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Salvini, i prefetti sostituiranno i sindaci contro il degrado

Nuova polemica per il ministro dell'Interno sul degrado urbano: lo scontro con i sindaci

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è al centro di un nuovo scontro politico, questa volta con i sindaci italiani. Nella lotta contro il degrado urbano, il ministro ha affermato che i prefetti potranno sostituire i sindaci, riporta l’Ansa. Immediata la risposta dell’Anci e anche del vicepremier Luigi Di Maio.

Eletto dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti al mondo nel 2019, Matteo Salvini si scontra con i sindaci italiani a causa della direttiva ai prefetti del ministro dell’Interno. Salvini ha affermato in sostanza che i prefetti possono sostituire i sindaci “distratti” nella lotta al degrado nelle città italiane.

“Noi sindaci amministriamo ogni giorno, tra mille difficoltà e non abbiamo bisogno di essere commissariati da nessuno”, ha risposto il sindaco e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, riporta Ansa. Il ministro “non perde occasione per prendersela con i sindaci che invece dovrebbe considerare come suoi alleati, perché sono gli unici a conoscere il territorio”. Anche il vicepremier Di Maio è intervenuto sulla questione, affermando che “è il voto a scegliere chi governa” le città.

Nella direttiva, firmata dal ministro dell’Interno, Salvini chiede di contrastare in modo più efficace il degrado urbano e rafforzare la sicurezza delle città, affiancando le ordinanze prefettizie agli strumenti previsti dal decreto sicurezza. A questo scopo, il ministro chiede a tutti i prefetti di convocare i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica nell’ambito dei quali “dovrà essere avviata una disamina delle eventuali esigenze di tutela rafforzata di taluni luoghi del contesto urbano”.

“L’esperienza nei territori ha evidenziato l’esigenza di intervenire con mezzi ulteriori ogni qual volta emerga la necessità di un’azione di sistematico ‘disturbo’ di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale”, si legge nella direttiva che ha suscitato l’ira dei sindaci. Le ordinanze prefettizie dovranno essere “funzionali a potenziare l’azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado che attentano alla piena e civile fruibilità di specifici contesti cittadini. L’invito è quello dunque di seguire l’esempio di città come Bologna e Firenze dove i prefetti hanno emesso provvedimenti che “vietano lo stazionamento a persone dedite ad attività illegali, disponendone l’allontanamento, nelle aree urbane caratterizzate da una elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici, oppure che si caratterizzano per l’esistenza di una pluralità di istituti scolastici e universitari, complessi monumentali e culturali, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali”.

VIRGILIO NOTIZIE | 18-04-2019 07:31

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