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Il primario Tomaso Cocco trasferito nel carcere di Alta Sicurezza a Palermo coi detenuti per mafia: è polemica

Il medico Tomaso Cocco è stato trasferito nel carcere specializzato nei detenuti per mafia, ma l'ipotesi di associazione di stampo mafioso è decaduta

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Il primario Tomaso Cocco è stato trasferito nella struttura ad “Alta Sicurezza 3” del carcere “Pagliarelli” a Palermo, riservato ai detenuti considerati più pericolosi di Cosa Nostra. Coinvolto nell’inchiesta Monte Nuovo con accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, Cocco è stato spostato nonostante il Tribunale del Riesame di Cagliari abbia decretato l’insussistenza di gravi indizi di colpevolezza per l’ipotesi di mafia. Mentre altri detenuti coinvolti nell’inchiesta sono stati trasferiti in diverse località, la decisione è stata criticata da cittadini e associazioni, giudicato come atto lesivo dei diritti dei familiari.

Tomaso Cocco trasferito in Sicilia nel carcere con i mafiosi

Non è bastato quindi l’esito del Tribunale del Riesame di Cagliari a evitare il trasferimento per il medico Tomaso Cocco, attualmente detenuto nel penitenziario di “Alta sicurezza 3”, dedicato ai detenuti più pericolosi poiché coinvolti in reati di associazione di stampo mafioso o commessi con metodo mafioso.

Altri detenuti, coinvolti nell’inchiesta Monte Nuovo, sono stati spostati dalla Sardegna: si tratta di Giuseppe Mesina, trasferito a Civitavecchia, Nicolò Cossu a Voghera, Giovanni Mercurio a Livorno. Spostato anche Tonino Crissantu che però rimane sull’isola ( da Sassari a Badu ‘e Carros, nel nuorese).

La polemica: “atto di arroganza”

Maria Grazia Caligaris, dell’Associazione Socialismo Diritti e Riforme, ha criticato il trasferimento dei detenuti coinvolti nell’inchiesta “Monte Nuovo” parlando di “atto di arroganza” da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

“Non rispetta il principio della territorialità della pena, essendoci in Sardegna Istituti Penitenziari destinati agli AS3 come Tempio e Massama” ha spiegato Caligaris, chiarendo poi che «nel caso del medico Tomaso Cocco il trasferimento in Sicilia, appare come un accanimento, visto che il riesame aveva escluso la sussistenza dell’ipotesi di reato di associazione mafiosa”

“Il DAP non può agire nei riguardi delle persone, specialmente se sono incensurate e in attesa di giudizio, come se fossero pacchi postali da collocare in un deposito, ignorando i familiari che per andare oltre Tirreno devono affrontare un viaggio lungo e dispendioso” ha aggiunto Caligaris.

L’inchiesta Monte Nuovo

Tomaso Cocco è indagato, insieme ad altre 29 persone, nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Monte Nuovo” condotta dalla Dda. L’accusa sostiene l’esistenza di una presunta associazione che operava in Sardegna, con collegamenti intricati tra la criminalità organizzata di Orgosolo, attribuita a Graziano Mesina, la politica e le istituzioni isolane.

La decisione del Tribunale del Riesame dello scorso 19 ottobre aveva portato alla scarcerazione dell’ex assessora all’Agricoltura della Regione Sardegna, Gabriella Murgia, data l’esclusione dell’associazione a delinquere di stampo mafioso e di associazione segreta, in luogo di una presunta associazione semplice per la commissione di reati contro la pubblica amministrazione.

La misura cautelare in carcere era stata invece confermata per Tomaso Gerolamo Cocco, primario della terapia del dolore all’ospedale Marino di Cagliari.

tomaso cocco primario trasferito carcere Fonte foto: ANSA/Facebook
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