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Meloni e Tajani furiosi con Salvini, spaccatura nella maggioranza: "Matteo è bravo a far cadere i governi"

Nervi tesi all'interno della maggioranza di governo, Meloni e Tajani sarebbero furiosi con Salvini

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Sarebbero tesissimi i nervi all’interno della maggioranza di governo. A innescare l’ennesima tensione è stato il numero due della Lega, Claudio Durigon, che in una recente intervista ha dichiarato che Antonio Tajani, ministro degli Esteri nonché vicepremier, avrebbe bisogno di aiuto su alcuni temi caldi, come ad esempio avere un canale privilegiato con l’amministrazione Usa di Trump. Così, in un amen si è aperta una discussione tra il partito guidato da Matteo Salvini e quello azzurro, con la premier Giorgia Meloni che sarebbe furiosa per quel che sta accadendo.

La telefonata tra Meloni e Tajani arrabbiati con Salvini

Ci sarebbe stata una chiamata nelle scorse ore tra Tajani e Meloni. Il quotidiano Repubblica ha ricostruito la vicenda, spiegando che sia la premier sia il vicepremier sarebbe arrabbiati non poco con la Lega. “Quando è troppo, è troppo”, sarebbe il sunto della telefonata avuta dal numero uno di Forza Italia e dalla presidente del Consiglio.

Pare che Meloni e Tajani nutrano la convinzione che le dichiarazioni di Durigon, che dipingono il ministro degli Esteri come un politico in difficoltà e bisognoso di aiuto, siano state studiate a tavolino con il chiaro intendo di mettere in una posizione scomoda l’alleato. Inoltre Meloni sarebbe sicura che in realtà il bersaglio grosso non sarebbe Tajani, bensì lei.

Salvini Tajani fotoFonte foto: IPA
I ministri Salvini e Tajani

“Giorgia, sai che noi saremo sempre leali, difendiamo l’esecutivo e lavoriamo per la stabilità. Ma se dal 6 aprile Salvini continuerà ad attaccarci, saremo costretti a chiedere una verifica di governo”, avrebbe detto il leader di Forza Italia alla premier, la quale sarebbe più che consapevole che una situazione simile deve essere risolta con un chiarimento.

“Matteo è abile a giurare che lui e Giorgia sono tanto amici, ma è anche molto bravo a far cadere i governi“, sussurra un big di FdI che, ascoltato da Repubblica, per ovvi motivi, ha chiesto l’anonimato: “Sottovalutarlo sarebbe un errore”. Nel frattempo Meloni starebbe cercando una soluzione per calmare Salvini cercando di arginare il più possibile i danni a livello mediatico.

Tajani: “Non ho sentito Salvini, ero impegnato”

“Non ho sentito Salvini; ho viaggiato da Palermo a Milano ed ero impegnato. In ogni caso non c’è alcun problema all’interno della maggioranza. Siamo forze politiche diverse, ognuna con la propria identità”. Così Tajani, come riferisce l’AdnKronos, nel commentare le iniziative di Matteo Salvini nei confronti degli Stati Uniti, dopo la telefonata con il vicepresidente americano J.D. Vance.

“Noi siamo europeisti. Tutti hanno bisogno di farsi aiutare, anche io. Ma non mi sento in difficoltà, lo giudicheranno gli elettori”,  ha aggiunto il ministro degli Esteri a margine dell’evento organizzato da Forza Italia a Milano.

Salvini ha invece tentato di incolpare gli organi di informazione, rei, a suo dire, di voler descrivere una situazione tesa nella maggioranza che non ci sarebbe.

“I giornali: ‘Salvini chiama Vance perché c’è una guerra con la Meloni a chi fa più telefonate negli Stati Uniti‘. È ‘Scherzi a parte’ non è giornalismo”, ha dichiarato il leader leghista, come riferito sempre dall’AdnKronos.

“Io – ha aggiunto – sono vicepresidente del Consiglio e chiamo non dico il mio omologo perché è superiore a me per importanza, per parlare di trasporti. Se c’è un piano da mille miliardi di dollari in investimenti sulla rete ferroviaria e stradale americana, io ho il dovere di fare l’interesse nazionale italiano e di proporre ad aziende italiane di cercare di investire sulla rete infrastrutturale americana. E con chi devo parlare? Lasciamo alla libera stampa italiana esperta in retroscena inesistenti e surreali di fare il suo mestiere”.

Tajani parla di “un partito quaquaraquà: parla e dice senza studiare e riflettere”

Nelle scorse ore, però, a differenza di quanto espresso da Salvini, secondo cui la stampa descriverebbe scenari inesistenti, sempre Tajani, chiudendo a Milano un convegno sull’Europa, ha lanciato bordate.

Si è ben guardato dal menzionare espressamente la Lega, ma sembra proprio che sia al Carroccio che si è rivolto quando ha detto “ci attaccano anche aspramente, ma non ti curar di loro, guarda e passa”.  E ancora: “Ci attaccano aspramente perché forse pensavano di poter venire a saccheggiare i nostri pascoli, ma l’abigeato è anche un reato politico. Invece abbiamo saputo difendere le nostre pecorelle”.

“Un partito quaquaraquà parla e dice senza studiare e riflettere. Sono i partiti populisti che un giorno dicono una cosa e un giorno un’altra. Noi preferiamo lavorare e non strillare perché chi strilla conta e comanda poco”, un altro affondo del ministro degli Esteri.

Opposizioni all’attacco, Schlein: “Governo non sta in piedi”

Nell’osservare l’evolversi della situazione, le opposizioni sono andate all’attacco. I capigruppo dem alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capodelegazione a Bruxelles Nicola Zingaretti hanno attaccato con toni duri la maggioranza: “Visto che la politica estera la fanno premier e ministro degli Esteri, va chiarito a nome di chi lo fanno. Perché un pezzo della maggioranza non ci sta: la Lega ha detto che Tajani deve farsi aiutare. Mentre qualche giorno fa spediva Meloni a Bruxelles senza mandato per approvare il Rearm Ue. Non si governa così un paese. Se ognuno va per conto suo, non possono governare”.

Tuoni e fulmini anche da parte della segretaria Pd Elly Schlein che, tramite un video social, ha criticato il governo: “Non ci potevo credere. La Lega sfiducia il ministro degli Esteri”. Quindi ha ricordato che, solo qualche giorno fa, prima del Consiglio europeo, Matteo Salvini “aveva già commissariato Giorgia Meloni dicendo che non aveva un mandato per andare ad approvare le proposte sul riarmo a Bruxelles”.

“In qualsiasi altro Paese questo avrebbe già aperto una crisi di governo. È chiaro che il governo non sta più in piedi, è chiaro che non si può occupare dei problemi degli italiani dalla liste di attesa infinite ai salari bassi alle bollette più care d’Europa”, ha concluso la leader dem.

A replicare a Schlein è stato il vicesegretario leghista Andrea Crippa: “Si preoccupi della sinistra, visto che non è in grado di compattare nemmeno il suo Pd. Maggioranza e governo sono solidi, con la Lega che fa da collante del Centrodestra. Avanti uniti”.

tajani-salvini-meloni-maggioranza Fonte foto: IPA
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