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Renzi chiede la "testa" di Casalino: come è nato lo scontro

Il leader di Italia Viva Renzi avrebbe chiesto la "testa" di Casalino per trattare sulla crisi di governo: come è nato lo scontro tra i due

Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte, è finito nel mirino del fondatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi, che, nella ricostruzione del ‘Corriere della Sera’, avrebbe chiesto la sua “testa” come una delle condizioni per sedersi a un tavolo e trattare sugli sviluppi della crisi di governo.

Il sito del quotidiano riporta anche la reazione di Casalino: “Io non mollo manco morto. Certo non mi dimetto perché lo chiede Renzi”.

Il portavoce è descritto come “sicuro” che, se Conte dovesse tornare premier, il rapporto di stima e reciproca fiducia tra lui e Conte non si spezzerà per le pressioni dei partiti.

A turno Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Democratico e Italia Viva hanno chiesto il suo licenziamento, ma Casalino non si è mai scomposto.

“Chi pensa di imporre al presidente del Consiglio i suoi collaboratori personali non sa di cosa parla e forse ha visto troppi film. Conte non ha mai pensato di cacciarmi e anche oggi è una fake news“, il virgolettato riportato dal ‘Corriere della Sera’.

Come è nato lo scontro tra Matteo Renzi e Rocco Casalino

Il ‘Corriere della Sera’ ha anche ricostruito come è nato lo scontro tra Matteo Renzi e Rocco Casalino, che un tempo sarebbero stati “quasi amici“.

Al tempo in cui Conte era arrivato da poco a Palazzo Chigi, l’ex sindaco di Firenze avrebbe scritto all’ex concorrente del Grande Fratello per complimentarsi.

Nacque così una “simpatia reciproca“, interrotta da qualcosa scritto dal capo dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio che ha fatto saltare i nervi a Renzi, che ha bloccato il contatto di Casalino.

“Questa non è una saga, non è una fiction, non siamo al Grande Fratello. Qui siamo al Quirinale”, ha detto Renzi al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’astio, ha rivelato il ‘Corriere della Sera’, sarebbe stato generato da una frase che il portavoce avrebbe pronunciato conversando con alcuni parlamentari del M5S, che la riferirono a ‘Repubblica’: “Se andiamo in Senato lo asfaltiamo, come è successo con Salvini“. Parole riferite a Renzi, che non gliel’avrebbe perdonata nonostante la “categorica smentita” di Palazzo Chigi.

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VirgilioNotizie | 29-01-2021 12:27

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