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Marco Travaglio sul saluto romano per la strage di Acca Larentia: la stoccata al Governo sul fascismo

Il giornalista Marco Travaglio punta il dito contro il governo e chiede l'intervento di magistratura e Digos sul caso Acca Larentia

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Anche Marco Travaglio, direttore della versione cartacea de Il Fatto Quotidiano, parla del saluto romano alla commemorazione di Acca Larentia lanciando una chiara stoccata al governo Meloni sul fascismo. Ospite di Otto e mezzo su La7, il giornalista non si è tirato indietro nel fare polemica con l’esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia.

L’attacco di Travaglio al governo

Incalzato dalla presentatrice Lilli Gruber su quanto accaduto domenica 7 gennaio per l’anniversario della strage di via Acca Larentia, Marco Travaglio ha sottolineato che le immagini che circolano sul web non sono di certo da sottovalutare, anche se la polemica con l’esecutivo non deve essere basata sul fascismo.

“Il tratto caratteristico di questa classe dirigente non è il fascismo” ha detto il giornalista, che dopo che anche il presidente del Senato La Russa si è dissociato dagli episodi per conto di FdI, ha attaccato il governo sottolineando che la sua caratteristica principale è “la cialtroneria e l’incapacità, il disastro che stanno combinando in tutti i campi dello scibile umano”.

Marco Travaglio sul saluto romano per la strage di Acca Larentia: la stoccata al Governo sul fascismoFonte foto: ANSA
Marco Travaglio, Direttore de Il Fatto Quotidiano, durante la festa di Fratelli d’Italia

La stoccata sul fascismo

Travaglio ha quindi sottolineato e bisogna parlare di Acca Larentia “perché tutti gli anni ci sono queste adunate folte” e non si tratta di una novità. Il giornalista ha quindi sottolineato di voler vedere presto scendere in campo la magistratura, che negli anni ha evitato questo problema.

“Ci sono filmati degli anni scorsi in cui c’erano altri governi, con la polizia che ha semplicemente deciso di lasciarli sfogare come fossero un fenomeno marginale. Ma proprio marginali non sono” ha spiegato, ribadendo che non è possibile collegare il fatto di avere un governo di destra al potere con l’aumento di questi episodi.

Travaglio ha quindi piazzato la stoccata al governo Meloni, che si è accanito contro Marco Vizzardelli che alla prima della Scala aveva urlato “viva l’Italia antifascista”. “Mi aspetterei che la Digos cominciasse a identificare quelli che gridano viva l’Italia fascista, anziché identificare l’altro” ha detto.

Poi Travaglio ha sottolineato che è “questo il comportamento che ha un legame col governo”, come a voler ribadire il pensiero del governo di punire i sentimenti antifascisti.

L’appello alla Digos

Ma non finisce qui, perché nell’intervento a Otto e mezzo Travaglio ha anche lanciato un appello alla Digos, per cercare di frenare le manifestazioni come quelle di Acca Larentia, in cui fare il saluto romano e urlare al cielo “presente” non è più concepibile.

“Il fatto che la Digos non li identifichi mentre va ad identificare quello della Scala mi fa venire il titolo del generale Vannacci: il mondo al contrario” ha detto, speranzoso dell’intervento della magistratura sul caso.

travaglio-meloni Fonte foto: ANSA

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