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Crisi di governo, la decisione del Senato: duro colpo per Salvini

L'aula del Senato ha respinto le mozioni della Lega. Conte riferirà il 20 agosto

Il Senato, durante la riunione per la calendarizzazione della crisi di governo, ha bocciato le due mozioni proposte dalla Lega di Matteo Salvini e Forza Italia che chiedevano di votare la sfiducia al governo Conte il 14 agosto alle 16 e ha bocciato anche la mozione di Fratelli d’Italia. Conte terrà le comunicazioni in Senato il prossimo martedì 20 agosto alle 15, mentre sarà alla Camera il giorno successivo, il 21, alle 11.30.

Il Pd vota con M5s

M5s, Pd, LeU e Autonomie hanno votato insieme. Compatte anche le forze di centrodestra che hanno invece sostenuto la richiesta di procedere fra oggi e il 20 agosto alle votazioni.

A fissare l’appuntamento di oggi è stata la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dopo aver valutato le diverse posizioni emerse nella conferenza dei capigruppo. In Senato, ha preso la parola Anna Maria Bernini di Forza Italia: “Noi siamo vera opposizione e non siamo qui a preparare progetti contrari alla volontà popolare”.

Matteo Salvini: “Sì al taglio dei parlamentari, poi il voto”

Poi è intervenuto Matteo Salvini, che in precedenza a Palazzo Madama, aveva preannunciato ai cronisti di non aver intenzione di ritirare i ministri. Dopo essere stato interrotto nel suo intervento, al Senato ha dichiarato: “Per bocca del senatore Renzi avete già vinto, non capisco tutta questa agitazione e maleducazione”.

E ancora: “Cosa c’è di più bello e democratico di dare la parola al popolo? Non capisco questa paura e questa disperazione. Anzi, capisco quella di Renzi. Fossi in lui anch’io mi agiterei, perché gli italiani, in caso di voto, lo manderebbero a casa. Sono arrivate alcune proposte e le raccolgo. Ho sentito l’amico e collega Di Maio più di una volta ribadire di votare il taglio dei parlamentari e poi andare subito al voto. Rilancio: anticipiamo il taglio dei parlamentari, chiudiamo in bellezza e poi andiamo al voto. Affare fatto. Ora dal Pd non applaudono più. Votiamo settimana prossima il taglio dei parlamentari”.

Poi, Salvini, interrotto più volte dagli esponenti del Partito Democratico, ha dichiarato: “Se hai paura di andare al voto davanti agli elettori, vuol dire che hai la coscienza sporca. E allora si inventa l’Iva, il Papeete… Non pensavo fosse reato andare al mare. Capisco la disperazione di Renzi e dei suoi amici, ma dico agli amici del M5S: ci avete chiesto una cosa e tutti davano per scontato che non avremmo detto sì ma la sfida è accettata. Votiamo il taglio dei parlamentari e poi, il giorno dopo, si vota”.

Nuovamente interrotto, Salvini ha quindi concluso: “Amici 5 Stelle, prima di allearvi con queste persone pensateci bene. Noi non abbiamo paura di alzarci dalle poltrone dei ministeri e del Senato. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

Anche con il taglio dei parlamentari si può votare entro ottobre con la legge attuale: non c’è nessun problema, lo dice l’articolo 4 della riforma stessa. Il taglio entra in vigore nella legislatura successiva”. Lo ha detto Matteo Salvini dopo che il voto del Senato.

Dopo Salvini, ha preso la parola Andrea Marcucci del Partito Democratico: “Il momento è molto delicato per il Paese. Non si può ascoltare una dose così intensa di bugie e di offese. Il pulpito dal quale viene la predica è l’assenteista Salvini. Per noi oggi è una bella giornata perché mettere fine a questo governo a trazione Salvini e Lega è una benedizione”.

Di Maio: “Salvini ha ceduto sul taglio dei parlamentari”

Luigi Di Maio commenta su Facebook il sì di Salvini al taglio dei parlamentari annunciato dal leader leghista durante il discorso al Senato. “Dopo le proteste dei cittadini nelle piazze e sui social la Lega ha ceduto sul taglio dei parlamentari, una riforma del Movimento 5 Stelle e che il Paese aspetta da anni“, scrive Di Maio. “Settimana prossima tagliamo 345 parlamentari e dimezziamo gli stipendi di deputati e senatori”, conclude.

Crisi di governo, voto al Senato: botta e risposta tra Renzi e Salvini

In conferenza stampa, Matteo Renzi, a proposito dell’appuntamento odierno, aveva dichiarato nel pomeriggio: “Raggiunta Roma i senatori scoprono che il ministro dell’Interno non vuole votare oggi in Senato perché si è accorto che è in minoranza”.

Matteo Salvini aveva prontamente replicato su “Twitter” alle parole del senatore del Pd: “‘Oggi in Senato ci sarà un’altra maggioranza’ dice Renzi. #Pattodellapoltrona Renzi-Grillo. Io invece chiedo una cosa semplice semplice: parola agli Italiani, lasciateli votare!”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-08-2019 17:51

Crisi di governo, gli scenari proposti da chi si oppone al voto Fonte foto: Ansa
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