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Bonus 2023: dai trasporti alle ristrutturazioni, quali sono le agevolazioni che scadono a gennaio

Il 31 dicembre molte misure saranno cancellate o modificate. Dal Superbonus 110 al bonus mobili, fino allo sconto sulle bollette, ecco cosa cambia

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Bonus 2023, ci sono importanti novità. A fine anno, il governo Meloni non rinnoverà molti degli incentivi introdotti dai precedenti esecutivi e di cui milioni di italiani hanno potuto usufruire fino ad oggi. Alcuni di questi aiuti andranno, dunque, in scadenza e non potranno più essere richiesti dalle famiglie. Altre agevolazioni, invece, saranno quasi del tutto modificate. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Come cambia il Superbonus

Nel 2023 il Superbonus, l’incentivo che accresce al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica o antisismici, per l’installazione di impianti fotovoltaici o di ricarica di veicoli elettrici negli edifici, non sparisce ma scende al 90%, ed è destinato a una platea più ristretta di beneficiari.

Il Superbonus è infatti prorogato (fino al 31 marzo 2023) al 90% solo per i proprietari di immobili unifamiliari, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare).

Il Superbonus può invece restare al 110% solo nel caso in cui i condomini abbiano inoltrato la comunicazione di inizio lavori (il titolo abilitativo Cila-S) entro e non oltre il 25 novembre 2022. Stesso discorso vale per la delibera assembleare, che deve aver approvato l’esecuzione degli interventi di ristrutturazione entro tale data.

Tuttavia, va ricordato che il decreto Aiuti quater è attualmente in fase di conversione in legge e i parlamentari spingono per un rinvio del termine per la presentazione della Cila-S al 31 dicembre 2022.

L’aliquota della detrazione per il Superbonus scenderà ulteriormente nei prossimi anni: come detto, nel 2023 sarà al 90%; fino al 31 dicembre 2024 al 70% e fino al 31 dicembre 2025 al 65%.

Dall’ecobonus al bonus facciate, le novità

Il bonus facciate (agevolazione con detrazione d’imposta del 60% per il recupero o il restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali) e il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche (la detrazione del 75% per gli interventi su edifici già esistenti) scadono il 31 dicembre 2022 e non sono prorogati.

Cosa accade, invece, agli altri bonus edilizi attivi? Nulla, o quasi. Fino al 31 dicembre 2024, sono infatti prorogate, con qualche piccola modifica, le seguenti agevolazioni:

– il bonus ristrutturazione, che resta valido nella misura del 50%, fino a un tetto di 96mila euro per unità immobiliare;

– l’ecobonus, per i lavori di riqualificazione energetica, che permette di portare in detrazione dal 50 al 65% delle spese sostenute;

– il bonus verde, la detrazione del 36% (fino a un massimo di 36mila euro) sui costi sostenuti per la sistemazione e la realizzazione di pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde, giardini pensili;

– il sismabonus, la detrazione varia dal 50% all’85% in base al tipo di intervento su edifici singoli o condomini.

Bonus mobili dimezzato nel 2023

Il bonus mobili è l’incentivo collegato al bonus ristrutturazioni e consente di portare in detrazione le spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici. Anche il bonus mobili è prorogato fino al 31 dicembre 2024, ma è dimezzato. Il tetto di spesa, che nel 2022 è stato di 10mila euro, a partire dal 2023 scende a 5mila euro.

Stop al bonus trasporti

Il bonus trasporti, introdotto dal decreto Aiuti, non sarà in vigore nel 2023. Ultimi giorni, dunque, per il buono che copre il 100% della spesa, riconosciuto nel limite massimo di 60 euro per l’acquisto di un abbonamento effettuato entro il 31 dicembre 2022 per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale o per i servizi di trasporto ferroviario nazionale.

Bonus benzina fino al 12 gennaio

I voucher per il bonus carburante (per i rifornimenti di benzina, gasolio, gpl e metano, nonché per la ricarica di veicoli elettrici, concessi ai dipendenti dai datori di lavoro privati) potranno essere erogati entro il 12 gennaio 2023.

Bonus tv e decoder in scadenza

Il bonus tv e decoder è dato in scadenza al 31 dicembre 2022. Per rifinanziarlo, occorrono circa 100 milioni di euro, ma a tal proposito il governo non si è ancora espresso.

Bonus bollette, si riabbassa il tetto

In scadenza anche il bonus bollette 3mila euro per il periodo d’imposta 2022 (è concesso infatti fino al 12 gennaio 2023). Esso prevede che il datore di lavoro possa attribuire ai dipendenti dei fringe benefit incrementando la retribuzione senza dover pagare tasse o contributi.

Il tetto della soglia esentasse era stato innalzato dal decreto Aiuti quater, inserendo tra i “beni accessori” anche le somme delle utenze domestiche di acqua, luce e gas, con riferimento a immobili ad uso abitativo. Al momento, in assenza di proroghe, nel 2023 la soglia di esenzione tornerà allo standard di 258,23 euro e le bollette non saranno più comprese tra i vari benefit aziendali.

Cosa accade al bonus lavoratrici madri

Il 31 dicembre scade anche il cosiddetto bonus lavoratrici madri, dedicato alle dipendenti del settore privato. Solo per il 2022 è infatti stato previsto un esonero pari al 50% dei contributi previdenziali a loro carico, a partire dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità. La misura non è stata rinnovata, ma il governo Meloni ha introdotto altri aiuti per le famiglie con figli, tra cui un mese in più di congedo facoltativo e retribuito utilizzabile fino ai 6 anni di vita del figlio.

bonus-scadenza Fonte foto: 123RF
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