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Scontri studenti-polizia all’università La Sapienza: due arrestati e feriti tra i manifestanti Pro Palestina

Partita da La Sapienza, la manifestazione degli studenti Pro Palestina si è estesa ed è degenerata in scontri con la polizia

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Nel corso dell’intera giornata di martedì 16 aprile, l’università La Sapienza di Roma è stata bloccata da un folto numero di studenti, insieme per manifestare a sostegno della Palestina, chiedendo l’interruzione delle collaborazioni con atenei e centri di ricerca israeliani. Spostatosi per le strade della città, il corteo si è concluso con tre fermi e feriti in seguito agli scontri con la polizia.

Due arresti negli scontri tra studenti e polizia

Nel pomeriggio del 16 aprile, gli studenti de La Sapienza si sono riuniti nel pratone dell’ateneo, accomunati dallo slogan “Fuori la guerra dall’università”.

“La rettrice ed il Senato accademico devono dimostrare che vanno tagliati i ponti con la guerra” ha affermato – riporta AnsaFilippo Girardi di Cambiare Rotta.

Scontri tra studenti Pro Palestina e polizia a La SapienzaFonte foto: ANSA
Gli scontri in viale Regina Elena

Dopo aver sfilato all’interno della città universitaria, il corteo si è sposato per le vie di Roma ma, giunto su viale Regina Elena è stato bloccato dalle forze dell’ordine.

La manifestazione è così degenerata in violenti scontri e, riportano i ragazzi della Fgc a Ansa, pare che alcuni studenti siano rimasti feriti.

Il Corriere della Sera segnala che un’auto della polizia e due della vigilanza privata sono state danneggiate e che il dirigente del Commissariato di San Lorenzo è stato aggredito a pugni.

Due gli studenti posti sotto arresto: il ragazzo che è saltato sul mezzo delle forze dell’ordine danneggiandolo e il manifestante che ha aggredito il dirigente.

Le richieste Pro Palestina a La Sapienza

I Collettivi in rappresentanza degli studenti de La Sapienza, nei giorni scorsi, avevano richiesto all’ateneo l’interruzione delle collaborazioni in atto con centri di ricerca e università d’Israele.

I ragazzi accampati da giorni negli spazi dell’istituto, chiedono, nello specifico:

Di bloccare ogni collaborazione con il Technion di Haifa, le università israeliane, e il bando Maeci; la rottura di ogni accordo di ricerca e/o didattico con l’industria bellica (Leonardo Spa, Thales Alenia e altri) e con le forze armate (con l’Esercito, con l’Aereonautica, con la Marina – come la prossima esercitazione Mare aperto 2024 – e con la Nato); le dimissioni della rettrice dal comitato tecnico scientifico della Fondazione MedOr della Leonardo Spa.

Il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione dell’università hanno risposto in una nota congiunta esprimendo “dolore e orrore per l’escalation militare”

Ma, respingendo le richieste degli studenti, l’ateneo “rifiuta l’idea che il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale, la rinuncia alla libertà della didattica e della ricerca, e la negazione delle associate responsabilità di ogni singolo ricercatore possano favorire la pace e il rispetto della dignità umana”.

Le parole di Meloni e della ministra Bernini

Piena condanna è arrivata, in serata, dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine.

Solidarietà alla rettrice Antonella Polimeni dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che sui social ha scritto: “Quello sta accadendo all’Università La Sapienza è vergognoso. La protesta legittima non può mai sfociare in violenza e prevaricazione”.

Per poi concludere a sostegno della scelta del Senato accademico: “La comunità accademica non accetta imposizioni da una minoranza che vorrebbe isolare le università italiane dal contesto internazionale. La ricerca non si boicotta“.

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la-sapienza-scontri-polizia-studenti-pro-palestina-1 Fonte foto: ANSA
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