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Liliana Segre sulla guerra in Israele, il video della senatrice: "Non devo discolparmi per cosa fa a Gaza"

Liliana Segre ha parlato della guerra in Israele durante un intervento al Memoriale della Shoah di Milano: "Sbagliato mescolare cose diverse"

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A distanza di poche ore dal giorno della MemoriaLiliana Segre è tornata a parlare della guerra in Israele. “Trovo sbagliato mescolare cose completamente diverse, come hanno fatto tanti che hanno pensato di mettere in discussione il 27 gennaio per quello che sta succedendo a Gaza“, ha detto la senatrice intervenendo al Memoriale della Shoah di Milano.

Cosa ha detto Liliana Segre sulla guerra in Israele

“Evidentemente hanno un bisogno spasmodico di fare pari e patta con la Shoah e di togliere agli ebrei il ruolo di vittime per antonomasia, di liberarsi da un inconscio complesso di colpa“, ha spiegato Segre, 93 anni.

La riflessione della senatrice a vita, intervenuta al Memoriale della Shoah di Milano nel giorno dell’80esimo anniversario della sua deportazione ad Auschwitz, non ha però riguardato solo il modo in cui l’Olocausto viene ricordato.

liliana-segre-guerra-israeleFonte foto: ANSA
Liliana Segre visita il binario 21 dopo la cerimonia commemorativa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio a 80 anni dalla partenza del treno per Auschwitz, al Memoriale della Shoah a Milano

“Visto che giustamente qui si parla di male assoluto credo che occorra riflettere sul fatto che non si arriva così un giorno per caso a un assoluto”, ha proseguito.

Come riportato dalla Stampa, Segre ha sottolineato che si arriva a a quel punto solo dopo un lungo percorso in cui ogni passaggio è funzionale a rendere possibile quel male, “accettato e addirittura condiviso da molti”.

Le tappe precedenti all’Olocausto

Nel corso del suo monologo, Segre ha citato tutte le tappe precedenti all’olocausto, tutte chiare responsabilità del regime fascista italiano.

La partecipazione alla guerra al fianco di Hitler, la campagna razziale con le sue leggi razziste, l’avventura coloniale per sottomettere popoli considerati inferiori, l’abolizione di ogni spirito libero attraverso la propaganda di regime, l’abolizione della libertà di stampa e dei partiti, l’eliminazione di ogni opposizione, l’instaurazione di un potere assoluto senza controlli e bilanciamenti.

Per questo, ha poi chiosato, “condannare il male assoluto senza condannare la catena che l’ha reso possibile non avrebbe senso”.

Gli stessi concetti sono stati sottolineati anche dal fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, intervenuto poco prima. Riccardi ha ribadito che la soluzione finale non è stata “una sbandata dell’ultima ora, ma la conseguenza dei presupposti del regime”.

Le parole di Segre in occasione della Giornata della Memoria

Pochi giorni fa, in occasione della Giornata della Memoria, Liliana Segre aveva dichiarato di non essere “adatta a parlare del 27 gennaio”, perché “chi ha passato quello che ho passato io non aspetta quella data per ricordarsi di una vita fa. Questa è la verità”.

“Lo fa 365 giorni all’anno, non il 27 gennaio. Tutti i giorni possono essere uguali o diversi ma quel luogo nn si dimentica mai”, aveva concluso.

liliana-segre-israele-guerra Fonte foto: ANSA
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