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Il ministro Piantedosi e il bilancio sui migranti: “Ancora troppi sbarchi, ma potevano essere di più”

Per il ministro Piantedosi il dato sui migranti giunti in Italia nel 2023 “non coincide” con gli obiettivi del Governo, “ma potevano essere di più”

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È tempo di bilanci anche per il Ministero dell’Interno, soprattutto considerando i dati sugli sbarchi di migranti in Italia nel 2023. Secondo il ministro Piantedosi quest’anno gli arrivi sulle coste italiane sono stati troppi, “ma potevano essere di più”. Grazie anche a Tunisia e Libia.

Gli sbarchi in Italia nel 2023

Secondi i dati diffusi dal Viminale, dal 1 gennaio al 29 dicembre del 2023 sono sbarcati in Italia 155.754 migranti. Circa il 50 per cento in più rispetto ai dati dell’anno precedente.

Tra questi, oltre 17mila sono i minori stranieri non accompagnati, mentre l’anno prima erano stati 103.846 e quello ancora precedente 10.053. Numeri implacabili, come confermato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Il ministro Piantedosi e il bilancio sui migranti: “Ancora troppi sbarchi, ma potevano essere di più”Fonte foto: ANSA
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno che durante un’intervista ha ammesso che il governo non ha centrato gli obiettivi in merito agli sbarchi di migranti

“Il numero degli arrivi di quest’anno non coincide certo con l’obiettivo delle politiche che il governo ha avviato in molteplici direzioni con il fine di contrastare e sconfiggere il traffico di esseri umani” ha difatti affermato il ministro.

Le dichiarazioni di Piantedosi

Nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa, il ministro Piantedosi ha quindi confermato il fallimento degli obiettivi di governo, sostenendo però che “ne sarebbero arrivati ancor di più se non avessimo adottato le misure varate in questi mesi che hanno già dato risultati concreti”.

“Basti pensare che la collaborazione con le autorità tunisine e libiche ha consentito di bloccare molte decine di migliaia di altri arrivi, 121.883 persone – ha poi continuato Piantedosi – un numero non molto lontano da quello delle persone arrivate, e di arrestare centinaia di trafficanti”.

Il ministro ha poi chiarito che le iniziative adottate dall’esecutivo “hanno fatto sì che il nostro sistema dell’accoglienza abbia retto l’urto di un afflusso straordinario che è stato determinato da crisi politiche o socio-economiche avvenute in Paesi stranieri le cui cause sono state del tutto indipendenti da noi”.

I Cpr in Albania e l’allerta terrorismo

Il ministro Piantedosi ha poi toccato uno dei tasti dolenti dell’ultimo periodo, ovvero l’accordo del Governo Meloni con l’Albania per l’istituzione dei Cpr in territorio albanese, chiarendo che il Viminale è “al lavoro per concretizzare l’intesa sui Cpr” con il Paese guidato dal Primo Ministro Edi Rama.

E, in seguito alla sospensione del Trattato di Schengen e della libera circolazione verso la Slovenia, Piantedosi ha sottolineato che “è interesse dell’Italia avere facilità di scambi e di movimento con Slovenia e Croazia, due importanti partner europei”.

Il ministro chiude poi con un ultimo passaggio che riguarda l’allerta terrorismo, più sentita con l’avvicinarsi del Capodanno: “Non ci sono elementi per un allarme specifico – ha tranquillizzato Piantedosi – ma la situazione è tale da richiedere la massima attenzione“.

piantedosi Fonte foto: ANSA

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