di Gaza.

  8. Hamas comunica: "300 uccisi nei raid israeliani"

    Secondo una nota dell’Ufficio informativo di Hamas riportata da ‘Haaretz’, almeno 300 persone sarebbero rimaste uccise durante gli attacchi israeliani contro circa 50 edifici residenziali.

  9. A Nazareth e nel nord di Israele suonano le sirene

    Ancora sirene nel nord del Paese, anche a Nazareth. Lo riferiscono le emittenti militari, che comunicano che i residenti sono stati invitati a nascondersi nei rifugi.

  10. Palestinese ucciso dai soldati dopo un tentato attacco con coltello

    Secondo quanto riportato dal portavoce militare israeliano, un palestinese è stato ucciso dopo aver cercato di attaccare dei soldati che presidiavano un posto di blocco vicino Nablus, in Cisgiordania. Sconosciuta la sua identità, ma pre che si sia avvicinato con un coltello.

  11. Israele spinge Hamas verso la Turchia: "Potete accoglierli nel vostro Paese"

    La Turchia potrà accogliere membri dell’ala militare di Hamas, se ce ne fossero di ancora vivi alla fine del conflitto. È quanto annunciato dal ministro degli esteri israeliano Ely Cohen su X: “L’organizzazione Hamas-Isis cesserà di esistere a Gaza, libereremo Gaza da Hamas, per il bene della sicurezza di Israele e per creare un futuro migliore agli abitanti della regione. La vostra presidenza – ha detto riferendosi al Recep Tayyep Erdogan – potrà poi accogliere nel Suo Paese i terroristi di Hamas che non siano stati eliminati e che siano fuggiti da Gaza”.

  12. La Casa Bianca ha suggerito a Israele un cambio di strategia

    Secondo il Washington Post, la Casa Bianca avrebbe fatto pressione su Israele per un cambio di strategia durante la tregua dei giorni scorsi. Avrebbe detto loro che se le nuove operazioni si fossero tradotte nell’uccisione di altri civili, avrebbe significato un rifiuto di Israele alla posizione americana. Nonostante il cambio di messaggio e tono, per gli esperti di Medio Oriente non è chiaro se l’amministrazione di Joe Biden sia pronta o meno a prendere le distanze.

  13. Bombardamenti su Khan Yunis: ordinata l'evacuazione

    Notte di bombardamenti a Khan Yunis, nel sud della Striscia. Stando alle fonti locali, l’aviazione israeliana ha colpito diversi edifici nella città, mentre l’artiglieria ha sparato verso Karara, a ridosso del confine con Israele e la marina contro altri obiettivi sul litorale della vicina Deir el-Ballah. Il portavoce militare ha ordinato immediata evacuazione per gli abitanti di rioni di Khan Yunis e di Deir el-Ballah: gli è stato detto di spingersi verso le dune di Muwassi e la città di frontiera di Rafa.

  14. Oltre 240 morti dopo la fine della tregua Israele-Hamas

    Stando a quanto riferito dal Governo di Gaza, dopo la fine della tregua sono stati colpiti 400 obiettivi da Israele e il bilancio è di oltre 240 morti e 650 feriti. Colpita anche una base di Hezbollah in Siria, a sud di Damasco. Per l’esercito israeliano gli obiettivi sarebbero tutti “terroristi e infrastrutture di Hamas”.

  15. Sei arresti fra manifestanti davanti casa di Netanyahu

    Sei persone sono state arrestate dalla polizia mentre manifestavano davanti alla casa del primo ministro Benjamin Netanyahu nella città costiera di Cesarea, lo hanno detto gli organizzatori della protesta citati dal Times of Israel.
    I manifestanti chiedono a Netanyahu di dimettersi in seguito ai fallimenti che hanno portato all’assalto di Hamas del 7 ottobre al sud di Israele. Il video della scena mostra diversi manifestanti in piedi sulle dune di sabbia che sovrastano la sua casa, che lo chiamavano con un megafono, prima di essere affrontati dalla polizia. La polizia dice loro che non avevano il permesso di manifestare sul posto.

  16. Austin, "Usa sperano nel ripristino della tregua"

    Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha detto che Washington spera che la tregua tra Israele e Hamas venga ripristinata.
    “Continueremo a lavorare con Israele, Egitto e Qatar sugli sforzi per reintrodurre la pausa”, ha detto. Austin ha incolpato Hamas per la ripresa dei combattimenti, sottolineando – riporta SkyNews – che non è riuscita a produrre una nuova lista di ostaggi da rilasciare.

  17. Onu : "Necessità di un cessate il fuoco umanitario"

    Il capo degli affari umanitari dell’Onu Martin Griffiths ha insistito sulla necessità di porre fine agli scontri tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza e ha definito “inaccettabile” la situazione dei civili nella regione dopo la fine della tregua. “Quasi due mesi dopo l’inizio dei combattimenti – ha detto – i bambini, le donne e gli uomini di Gaza sono terrorizzati, non hanno un posto sicuro dove andare e hanno molto poco con cui sopravvivere”.

    “Vivono circondati da malattie, distruzione e morte. Ciò è inaccettabile”, ha aggiunto il rappresentante delle Nazioni Unite, insistendo sulla necessità di un cessate il fuoco umanitario, per “mantenere – e trarre vantaggio – dai progressi nella fornitura di aiuti umanitari, proteggere i civili e le infrastrutture da cui dipendono per il sostentamento della vita e rilasciare i restanti ostaggi immediatamente e senza condizioni”.

  18. Msf, “Nostro convoglio attaccato da Israele'

    “Tutti gli elementi indicano l’esercito israeliano come responsabile dell’attacco” a un convoglio di Medici senza Frontiere (Msf) a Gaza, lo scorso 18 novembre, in cui morirono due persone: lo scrive in un comunicato oggi la stessa organizzazione umanitaria, che allega anche foto e video. “Il 18 novembre 2023 un convoglio di evacuazione di Medici Senza Frontiere (Msf) è stato attaccato a Gaza City. Due persone sono state uccise in quello che è apparso subito come un attacco deliberato contro mezzi di Msf con il simbolo dell’organizzazione ben riconoscibile. Entrambe le vittime erano familiari di membri dello staff di Msf, uno di loro era anche un volontario che supportava l’azione medica all’ospedale di Al Shifa. A distanza di due settimane, dopo aver raccolto le testimonianze del personale presente quel giorno nel convoglio, Msf ritiene che tutti gli elementi indichino l’esercito israeliano come responsabile di questo attacco. Msf ha chiesto una spiegazione formale alle autorità israeliane, oltre a un’indagine indipendente per stabilire i fatti e le responsabilità”.

    Inoltre, Msf ha raccolto anche testimonianze sulla distruzione lo scorso 20 novembre di cinque suoi veicoli e sui gravi danni causati alla sua clinica a Gaza City, tutti (mezzi e struttura) chiaramente identificati dal logo dell’organizzazione.
    “Msf condanna ancora una volta e con la massima fermezza l’attacco al suo convoglio e porge nuovamente le sue condoglianze alle famiglie delle vittime”, scrive ancora Medici senza Frontiere.

  19. Guerra Israele Hamas diretta 2 dicembre.
    “Israele vuole zona cuscinetto al confine di Gaza”

    Israele ha informato diversi stati arabi che vuole creare una zona cuscinetto sul lato palestinese del confine di Gaza per prevenire futuri attacchi, come parte delle proposte per l’enclave dopo la fine della guerra. Lo riporta il sito della Reuters citando fonti egiziane e regionali.

  20. Wsj, Israele pronto a tregua per liberare altri ostaggi

    Un funzionario israeliano ha detto al Wall Street Journal che Israele è disposto a prendere in considerazione future pause nella guerra a Gaza per consentire il rilascio del maggior numero possibile di ostaggi. Secondo il giornale, il funzionario ha affermato che “possiamo negoziare mentre ancora combattiamo” e che l’accordo scaduto per fermare i combattimenti è stato “reso possibile grazie alla pressione della nostra operazione militare sul terreno.

  21. Bombe su Gaza

    Bombe su Gaza, scambio di colpi d’artiglieri e missili fra i miliziani di Hezbollah e le truppe israeliane al confine del Libano e scontri in Cisgiordania: notte di combattimenti mentre proseguono incessanti le trattative dei mediatori internazionali per cercare di ripristinare la tregua.

  22. Guerra Israele Hamas diretta 2 dicembre.
    Distrutte 3 moschee

    Israele ha portato nuovi raid aerei sulla parte meridionale della Striscia di Gaza, distruggendo tre moschee a Khan Yunis. Lo riferiscono media palestinesi.

  23. Raid aereo di Israele vicino a Damasco

    “Israele ha lanciato un attacco aereo vicino a Damasco”. Lo riferiscono media statali siriani, ripresi da al Jazeera e Haaretz. Non si hanno al momento ulteriori informazioni. Dall’inizio della guerra contro Hamas il 7 ottobre, Israele ha condotto decine di attacchi aerei contro presunte infrastrutture e presunti depositi di armi degli Hezbollah e di altre milizie locali filo-iraniane, colpendo ripetutamente gli aeroporti di Damasco e di Aleppo

  24. Guerra Israele Hamas diretta 3 dicembre.
    La mappa
  25. Nel 56esimo giorno di guerra, l’esercito israeliano ha annunciato di aver “ripreso i combattimenti” contro Hamas. L’idea di prorogare di un giorno la tregua non si è tramutata in realtà e i combattimenti sono ricominciati.

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