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"Epidemia finita, lockdown non serviva": così due medici francesi

Si tratta del primario del pronto soccorso all'ospedale Pompidou e di un professore dell'università di Parigi

L’epidemia è alle nostre spalle. Ci saranno dei cluster, dei focolai, che non avranno la stessa intensità”: lo ha detto ai microfoni dell’emittente RTL il professor Philippe Juvin, primario del pronto soccorso all’ospedale Pompidou di Parigi. Un altro medico molto popolare durante la pandemia, JeanFrancois Toussaint, docente di fisiologia all’Università di Parigi, sostiene che se non si riapre tutto rapidamente “avremo dei morti causati dal lockdown e da una riapertura troppo lenta”. Lo rende noto l’Ansa.

Per Juvin, la priorità assoluta ormai è la riapertura: “Il lockdown – ha spiegato il medico – ha avuto effetti catastrofici sull’economia, sui diritti e sulla salute. Non potevamo fare altrimenti. Tuttavia, i tedeschi sono stati più furbi di noi: hanno chiuso regione per regione, in modo meno duro, e soprattutto hanno riaperto più velocemente”.

La Germania, ha aggiunto Juvin, è potuta uscire prima dal lockdown grazie a un gran numero di posti in rianimazione: “Questa chiusura dura è stata la conseguenza del fatto che eravamo poco attrezzati”.

Il lockdown, secondo il primario, è chiaramente un’ammissione di debolezza e povertà di fronte alla crisi sanitaria: “Se non hai test, non hai mascherine, non hai posti in rianimazione, devi chiudere“.

Jean-Francois Toussaint, docente all’Università di Parigi, ha rincarato la dose: “Il lockdown non ha avuto effetto sul numero di morti, quello che ha contato sono state le regole del distanziamento. Se avremo una recessione importante, avremo dei morti causati dal lockdown e da una riapertura troppo lenta. I danni saranno considerevoli se non si apre velocemente. I tedeschi hanno pubblicato il 23 gennaio la tecnica dei tamponi, una settimana dopo tutti i laboratori avevano la possibilità di farli. Noi, tre mesi dopo, non ci riusciamo”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-06-2020 12:45

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