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Tampone obbligatorio per chi parte dalla Cina: l'Ue trova la mini-intesa, i requisiti per partire per l'Europa

Gli Stati membri dell'Ue hanno trovato l'accordo per i tamponi obbligatori per chi parte dalla Cina

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Il boom di contagi in Cina desta non poche preoccupazioni in Europa e negli Stati membri dell’Ue che non hanno intenzione di rivivere lo stesso copione che a cavallo tra il 2019 e il 2020 ha permesso al Covid-19 di insediarsi sul territorio. Quanto successo nei mesi successivi a quei ritardi di chiusura di frontiera e tamponi mancati è ormai storia, quella che nessuno vuole ripetere ora che da Pechino e dintorni si sta vivendo un nuovo momento nero dei contagi da coronavirus.

Tamponi obbligatori in partenza dalla Cina

Dopo la decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci di rendere obbligatori i tamponi all’arrivo dei passeggeri dalla Cina, anche l’Europa ha deciso di muovere i primi passi in tal senso. Dopo alcuni giorni di tira e molla la decisione sembra essere arrivata nella serata del 4 gennaio 2023, con gli Stati membri che sarebbero “fortemente incoraggiati a introdurre per tutti i passeggeri in partenza dalla Cina agli Stati membri il requisito di un test Covid-19″ si legge tra le decisione del meccanismo integrato europeo in risposta alla crisi.

Il tampone, secondo quanto accordato, dovrà quindi essere effettuato “non oltre le 48 ore prima dalla partenza dalla Cina”.

Tampone obbligatorio per chi parte dalla Cina: l'Ue trova la mini-intesa, i requisiti per partire per l'EuropaFonte foto: ANSA

Dalle mascherine ai vaccini, l’intesa

La mini-intesa trovata nelle scorse ore, inoltre, ha portato i Paesi membri ad accordarsi sulla raccomandazione “a tutti i passeggeri in viaggio da e per la Cina di portare mascherine Ffp2” . Ma non solo.

Infatti oltre alla “forte raccomandazione” a tutti i 27 di introdurre dell’obbligo di test pre-partenza da Pechino, la riunione del Meccanismo integrato di risposta alle crisi ha deciso di “incoraggiare” i Paesi membri a “effettuare test anti-Covid a campione a chi arriva dalla Cina, esaminare e sequenziare le acque reflue degli scali dove sono previsti voli in arrivo dalla Cina”, ma soprattutto a “continuare a promuovere le vaccinazioni, incluse le dosi booster e in particolare ai più vulnerabili”.

Il timore dell’Ue sul boom contagi

La Cina ha svolto la campagna di profilassi con i vaccini di produzione nazionale Sinovac e Sinopharm. Secondo una valutazione Oms la copertura vaccinale nel Paese è però insufficiente, con solo il 40% delle persone oltre gli 80 anni coperta dalle tre dosi necessarie, rispetto all’83% di popolazione Ue completamente vaccinata.

Il timore principale dell’Ue circa un’impennata di contagi in Cina è che possa essere di incubazione per l’insorgenza di nuove varianti. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc) nella giornata di martedì 3 gennaio 2023 ha comunque affermato di non prevedere che l’ondata di casi Covid in Cina influirà’ sulla situazione epidemiologica del Covid-19 nell’Unione e che le varianti che circolano in Cina sono già in circolazione nell’Ue.

covid-cina-1 Fonte foto: ANSA
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