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Ddl Zan, battaglia al Senato: respinta la pregiudiziale di Pillon

Il testo del ddl Zan approda in Senato otto mesi dopo il via libera alla Camera: si preannuncia una battaglia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Sono giorni decisivi per il ddl Zan, il decreto contro l’omotransfobia, che approda in aula al Senato dopo il via libera ricevuto alla Camera otto mesi fa. Fra ostruzionismo, votazione segreta e pioggia di emendamenti dei contrari, quella che si prefigura è una vera e propria battaglia. Il fronte del “no”, come anticipato dall’Ansa, vuole giocare la carta del rinvio.

Dopo più di un’ora di conferenza dei capigruppo convocata dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati, su richiesta del presidente della commissione giustizia e relatore del ddl Zan Andrea Ostellari,  i senatori sono tornati in Aula per votare le pregiudiziale di costituzionalità presentata dal senatore Simone Pillon e da Fratelli d’Italia.

Le questioni illustrate dall’esponente della Lega e dalla forza d’opposizione sono state respinte con 136 voti contrati, 124 favorevoli e quattro astenuti. La presidente Casellati ha quindi chiuso la seduta che riprenderà domattina alle 9.30 con il voto delle sospensive sul ddl Zan e di seguito con la discussione generale del provvedimento.

La maggioranza continua a essere divisa, con Leu, M5s e gran parte del Pd che chiedono l’approvazione definitiva senza modifiche, mentre la Lega intende “bloccare o quanto meno modificare” il testo. Italia Viva ha già annunciato la presentazione di emendamenti.

Uno dei rischi è quello dei “franchi tiratori”, ovvero chi approfitta del voto a scrutinio segreto per non seguire le indicazioni del proprio partito. Potrebbero essercene 6 o 7 tra le fila del Pd e un numero simile fra i Cinquestelle.

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha dichiarato: “Con un accordo, la legge Zan verrebbe approvata in Senato in due giorni. Vogliamo portarla a casa o vogliamo fare una battaglia di principio? Perché se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta dei voti per far contenti quelli che vogliono la bandierina, tenete la bandierina, ma se poi si va sotto sapete di chi è la colpa”.

Ad ‘Agorà ha detto: “Sono contrario a che si ritorni in Commissione. Dico alla Lega di non fare passi indietro e dico a certa sinistra di non rincorrere le bandierine. Siamo a un passo dal risultato. Farò un appello al buon senso. La proposta di mediazione che porta il nome di Ivan Scalfarotto allarga le tutele, ma c’è qualcuno che vuol mettere una bandierina e rischia di mandare a ‘carte 48’ tutto.

Anche Andrea Marcucci, ex capogruppo del Pd al Senato, ha aperto ad alcune modifiche: “Se diciamo ‘o legge o morte’, la morte è assicurata. C’è tempo per arrivare a un compromesso”.

A Maratea, il leader della Lega Matteo Salvini ha detto: “Nel pomeriggio sarò a Roma in Senato dove si discute il ddl Zan sul quale Letta vuole veramente sbatterci la faccia e mi spiace perchP le persone che dice di voler tutelare sono da lui usate per fare una battaglia politica. La Lega è forza coerente. Quindi difendere vittime di abusi, violenze, offese è sacrosanto, ma lasciamo fuori i bambini e le educazioni dei bambini da questa battaglia politica”.

Intanto, prima di entrare in Senato per la discussione, il presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari (Lega) ha convocato i suoi per tentare di riportare il ddl in Commissione.

 

Onda Pride da Milano a Roma: in piazza anche per il Ddl Zan Fonte foto: ANSA
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