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Caso Lombardia, cosa è successo: spunta una mail della Regione

Una mail inviata dalla Lombardia all'ISS fa ulteriore chiarezza sul caos conteggi. Intanto la Regione rinuncia alla richiesta di sospensiva al Tar

In queste ore continua a tenere banco il “caso Lombardia“: nella giornata di domenica 24 gennaio la Regione, in zona rossa per un errore relativo ai dati sull’indice Rt, è tornata in zona arancione. Sull’accaduto c’è stato uno scambio di accuse tra la Regione stessa e il ministero della Sanità. Ma cosa è successo realmente?

Il ‘Tg3’ ha svelato una mail firmata dal direttore generale del welfare della Regione Lombardia Marco Trivelli e inviata il 19 gennaio scorso al direttore dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro.

Questo il contenuto del messaggio: “Con la presente, a seguito delle odierne interlocuzioni, si richiede che venga eseguito un calcolo dell’indice RT Sintomi recependo le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti”.

Prima di questa mail che parla di modifiche da recepire, ha ricostruito il ‘Corriere della Sera’, l’Istituto Superiore di Sanità aveva sollecitato una comunicazione più precisa sul numero dei positivi.

Dopo il chiarimento l’indice Rt della Lombardia sarebbe passato da 1,4 a 0,88.

Caso Lombardia: le versioni ufficiali

A seguito di una richiesta di chiarezza del sindaco di Milano Beppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha scritto su ‘Facebook’: “I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo. Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri. Se Beppe Sala vuole sapere perchè l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.

La nota del ministro della Salute Roberto Speranza: “La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiarissima. La Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa”.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, a’ La Repubblica’, ha spiegato: “Il ricalcolo ce lo ha chiesto la Regione Lombardia. Sono stati loro a contattarci per chiedere di fare approfondimenti su alcuni indicatori. Poi hanno scritto una mail al ministero e all’Istituto per chiedere di ricalcolare l’Rt della settimana precedente, la numero 35 del monitoraggio, con i dati di questa, la 36”.

Lombardia rinuncia alla sospensiva del Tar

Il Corriere della Sera ha reso noto che la Regione Lombardia ha rinunciato a chiedere la sospensiva di fronte al Tar a cui aveva fatto appello contro la classificazione in zona rossa decretata venerdì 15 gennaio a causa di un errore sui dati e poi “cancellata” venerdì 22.

Il legale Federico Freni, che ha lavorato con il governatore Attilio Fontana durante il contenzioso con il governo, ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto la riclassificazione, quindi sono venute meno le esigenze cautelari. Oggi il Tar non si pronuncerà”.

Quindi il ricorso al Tar presentato da Fontana rimane valido, eccezion fatta per la richiesta di concedere o meno la sospensiva, in quanto la Lombardia, di fatto, ha già cambiato colore.

VirgilioNotizie | 25-01-2021 08:43

Zona rossa, arancione e gialla: cosa si può fare nelle regioni Fonte foto: ANSA
Zona rossa, arancione e gialla: cosa si può fare nelle regioni
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