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Stefano Marinoni è stato ucciso: il particolare che lo conferma

Il 22enne non aveva con sé portafoglio e smartphone, forse temeva di essere derubato dalla persona che avrebbe dovuto incontrare

Continua il mistero della morte di Stefano Marinoni, il 22enne scomparso lo scorso 4 luglio da Baranzate e il cui corpo è stato trovato otto giorni dopo ai piedi di un traliccio in via don Enrico Cantà ad Arese. Per gli inquirenti non ci sarebbero dubbi: il giovane è stato ucciso. Adesso i Carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal pm Mauro Clerici, indagano alla ricerca dell’assassino.

Il fasciscolo aperto dopo il ritrovamento del cadavere venerdì 12 luglio, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbe ufficialmente passato dal “modello 45”, senza ipotesi di reato, a omicidio volontario. Fin dalle prime ore dopo la scoperta del cadavere sotto il traliccio dell’alta tensione e della Smart della vittima chiusa e regolarmente parcheggiata, gli inquirenti avevano ipotizzato non si trattasse di un suicidio, come la scena del crimine avrebbe suggerito.

Stefano Marinoni era uscito di casa alle 19:30 “per un quarto d’ora, torno per cena”. Aveva lasciato a casa il portafoglio e avrebbe dovuto incontrare una persona. Prima di scendere dalla macchina avrebbe spento il telefono per posizionarlo sotto il tappetino, lato guidatore, chiudendo poi la Smart a chiave. Su questi particolari si stanno muovendo le indagini, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, alla ricerca delle motivazioni che avrebbero spinto Stefano a non portare con sé il portafoglio e il telefono per incontrare il suo assassino. Forse temeva di essere vittima di una rapina, di una persona che conosceva ma di cui avrebbe avuto timore.

VirgilioNotizie | 18-07-2019 08:57

Stefano, scomparso a Baranzate Fonte foto: Facebook
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