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Chi lavora in Marina, chi ha aperto un ristorante: cosa fanno oggi gli ex parlamentari del Movimento 5 stelle

Tra chi ha seguito Di Maio e chi ha raggiunto il limite dei due mandati, molti ex grillini hanno dovuto lasciare la politica: che mestiere fanno ora

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Salone delle fontane all’Eur di Roma, 2 marzo 2018. Di fronte a centinaia di reporter, fotografi e curiosi di ogni genere prende la parola Luigi Di Maio, in quel momento capo politico del Movimento 5 stelle. L’occasione è di quelle solenni: il partito fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio presenta alla stampa e all’opinione pubblica la squadra di ministri che intende governare il Paese.

Mancano pochi giorni alle elezioni politiche che decreteranno la vittoria dei grillini, conseguita con il 33% delle preferenze degli italiani: dopo cinque anni trascorsi all’opposizione, i ragazzi che volevano “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” sono pronti a portare a termine la propria missione. Uomini e donne partiti dal basso che vedono a portata di mano il traguardo tanto ambito.

Tornare al lavoro dopo la politica: la triste parabola degli ex M5s

Sembra trascorsa un’eternità da quella giornata di sole nel centro della Capitale. In effetti, un lustro in politica equivale ad un’era geologica e ce lo dimostrano gli infiniti stravolgimenti intercorsi in questi cinque anni. Molti dei personaggi che in quei giorni pregustavano un incarico di rilievo in effetti hanno poi ricevuto ruoli di prestigio; tanti altri – si pensi a Paola Giannettakis, designata come papabile ministra degli Interni – sono spariti dai radar della politica senza lasciare alcuna traccia tangibile.

Di sicuro, chi non avrebbe mai immaginato il proprio futuro (nel bene e nel male) è Giuseppe Conte, che in quella sala affollata ci era entrato come colui che avrebbe dovuto gestire la Pubblica amministrazione. Solo poche settimane più tardi si è ritrovato a Palazzo Chigi, nello scranno più alto delle stanze del potere.

Da lì in avanti, tutti sappiamo com’è andata: prima il governo gialloverde con la Lega, poi quello giallorosso con il PD; infine quello di unità nazionale guidato da Mario Draghi, di certo il più sgradito da digerire non solo per l’elettorato grillino, ma anche per gli stessi parlamentari che in quel lontano 2018 dicevano convinti “noi di alleanze non ne facciamo“. E oggi, che tutto questo pare solo un lontano ricordo, cosa fanno nella vita gli ex rappresenti del Movimento 5 stelle?

Tra fuoriusciti e non eletti, il grande esodo degli ex parlamentari grillini

Per capire la diaspora che ha portato molti di loro a ritornare al lavoro dopo l’esperienza in Parlamento occorre fare ancora una piccola considerazione. Una delle misure bandiera con cui il Movimento si era presentato in campagna elettorale nel 2018 era la riforma costituzionale che avrebbe portato al taglio del numero degli eletti. Una drastica riduzione dei posti sia alla Camera (dove i deputati sono passati da 630 a 400) che al Senato (da 315 a 200), un segnale forte contro i cosiddetti “sprechi della casta”, considerati da Luigi Di Maio e soci uno dei mali inguaribili del nostro sistema politico.

Approvata dopo un plebiscitario referendum popolare, la riduzione dei parlamentari ha avuto un effetto assai indesiderato proprio per coloro che tanto l’avevano voluta e sbandierata. Complice il drastico calo dei consensi nelle urne (sceso di oltre 18 punti percentuali in cinque anni), il Movimento 5 stelle è passato dai 158 eletti nella passata legislatura ai soli 80 in quella attuale, frutto del 15% dei voti raccolto alle elezioni anticipate dello scorso 25 settembre.

Infine, anche la scissione operata dallo stesso Luigi Di Maio ha contribuito a silurare tanti volti del grillismo. Dopo lo scontro frontale con il nuovo capo politico Giuseppe Conte, convinto di rientrare in Parlamento tramite un’alleanza con il PD all’insegna del “noi vogliamo Draghi”, l’ex ministro degli Esteri è riuscito nell’impresa di fondare un nuovo contenitore politico (denominato Impegno Civico) senza poi eleggere nemmeno un candidato né a Montecitorio, né a Palazzo Madama.

Cosa fanno oggi gli ex parlamentari M5s: dal chimico alla preside, fino al ristoratore

Tra chi lo ha seguito nella sfortunata avventura elettorale, uno dei volti più noti è quello di Lucia Azzolina, già ministra dell’Istruzione nel governo giallorosso. Scottata dalla delusione della mancata conferma, l’ex titolare della Scuola è tornata a fare il mestiere che esercitava prima dell’approdo in Parlamento, ossia la preside. Da un paio di mesi infatti dirige un istituto superiore a Siracusa e in una recente intervista su Radio Uno si è detta “felice di poter rientrare nel mio mondo, a contatto coi ragazzi”.

Fonte foto: ANSA
Lucia Azzolina

Chi, assieme a lei, è rimasto fregato dall’esperienza della scissione è un altro profilo illustre dalla galassia grillina che fu. Parliamo di Francesco D’Uva, all’epoca un fedelissimo di Luigi Di Maio, che infatti lo aveva scelto come capogruppo pentastellato alla Camera durante gli anni d’oro della militanza parlamentare. Oggi, estromesso dalle stanze del potere, è tornato alla sua grande passione, la chimica, ambito in cui è laureato. Prima di approdare in Parlamento aveva vinto un concorso (riservato alla sua categoria professionale) per entrare nella Marina militare. Oggi, senza il seggio a Montecitorio, ha riesumato quell’incarico e lavora a tempo pieno per le forze armate.

Chi invece ha cambiato totalmente rotta è Giuseppe Brescia, ex presidente della commissione Affari costituzionale, che assieme a Michele Dell’Orco (già sottosegretario al ministero dei Trasporti) ha aperto un ristorante nel centro di Roma, dietro piazza Cavour. Aldilà delle qualità enogastronomiche, da scommettere che i clienti non mancheranno, anche solo per curiosità.

Ex M5s: da Bonafede a Toninelli, chi ha ripreso il vecchio lavoro

Sono moltissimi coloro che hanno dovuto riprendere la professione abbandonata. Uno su tutti Alfonso Bonafede, per due volte ministro della Giustizia, tra gli esclusi dalle liste dei candidati per il raggiungimento del limite dei due mandati. Avvocato di professione, da circa un mese ha aperto uno studio legale a Milano, dopo averne gestito per anni uno a Firenze.

bonafedeFonte foto: ANSA
Alfonso Bonafede

Stessa sorte è toccata a Danilo Toninelli: anche lui esponente dei governi di Giuseppe Conte, anche lui escluso per aver già avuto due esperienze in Parlamento, l’ex titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ripreso a fare il commercialista nel capoluogo lombardo, da dove però continua a fare sentire la propria voce intransigente a colpi di video sui social.

Tra incarichi e presidenze, chi è rimasto nel Movimento 5 stelle dopo il Parlamento

Infine parliamo di coloro che, pur non rieletti, sono rimasti al servizio del partito assumendo ruoli di secondo piano. Il più illustre rappresentante di questa categoria è senza dubbio Roberto Fico. L’ex presidente della Camera continua a gravitare nell’alveo del Movimento 5 stelle aiutando il leader nella definizione della linea politica e presiedendo il comitato di garanzia.

Al suo fianco c’è Paola Taverna, passionaria senatrice delle scorse legislature. Anche lei continuerà a prestarsi per la causa grillina, nonostante in questi anni abbia conseguiti una laurea in Scienze politiche: difficile credere che possa allontanarsi dal partito che nel giro di un decennio le ha permesso di passare da segretaria di un poliambulatorio romano a vicepresidente del Senato.

Di Maio Fraccaro Bonafede Fonte foto: Ansa
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