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L'Italia pensa ai riservisti dopo gli attacchi Houthi nel Mar Rosso: legge delega pronta in caso di guerra

Dopo le minacce degli Houthi, il ministro della Difesa Guido Crosetto punta sui riservisti: un bacino di 10.000 uomini e donne italiani che hanno già servito sotto le forze armate

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Gli Houthi, che attaccano le navi in transito sul Mar Rosso, minacciano anche l’Italia. E i venti di guerra, dall’est del Mediterraneo all’Ucraina, tengono alta la tensione internazionale. Considerata la situazione, il ministro della Difesa Guido Crosetto rivendica la sue scelta di riformare i riservisti dell’esercito.

Crosetto punta sui riservisti

Oggi la guerra non è solo quella che si fa con le bombe: in una lunga intervista a La Verità, Crosetto spiega che gli Stati combattono anche a colpi di attacchi hacker, aizzando l’opinione pubblica grazie alle fake news, minacciando il traffico marittimo e fomentando l’immigrazione clandestina.

A questo proposito, Crosetto ha già parlato di “guerra ibrida”. Il ministro della Difesa liquida le accuse di chi sostiene stia alimentando il militarismo:

Guido CrosettoFonte foto: IPA

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

I soliti professionisti della polemica hanno speculato su questa frase. Mettiamola così: il lavoro del
ministro della Difesa consiste nel preparare la nazione a poter affrontare tutti gli scenari, anche quelli peggiori. Speriamo che le tensioni nel mondo scemino, ma se invece continuassero a salire ogni nazione dovrebbe lavorare per essere pronta a ogni evenienza. Tra le tante necessità, quella di poter attivare una riserva, al fianco delle Forze armate regolari, non è da escludere. Come avviene in Svizzera.

Le minacce degli Houthi all’Italia sono arrivate dopo il coinvolgimento del nostro Paese nella missione navale Aspides.

Necessario reperire i fondi

La riforma che istituirà i riservisti volontari non arriverà a breve: oltre al passaggio legislativo occorre reperire le risorse.

I riservisti sono volontari che si rendono disponibili a scendere in campo per la difesa nazionale in caso serva. Prima però, servirà una legge con relativi fondi: non è una cosa che si mette in piedi dall’oggi al domani. Ci lavorerà il governo con una legge delega.

Chi sono i riservisti individuati dal centrodestra

Un disegno di legge leghista punta a modificare alcuni articoli dell’ordinamento militare per introdurre la figura del riservista ispirata a quanto oggi succede in altri Stati, fra i quali Israele.

La bozza ipotizza l’individuazione di 10.000 uomini e donne, esclusivamente di nazionalità italiana, con età non superiore a 40 anni.

I riservisti, che entreranno in attività in caso di guerra, dovranno avere già prestato servizio militare (come volontari in ferma triennale o come volontari in ferma iniziale) e dovranno essere in congedo.

Esclusa dunque la chiamata alle armi per obiettori di coscienza e per chi non abbia avuto alcuna esperienza con le forze armate.

Guido Crosetto riservisti esercito Fonte foto: IPA

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