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Ddl Zan, cosa è e cosa prevede il testo del disegno di legge

Guida al provvedimento che ha spaccato l'Italia: contenuto, polemiche (compresa la lite Salvini-Fedez), quando sarà approvato

L’ultimo è stato Fedez, ma prima del celebre rapper tantissimi altri utenti dei social, e non soltanto volti famosi, hanno espresso il proprio sostegno al disegno di legge contro l’omotransfobia e la misoginia. Ma il dibattito è decollato anche per l’ostinazione di chi si oppone alla trasformazione della proposta in norma (ad esempio la Lega, Salvini e Pillon). La nascita di un popolare hashtag e la scia di polemiche (che hanno investito anche la Rai) sono quindi la testimonianza di una spaccatura sul tema che Alessandro Zan ha portato al centro dell’agenda politica: in cosa consiste, quindi, il testo del contestato decreto? Quando sarà approvato il ddl Zan? Chi è contro? Chi è a favore? Tutto lascia pensare che il dibattito è destinato a infervorarsi ancora, nel frattempo ecco una guida con tutto quello che c’è da sapere sul ddl Zan.

Cosa dice di preciso il testo del ddl Zan

Con la formula abbreviata di ddl Zan si intende il disegno di legge a firma del deputato del Partito Democratico, Alessandro Zan, contro l’omotransfobia e la misoginia. Il testo, che, dopo una fase di stallo, si è rimesso in moto lungo l’iter di approvazione della legge ordinaria, si divide (naturalmente) in commi e articoli (questi ultimi in tutto dieci). Tra i passaggi più importanti del provvedimento, c’è sicuramente l’Articolo 1, dedicato alle definizioni: quelle di sesso (“il sesso biologico o anagrafico”); genere (“qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso”); orientamento sessuale (“l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi”); identità di genere (“l’’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”). L’Articolo 2 invece introduce (al primo comma, lettera a) il concetto di abilismo, che riguarda la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. Tutti i concetti qui sopra vengono dal progetto di legge integrati nel codice penale nella parte relativa alle pene irrogate nei casi di propaganda o istigazione a delinquere per motivi di discriminazione.

Il terzo Articolo modifica la cosiddetta legge Mancino, che prevede il carcere per chi incita o commette violenza. Ai motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, già formulati nel decreto legge convertito nel ‘93, il ddl Zan tenta quindi di affiancare quelli fondati sulle definizioni precedenti: quindi sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e abilismo. Le pene sono le stesse previste quindi dal dl 122 del 1993: reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi discrimina; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza.

Tra le modifiche introdotte dalla divisiva proposta a trazione dem, e che non hanno a che fare con l’erogazione delle pene, c’è l’introduzione di una “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”, da celebrarsi ogni 17 maggio, “al fine – si legge nel testo – di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione” e di “contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. C’è poi una capitolo economico, per lo stanziamento di 4 milioni di risorse a favore dei centri contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Infine si prevede che l’Istat realizzi una rilevazione triennale per “misurare anche le opinioni, le discriminazioni e la violenza subite e le caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio”.

Quando sarà approvato il ddl Zan

Dopo il via libera della Camera nel novembre 2020, il ddl Zan si è incagliato in Commissione Giustizia al Senato. È più o meno a questo punto che sono decollate le polemiche e le sollecitazioni ad andare avanti, espresse pubblicamente da volti noti dello spettacolo, come Elodie o Fedez. Lo stop è dovuto all’ostruzionismo della Lega, partito a cui tra l’altro appartiene il presidente dell’organo deputato alla discussione preliminare dei progetti di legge: si tratta del senatore Andrea Ostellari. L’Ufficio di Presidenza, che ha il compito di calendarizzare la discussione in commissione, presieduto appunto da Ostellari, ha infatti annullato la riunione dello scorso 30 marzo durante la quale si sarebbe dovuto decidere la data per l’esame del ddl in Commissione. Naturalmente, con il governo Draghi, successivo al Conte 2 e sostenuto anche dalla Lega, la composizione degli organi legislativi e cambiata: questo spiega la battuta di arresto dopo l’ok della Camera alla proposta di Zan, ottenuto con 263 voti e nonostante la contrarietà di Forza Italia Lega e Fratelli d’Italia, all’epoca dei fatti ancora all’opposizione.

Il 28 aprile una nuova svolta che riguarda la calendarizzazione del ddl in Commissione Giustizia al Senato. Contestualmente Ostellari se ne è fatto relatore, un ruolo che il presidente di commissione può decidere di delegare ma che il leghista ha in questo caso deciso di assumere personalmente, “per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è”, ha detto il senatore. La mossa ha attirato le critiche della Boldrini: “Il fatto che il leghista Ostellari nomini se stesso come relatore è un atto di prepotenza per perdere altro tempo”, così la deputata dem su Twitter. “Finalmente ora può iniziare la discussione (…) per l’approvazione definitiva”, sono state invece le parole con cui Zan ha celebrato la svolta.

Chi è pro e chi è contro il ddl Zan (nel dibattito parlamentare)

Certo è che la lotta parlamentare si preannuncia serrata e, in parte, interna a una maggioranza già divisa su altri temi, come quello del coprifuoco. I partiti di sinistra e il Movimento Cinque Stelle sono favorevoli all’approvazione di un progetto di legge che già hanno sostenuto nel passaggio alla Camera. Tra coloro che hanno prestato il volto alla campagna di chi si oppone al disegno di legge, il senatore Simone Pillon, espressione della Lega e del mondo ultra-cattolico. Quest’ultima fetta di contrari si sarebbe lamentata di essere oggetto di censura, ma proprio nel passaggio alla Camera il ddl Zan ha recepito un articolo (il 4) che fa salve “la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte”, tuttavia premurandosi di distinguere queste ultime dagli “atti discriminatori o violenti”.

Altro cavallo di battaglia di Pillon, che si è subito espresso sul disegno di legge sostenendo che “leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare”, è la teoria secondo la quale l’approvazione della proposta firmata da Zan innescherebbe il via libera alla maternità surrogata: “Noi vogliamo essere liberi di batterci contro l’utero in affitto, che è una pratica disumana. Con la legge Zan sarebbe impossibile farlo – sostiene il senatore – perché avere figli attraverso questa pratica diventerebbe un diritto inalienabile delle coppie gay”. Nel testo del ddl però non c’è nessun accenno alla maternità surrogata.

Perché tutti ne parlano: cosa hanno detto Fedez ed Elodie. L’hashtag #ddlZan e l’inaspettato scatto della Mussolini

Il dibattito tra i pro e i contro la proposta di legge contro l’omotransfobia e la misoginia si è arricchito delle voci di alcuni esponenti dello spettacolo. Tra questi Elodie: “Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento, questa gente è omotransfobica”, si è sfogata la cantante sui social dopo la decisione di non calendarizzare la discussione in Commissione. “ll Senato ha tempo di ridare il vitalizio a Formigoni e non di tutelare i diritti di chi viene discriminato”, ha invece detto Fedez dal palco dell’Auditorium della Musica di Roma, in occasione del Concertone del Primo Maggio. Frasi che non sono andate già al leader del Carroccio, che ha risposto punto su punto, salvo poi tendere la mano al cantante per un incontro. Le dure frasi del rapper hanno infiammato una polemica che ha portato alla pubblicazione della telefonata tra l’ospite e gli organizzatori dell’evento. #ddlzan è stato anche un hashtag tramite il quale gli utenti hanno espresso sui social il sostegno all’iniziativa legislativa. Tra chi ha scritto la sigla sul palmo della propria mano, postando quindi la foto, anche Alessandra Mussolini.

SONDAGGIO: SEI FAVOREVOLE O CONTRARIO AL DDL ZAN?

VirgilioNotizie | 03-05-2021 19:46

ddl-zan-testo-legge-significato-cosa-prevede Fonte foto: ANSA
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