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Referendum giustizia, quali sono i sei quesiti di Lega e Radicali

Lega e Radicali insieme per depositare i quesiti per il referendum sulla giustizia: quali sono e cosa potrebbe cambiare

Il leader della Lega Matteo Salvini e altri esponenti del Carroccio e del Partito Radicale, come Maurizio Turco, hanno presentato in Cassazione i sei quesiti del referendum sulla giustizia. Davanti alla Cassazione è stato esposto anche un grande striscione con scritto “Referendum Giustizia”. Dal 2 luglio inizia la raccolta firme, l’obiettivo è raggiungere 6 milioni di persone.

In sintesi, i quesiti depositati sono i seguenti: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, limitazione alla custodia cautelare, abrogazione della legge Severino, abolizione dell’obbligo della raccolta firme per i magistrati che vogliano candidarsi al Csm, diritto di voto per i membri non togati nei consigli giudiziari.

Primo quesito: responsabilità dei magistrati

Secondo le norme in vigore, il cittadino danneggiato non può chiamare direttamente in causa il magistrato ma può rivolgersi allo Stato, il quale poi, in caso di esito positivo, si rivarrà sul magistrato. Con il referendum, invece, si chiede l’eliminazione di questa preclusione e la possibilità per il cittadino di chiedere il risarcimento dei danni direttamente al magistrato.

Secondo quesito: carriere separate

Il nuovo referendum mira alla separazione delle carriere del magistrato che, una volta scelta la funzione giudicante o requirente all’inizio della carriera, non potrebbe più passare all’altra e viceversa.

Terzo quesito: la custodia cautelare

Il carcere preventivo, secondo l’obiettivo del quesito referendario, è da limitare ai soli reati gravi. I promotori, nello specifico, chiedono che venga abrogato il comma 1, lettera c) dell’articolo 274 del codice di rito che prevede l’applicazione della custodia cautelare in carcere in caso di pericolo di reiterazione del reato.

Quarto quesito: abrogazione della Legge Severino

Secondo i promotori del referendum bisogna abrogare la Legge Severino in quanto ai termini di incandidabilità, ineleggibilità, decadenza per parlamentari, consiglieri, governatori regionali, sindaci, amministratori locali. Si lascia così ai giudici, di volta in volta, la facoltà di decidere se in caso di condanna occorra applicare anche l’interdizione dai pubblici uffici.

Quinto quesito: abolizione raccolta firme lista magistrati

Chi vuole candidarsi al Csm ad oggi deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme, aderendo ad una delle correnti della magistratura. Il quesito referendario propone invece di abrogare questo vincolo, tornando alla legge del 1958 che prevedeva che tutti i magistrati potessero proporsi come membri del Consiglio.

Sesto quesito: novità sui consigli giudiziari

Secondo il sesto e ultimo quesito del referendum, si chiede il diritto di voto agli avvocati e ai professori universitari membri dei mini Csm nei consigli giudiziari sulle valutazioni professionali dei magistrati.

Referendum giustizia, il commento di Matteo Salvini

Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dei quesiti referendari, Matteo Salvini ha dichiarato: “La legge non è uguale per tutti. In Italia qualsiasi lavoratore che sbaglia paga, tranne i magistrati”. Tuttavia “non è un referendum contro i magistrati, noi vogliamo portarlo avanti con la magistratura, con gli avvocati, con la parte sana della giustizia che rappresenta il 99 per cento del totale”.

“Questo referendum – ha aggiunto il leader della Lega – è un aiuto e uno stimolo al Governo e al Parlamento e chi pensa che questo sia un problema, come ho sentito dire giorni fa, si sbaglia. La volontà popolare non può essere un problema. Qualcuno ci ha insegnato che la democrazia diretta si fa tramite clic, invece per me è libertà e partecipazione diretta e cito Gaber”.

VirgilioNotizie | 03-06-2021 14:00

Referendum giustizia, quali sono i sei quesiti di Lega e Radicali Fonte foto: ANSA
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