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Palermo, funzionario di polizia arrestato per corruzione: si suicida subito dopo lanciandosi dalla finestra

A Palermo un funzionario della Città Metropolitana arrestato per corruzione si è suicidato lanciandosi dal sesto piano

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Marcello Miraglia, noto funzionario della Città Metropolitana di Palermo, si è suicidato nella mattinata del 13 maggio lanciandosi dal sesto piano di un palazzo a Bagheria, dove era residente. La Guardia di finanza gli aveva appena notificato l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di corruzione ed era pronto a recarsi presso il carcere di Pagliarelli, in attesa del processo.

Prima di lasciare l’abitazione accompagnato dai militari, Miraglia ha chiesto di poter andare in bagno al fine di raccogliere alcuni oggetti personali. Aperta la finestra, si è immediatamente lanciato nel vuoto, togliendosi la vita. Vano il tentativo del finanziere che, nel provare a salvare la vita al funzionario di polizia, si è procurato una grave ferita alla mano. In precedenza l’uomo non avrebbe dato alcun segno di nervosismo.

L’indagine per corruzione della procura di Termini Imerese

Miraglia, il funzionario della Città Metropolitana che si è tolto la vita dopo aver appreso del provvedimento di arresto del gip di Palermo, era coinvolto in un’indagine per corruzione coordinata dalla Procura di Termini Imerese, nella quale sono indagate altre 9 persone.

Gli inquirenti hanno scoperto un giro di mazzette che gli imprenditori avrebbero dato al funzionario di polizia in cambio di autorizzazioni ambientali o soffiate su eventuali controlli e imminenti ispezioni.

L’uomo avrebbe avuto un ruolo importante in questo giro di denaro e corruzione poiché rivestiva da anni la qualifica di istruttore specialista tecnico del Servizio rifiuti urbani e tributo speciale. Si tratta di un ufficio strategico per i controlli in materia ambientale della Città Metropolitana di Palermo.

Mazzette e favori: rischiava fino a sei anni di carcere

In cambio, oltre ai soldi, Miraglia e la moglie – indagata per ricettazione – avrebbero ricevuto anche regali. Secondo l’accusa, gli scambi tra gli indagati sarebbero avvenuti proprio nell’abitazione di Bagheria dove l’uomo si è tolto la vita, anche quando il funzionario lavorava da casa, in smart working.

Secondo il codice penale, il pubblico ufficiale che per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri riceve indebitamente – per sé o per un terzo – denaro o altra utilità (o ne accetta la promessa) è punito con la reclusione da uno a sei anni.

Tragedia nella città di Bagheria

Il funzionario di polizia morto suicida viveva a Bagheria, comune di oltre 56mila abitanti che si trova sulla costa settentrionale della Sicilia, a 15 chilometri ad est da Palermo. È soprannominata anche la “Città delle Ville” per via delle numerose ville edificate nel XVIII secolo, in stile barocco. La cittadina, situata tra ampie aree agrumicole, il monte Catalfano e la costa tirrenica, si è sviluppata dal 1658 intorno alla Villa Branciforte-Butera.

palermo-funzionario-polizia-suicida Fonte foto: ANSA
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