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Sergio Mattarella concede la grazia a Umberto Bossi

L'ex leader della Lega avrebbe dovuto scontare un altro anno di pena

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato un Decreto di concessione della grazia in favore di Umberto Bossi. Lo ha appreso l’Ansa tramite il Quirinale.

L’atto di clemenza individuale riguarda la pena detentiva ancora da espiare, ovvero un anno di reclusione in carcere.

Umberto Bossi stava espiando la condanna per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, meglio noto come reato di vilipendio, sancito dall’art. 278 del Codice Penale, in riferimento a fatti commessi nel 2011.

Perché Sergio Mattarella ha concesso la grazia a Umberto Bossi

Nella nota del Quirinale, riportata dall’Ansa, viene ricordato che a seguito di un provvedimento della Magistratura di sorveglianza, Umberto Bossi è stato affidato in prova al servizio sociale.

“Nel valutare la domanda di grazia, in ordine alla quale il Ministro della Giustizia, a conclusione della prevista istruttoria, ha formulato un avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Procuratore generale e delle condizioni di salute del condannato”, ha fatto sapere il Quirinale.

Sergio Mattarella avrebbe inoltre tenuto conto “della circostanza che in relazione alle espressioni per le quali è intervenuta la condanna, il Presidente emerito Giorgio Napolitano ha dichiarato di non avere nei confronti del condannato ‘alcun motivo di risentimento‘”.

Perché Umberto Bossi era stato condannato per vilipendio

Umberto Bossi aveva dato del ‘terún‘ all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante un comizio sul palco della festa invernale della Lega Nord, la ‘Bèrghem frecc’ di Albino (Bergamo) nel dicembre del 2011. Facendo anche battute nei confronti dell’allora premier Mario Monti.

Per questo il fondatore del Carroccio era stato condannato dal Tribunale di Bergamo a un anno e 6 mesi di reclusione per vilipendio del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio dei ministri.

Quella sera il senatur aveva iniziato il comizio dicendo, secondo quanto ricorda l’Ansa: “Abbiamo subìto anche il presidente della Repubblica che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del Nord”.

Umberto Bossi aveva poi fatto allusioni alle origini partenopee di Giorgio Napolitano. “Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terún”, aveva detto accennando il gesto delle corna con la mano destra.

Le dichiarazioni del fondatore della Lega erano state filmate e trasmesse da tv e servizi di streaming. Circa cento cittadini da tutta Italia avevano presentato denunce contro Umberto Bossi, e alcuni di loro erano stati anche ascoltati durante il processo a Bergamo.

Umberto Bossi era stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver offeso l’onore e il prestigio del Capo dello Stato, oltre che di vilipendio alle istituzioni con l’aggravante della discriminazione etnica.

VIRGILIO NOTIZIE | 05-12-2019 17:59

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