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Bonus Inps, ammissione di due 'furbetti': "Preso per beneficenza"

Un consigliere della Lega e uno del Pd hanno ammesso di aver ricevuto il bonus Inps di 600 euro per gli autonomi: lo avrebbero devoluto in beneficenza

Due ‘furbetti’ del bonus Inps escono allo scoperto e spiegano di aver ricevuto i 600 euro destinati ai lavoratori autonomi per devolverli in beneficenza. Si tratta di Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra e consigliere della Lega a Firenze e di Diego Sarno, consigliere Pd in Piemonte. I due hanno spiegato perché hanno richiesto il bonus per le partite Iva in difficoltà.

Ubaldo Bocci, sfidante di Dario Nardella per la carica di primo cittadino a Palazzo Vecchio nel 2019, ha chiesto e ricevuto il bonus Inps, come ha spiegato all’Ansa, “per dimostrare che il Governo stava sbagliando non dando i soldi ad hoc per disabili e tossicodipendenti”. Il consigliere della Lega ha sottolineato di aver “dato tutto in beneficenza”.

“È vero, ho preso quei soldi, ma non li ho tenuti per me. Il commercialista mi disse che avrei potuto averli anche io visto che si trattava di denari a pioggia, dati in maniera sbagliatissima, senza distinguere reddito e posizione di ciascuno. E allora pensai che potevo richiederli per donarli a chi ne aveva davvero bisogno. E così ho fatto”, ha aggiunto Ubaldo Bocci. “Ho i bonifici che lo testimoniano. Lo dichiarai anche in una riunione dei capigruppo in Palazzo Vecchio”.

È andata diversamente invece per Diego Sarno, che con un lungo post su Facebook ha spiegato di aver richiesto il bonus Covid di per “errore“, e aver rimediato dopo aver “visto la somma accreditata sul conto corrente”.

Il consigliere del Pd ha spiegato che la sua compagna è una commercialista “e da sempre gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale. Durante il lockdown, per provare diverse procedure, ha usato la sua partita Iva e anche la mia, avendone due tipologie diverse, così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora”.

“Quando è uscito il bonus per gli autonomi, come sempre ha usato la mia partita Iva per provare la procedura, e nella contemporaneità di quelle degli altri clienti ha concluso anche la mia per errore”, ha raccontato Diego Sarno. “Quando me lo ha detto ho lasciato correre dando per scontato che il bonus non mi sarebbe stato concesso vista la mia situazione reddituale”, ma questo è stato “un errore di sottovalutazione”.

“Quando ho visto l’accredito sul mio conto corrente ho cercato una soluzione, e non sapendo di poter restituire la somma direttamente all’Inps, ho effettuato un bonifico pari all’importo ricevuto delle due tranche da 600 euro come beneficenza per l’emergenza Covid“, ha sottolineato il consigliere della Regione Piemonte.

“Non ho sentito l’esigenza di raccontarlo prima, ma oggi vista l’onda mediatica e avendo un ruolo pubblico sento il bisogno di raccontarlo per trasparenza e onestà intellettuale“, ha aggiunto. “Per concludere mi scuso per la sottovalutazione e la non attenzione in quel periodo difficile per tutti, ma spero di aver con efficacia raccontato come sono andate le cose”.

Il Garante della privacy ha fatto sapere che pubblicare i nomi dei ‘furbetti’ del bonus Covid non è violazione dei dati personali, dando l’autorizzazione all’Inps di renderli noti.

VIRGILIO NOTIZIE | 11-08-2020 17:28

"Furbetti" del bonus Covid, i provvedimenti e le reazioni Fonte foto: Ansa
"Furbetti" del bonus Covid, i provvedimenti e le reazioni
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