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Vaccino, Pfizer taglia le dosi all'Italia: le regioni penalizzate

Il commissario Domenico Arcuri ha fatto sapere che Pfizer invierà all'Italia meno dosi del vaccino Covid di quelle previste

L’ufficio stampa di Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha reso noto che Pfizer ha ridotto di 165 mila dosi la distribuzione del vaccino all’Italia.  La decise, viene ribadito, è stata presa in maniera “unilaterale” dall’azienda farmaceutica, che ha deciso senza un confronto con le istituzione di redistribuire le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Ne dà notizia l’Ansa.

Pfizer non consegna 165 mila dosi: quali regioni riceveranno meno vaccini

A fronte delle 562.770 dosi previste, viene fatto sapere dall’ufficio stampa di Domenico Arcuri, verranno consegnate al nostro Paese solo 397.800 dosi. Una mossa, quella della Pfizer, non condivisa né comunicata agli uffici del commissario” che “produrrà un’asimmetria tra le singole regioni”.

Le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione del vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech, riporta l’Ansa, sono l’Abruzzo, la Basilicata, le Marche, il Molise, l’Umbria e la Valle d’Aosta. Le regioni più penalizzate saranno invece Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, con circa 25 mila dosi in meno, dunque il Lazio con 12 mila dosi in meno e la Puglia con 11.700 dosi in meno.

Vaccino Pfizer, ritardi nella fornitura: il piano dell’azienda farmaceutica

I ritardi sulla fornitura del vaccino dovrebbero tuttavia essere solo momentanei. Pfizer e BioNTech hanno infatti comunicato che il disagio riguarderà solo la settimana del 18 gennaio e si tornerà a pieno regime a partire dal 25 gennaio. Il piano “permetterà di aumentare la capacità di produzione in Europa, e di fornire più dosi nel secondo trimestre”.

“Torneremo al calendario iniziale di distribuzione all’Unione Europea a partire dalla settimana del 25 gennaio, con un aumento delle consegne dalla settimana del 15 febbraio”, fa sapere Pfizer, secondo quanto riporta l’Ansa. “Per farlo alcune modifiche al processo di produzione sono ormai necessarie”.

Nel dettaglio, l’azienda di biotecnologie ha annunciato che verranno completati nuovi lavori nell’impianto di Puurs, in Belgio, che porterà a un notevole aumento della capacità produttiva totale in Europa.

Vaccino Pfizer, ritardi nella fornitura: i timori dell’Unione Europea

Diversi Stati membri dell’Unione Europea, investiti dall’improvvisa scelta della casa farmaceutica di limitare il numero di fiale distribuite, temono invece ritardi di tre o quattro settimane, che potrebbero mettere a serio rischio tutta la campagna vaccinale. Per essere efficace il farmaco necessita infatti di un richiamo dopo 21 giorni.

Il nuovo pericolo si aggiunge a quello della scoperta delle nuove varianti, in particolare delle varianti brasiliane, che potrebbero rendere vani gli sforzi fatti finora per produrre i vaccini. Sono stati avviati inoltre nuovi studi sulle morti sospette in seguito all’inoculazione della profilassi Pfizer.

VirgilioNotizie | 17-01-2021 13:21

Vaccini, chi ne fa di più? I dati, la 'classifica' delle regioni Fonte foto: ANSA
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