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Covid, "sotrovimab potrebbe causare mutazioni resistenti": lo studio getta ombre sull'anticorpo monoclonale

Uno studio sull'anticorpo monoclonale sotrovimab, tra i pochi efficaci contro Omicron, potrebbe aver svelato dei potenziali rischi

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Un nuovo studio effettuato sull’anticorpo monoclonale sotrovimab, tra i più utilizzati grazie alla sua capacità di neutralizzare la variante Omicron del virus Sars-CoV-2, ha svelato un potenziale punto debole. La ricerca, condotta dall’Istituto per le malattie infettive dell’Università di Sidney in Australia, ha rilevato in alcuni pazienti trattati con sotrovimab delle mutazioni del virus.

Covid, come funzionano gli anticorpi monoclonali

È bene innanzitutto ricordare il meccanismo di funzionamento di sotrovimab: un anticorpo monoclonale è una proteina che si lega a un antigene; sotrovimab, nello specifico, è progettato per unirsi alla proteina Spike di Sars-CoV-2, bloccando la capacità del virus di entrare nelle cellule umane.

anticorpi monoclonaliFonte foto: ANSA
Una fiala di farmaco a base di anticorpi monoclonali

Covid, studio su sotrovimab: “Potrebbe causare mutazioni resistenti”

La ricerca, pubblicata sul “New England Journal of Medicine”, pone l’enfasi sugli eventuali rischi che l’anticorpo monoclonale possa causare nuove varianti e mutazioni, come forma di resistenza al farmaco.

L’autrice del lavoro, Rebecca Rockett, del Sydney Institute for Infectious Diseases, ha affermato: “Abbiamo scoperto che il virus può sviluppare mutazioni all’interno del paziente diversi giorni dopo il trattamento con sotrovimab, il che riduce l’efficacia di questo trattamento di oltre 100 volte”.

Gli autori dello studio hanno osservato che è “la prima volta che in clinica si scopre una resistenza a sotrovimab. Sebbene si tratti di un evento raro, questo evidenzia il ruolo cruciale della sorveglianza”, riporta l’Adnkronos Salute.

Covid, com’è stato condotto lo studio su sotrovimab

Lo studio è stato condotto nel 2021, quando la variante più diffusa era la Delta. Sono stati analizzati i dati di 100 pazienti trattati con l’anticorpo monoclonale, a Sydney. Su 23 pazienti è stato effettuato un follow-up, a margine del quale è emerso che 4 di essi avevano sviluppato mutazioni resistenti.

Anche dopo le infusioni del farmaco sotrovimab, è stata confermata la presenza di Sars-CoV-2 in questi pazienti, assieme allo sviluppo di mutazioni della proteina Spike. Fortunatamente si tratta di un numero ridotto di casi, ma ciò non elimina totalmente il rischio di diffusione di possibili mutazioni resistenti al farmaco.

Uno degli autori della ricerca, Vitali Sintchenko, ha spiegato che “i campioni di virus resistenti potrebbero essere facilmente coltivati in laboratorio, un indicatore del fatto che gli individui che sviluppano resistenza possono trasmettere questo virus resistente ad altri”.

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Covid, anticorpi monoclonali: cosa sono, come funzionano Fonte foto: ANSA
Covid, anticorpi monoclonali: cosa sono, come funzionano
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