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Detenuta muore di fame in carcere a Torino: la donna non mangiava dal 22 luglio in segno di protesta

La 43enne Susan John si è lasciata morire di fame nel carcere di Torino. La donna ha smesso di mangiare e di bere per tre settimane in segno di protesta

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Si chiamava Susan John e aveva 43 anni. Era detenuta nel carcere di Torino e dal 22 luglio scorso, giorno del suo arrivo nel penitenziario, ha rifiutato cibo e acqua e qualsiasi cura. La donna, infine, è morta.

Detenuta si lascia morire di fame a Torino

I dottori che monitoravano le sue condizioni l’hanno vista spegnersi lentamente nel corso delle tre settimane durante le quali la donna ha categoricamente rifiutato di assumere qualsiasi tipo di sostanza, anche medicinali.

Era arrivata dalla Sicilia, dove era stata processata per un crimine con fine pena previsto nell’ottobre del 2030.

carcereFonte foto: ANSA

La notizia è stata resa nota dal Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria).

La donna si professava innocente e aveva scelto il digiuno, portato fino alle estreme conseguenze, come forma di protesta.

La vicenda ricalca, ma solo alla lontana, quella di Alfredo Cospito, l’anarchico che ha messo in atto un lungo digiuno per protestare contro il 41 bis.

La denuncia delle detenute torinesi

Solo 48 ore prima un altro detenuto ha trovato la morte nel carcere di Opera, alle porte di Milano. Si chiamava Italo Calvi e aveva 56 anni. Si è impiccato.

Era recluso da inizio estate dopo una condanna definitiva. Quella di Calvi è la terza morte nel giro di poche settimane nelle carceri milanesi.

A giugno scorso le detenute torinesi avevano scritto una lettera per denunciare l’ennesimo suicidio in carcere e per criticare le condizioni di vita negli istituti penitenziari cittadini.

Suicidi nelle carceri italiane

Secondo il sito Ristretti, nei primi 7 mesi e mezzo del 2023 sono 90 le morti avvenute nelle carceri italiane, delle quali 40 sono i suicidi.

L’anno scorso di suicidi nelle carceri italiane se ne sono contati 85. Rapporto Antigone parla, per il 2022, di un tasso di suicidi di 15,4 casi ogni 10.000 persone detenute.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, afferma che “la situazione sanitaria nelle carceri resta allarmante”.

“Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza”.

“Da decenni chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per farli scontare le pene nelle carceri dei loro Paesi; chiediamo inoltre di prevedere la riapertura degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti”, conclude Capece.

Detenuta si lascia morire di fame nel carcere femminile di Torino Fonte foto: iStock
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