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Coronavirus, situazione drammatica a Bergamo: finiti posti letto

Allo stremo anche le pompe funebri, oltre dieci chiamate all'ora. Borrelli ha annunciato un nuovo ospedale da campo

Situazione drammatica a Bergamo, la zona d’Italia più colpita dall’epidemia di Covid-19: sono finiti all’ospedale Papa Giovanni XXII i posti letto di terapia intensiva riservati ai pazienti ricoverati in gravi condizioni. Secondo quanto riferito all’Ansa da fonti ospedaliere, nella giornata di oggi il numero dei posti occupati ha sfiorato i 100. I malati che avranno bisogno di ventilazione ed ossigeno verranno destinati ad altri ospedali.

La provincia di Bergamo, secondo quanto annunciato dall’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, è attualmente la più colpita dal coronavirus con 3.993 persone contagiate, 233 in più rispetto alla giornata di lunedì. Per far fronte alla situazione, ha annunciato il commissario Angelo Borrelli, verrà allestito un ospedale da campo degli alpini.

Dopo l’arrivo del personale militare nella giornata di ieri, al Papa Giovanni XXIII sono arrivati oggi 12 operatori della Croce rossa, di cui 4 infermieri. La situazione però, spiega l’Azienda sanitaria, resta drammatica, anche al Pronto Soccorso “che ieri ha registrato 39 ricoveri e 6 trasferimenti all’Istituto Palazzolo e oggi vede altrettanti pazienti trasferiti e almeno 40 nuovi ricoverati”.

Bergamo, le pompe funebri allo stremo

La drammatica situazione di Bergamo è testimoniata anche dalla situazione delle onoranze funebri della città, alle prese con le continue richieste di intervento per i decessi causati dal Covid-19. Secondo quanto riporta l’Ansa, la media delle richieste giunte alle pompe funebri è di oltre dieci telefonate all’ora.

Alcuni degli operatori non nascondono che la situazione è arrivata a un “punto di non ritorno” e molto spesso “non si riescono a fronteggiare le decine di richieste che ci arrivano”.

Numerose anche le bare che si trovano nella chiesa del cimitero in attesa di cremazione, con una lista d’attesa che sfiora i sette giorni.

Bergamo, morto il primo medico di famiglia

A Bergamo inoltre è morto il primo medico di famiglia contagiato da Covid-19, il quarto in Lombardia. Lo ha riferito l’Ansa. Mario Giovita, 65 anni, era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII nei giorni scorsi. Le sue condizioni di salute, stando a quanto si è appreso, sono peggiorate rapidamente e il decesso è avvenuto per le complicanze del Coronavirus.

Secondo quanto reso noto dalla Federazione medici di medicina generale (Fimmg) sono circa 100 i medici di famiglia contagiati dal coronavirus a Bergamo, alcuni dei quali ricoverati in gravi condizioni.

“Un’altra vita che si sarebbe potuta salvare se solo ci avessero dotato dei dispositivi di protezione individuale“, ha detto all’Ansa Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg.

Scotti ha puntato il dito contro “quelle amministrazioni, politiche e sanitarie, che hanno abbandonato i medici della medicina generale al loro destino. Lasciandoli privi di quei dispositivi di protezione individuale che per i medici di medicina generale sono anche strumenti di protezione collettiva”.

“Esporre noi ad un così alto rischio di contagio – ricorda Scotti – significa anche mettere a repentaglio la salute dei cittadini più fragili, quelli che quotidianamente assistiamo sul territorio per fare in modo che possano gestire complessi quadri di cronicità”.

VirgilioNotizie | 17-03-2020 19:57

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