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Dopo gli scontri con la polizia a La Sapienza alcuni studenti si sono incatenati e sono in sciopero della fame

Alcuni studenti si sono incatenati e sono in sciopero della fame dopo gli scontri con la polizia avvenuti martedì all'università La Sapienza a Roma

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Si mantiene alta la tensione all’università La Sapienza di Roma, dopo gli scontri tra gli studenti e la polizia per l’invocato stop agli accordi con gli atenei israeliani: alcuni ragazzi e ragazze dei collettivi si sono incatenati e sono in sciopero della fame.

Cosa sta succedendo a La Sapienza di Roma

Le ragazze e i ragazzi che, da ormai 3 giorni, sono in presidio con le tende all’interno dell’università La Sapienza di Roma, si sono incatenati e sono in sciopero della fame.

In un appello scritto dagli studenti e riportato da ‘ANSA’, si legge: “Il nostro Paese non è ancora disposto ad adoperarsi per costruire le condizioni per la pace, ma non c’è più tempo. Siamo incatenati e in sciopero della fame davanti al rettorato della Sapienza perché è dal cuore della più grande università d’Europa che ottenere un passo indietro da chi è complice di un genocidio, può produrre un importante cambiamento”.

Studenti SapienzaFonte foto: ANSA

Un momento del sit-in in solidarietà agli studenti de La Sapienza fermati dopo gli scontri con la polizia.

Manifestazione dopo gli arresti per gli scontri con la polizia

I collettivi degli studenti si sono dati appuntamento per la mattinata di mercoledì 17 aprile in presidio al Tribunale di Roma per manifestare contro l’arresto di due ragazzi in seguito agli scontri di martedì con la polizia.

Per i fermati è prevista l’udienza per direttissima. Nei loro confronti, la Procura contesta i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Giulio di Potere al Popolo, in alcune dichiarazioni riportate da ‘ANSA’, ha affermato: “Riteniamo questi arresti una iniziativa gravissima e siamo qui per ribadire solidarietà ai nostri amici perché quanto avvenuto è inaccettabile. Ieri (martedì, ndr) chiedevamo lo stop immediato degli accordi Italia-Israele ma nessuna risposta è arrivata dall’università. Gli scontri sono stati violenti e immotivati, noi ci stavamo muovendo in maniera pacifica ma oramai in questo paese c’è un clima di repressione“.

L’appello della Polizia di Stato dopo gli scontri a La Sapienza

Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, ha dichiarato dopo gli scontri avvenuti a La Sapienza: “L’ennesima manifestazione scaturita in brutali violenze contro le Forze dell’ordine alla Sapienza non ammette alcun tipo di polemica o dibattito: non c’è alcuna giustificazione possibile per chi comportandosi come è accaduto non fa altro che delinquere. Esprimiamo massima solidarietà ai colleghi feriti e ribadiamo che la misura è colma, i poliziotti sono stanchi di dover subire queste continue orde barbariche che si nascondono dietro al vessillo di studenti non violenti e disarmati. Vogliamo una legge che imponga una distanza minima fra i manifestanti e gli operatori in servizio d’ordine”.

Lo stesso Valter Mazzetti ha poi aggiunto: “Non è più possibile rimanere a guardare questi scempi continui contro i colleghi che fanno ordine pubblico, è ora di prendere seri provvedimenti. Gli operatori in divisa non devono essere toccati, chi partecipa a qualsiasi manifestazione deve restare rigorosamente lontano da donne e uomini che svolgono un servizio per la collettività e non possono puntualmente subire violenza di ogni genere. Ci aspettiamo punizioni più certe e severe per chi li aggredisce, e chiediamo a gran voce che si codifichi l’obbligo di mantenere la distanza dagli appartenenti alle Forze dell’ordine”.

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Scontri Sapienza Fonte foto: ANSA
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