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Scoperta una piazza di spaccio nel carcere di Secondigliano: indagate anche guardie penitenziarie

I carabinieri di Napoli hanno scoperto una piazza di spaccio nel carcere di Secondigliano: coinvolti agenti della polizia penitenziaria

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Droga nelle carceri italiane, con il benestare di alcuni agenti della polizia penitenziaria. L’operazione è stata condotta dai carabinieri dei nuclei investigativi centrali del comando provinciale di Napoli e della polizia penitenziaria: 28 le misure cautelari. La piazza di spaccio della casa circondariale di Secondigliano, a Napoli, era gestita dai detenuti: è stata scoperta grazie alla collaborazione di alcuni testimoni di giustizia.

Droga in carcere, coinvolti gli agenti: l’indagine

A condurre le indagini sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, in collaborazione col Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria.

Hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda del capoluogo campano, nei confronti di 28 persone.

L’indagine ha coinvolto diverse case circondariali:

  • Napoli;
  • Campobasso;
  • Cosenza;
  • Fossombrone (PU);
  • Spoleto (PE);
  • Voghera (PV);
  • Saluzzo (CN);
  • Tolmezzo (UD);
  • Trapani.

secondigliano droga polizia penitenziariaFonte foto: ANSA
L’esterno del carcere di Secondigliano, a Napoli

Nella piazza di spaccio all’interno del carcere di Secondigliano, gestita dai detenuti, erano coinvolti anche agenti della polizia penitenziaria.

Piazza di spaccio nel carcere di Secondigliano: le accuse

A far scattare l’indagine sono state alcune dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia riguardanti l’esistenza di una piazza di spaccio all’interno del carcere di Secondigliano.

I detenuti, secondo le ricostruzioni, l’avrebbero gestita attraverso il commercio di sostanze stupefacenti di vario tipo (cocaina, hashish e marijuana) introdotte nell’istituto penitenziario.

Gli agenti della penitenziaria indagati avrebbero acconsentito, dietro compenso, l’introduzione dello stupefacente, di cellulari e lo spostamento dei detenuti all’interno della struttura, inserendo nelle medesime celle gli appartenenti allo stesso clan.

Le accuse contestate sono, a vario titolo, associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e corruzione per commettere atti contrari ai doveri d’ufficio.

Droga a Secondigliano: chi sono gli agenti coinvolti

Gli agenti coinvolti sarebbero quattro:

  • Salvatore Mavilla, 59 anni;
  • Mario Fabozzi, 55 anni;
  • Francesco Gigante, 58 anni;
  • Giuseppe Tucci, 47 anni,

Per il primo, attualmente in pensione ma in servizio all’epoca dei fatti contestati, il gip di Napoli ha disposto il carcere.

Agli altri tre sono stati notificati gli arresti domiciliari.

Il commento del sindacato

La notizia ha colto di sorpresa Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale per la Campania dell’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp), che hanno così commentato: “Gli arresti degli agenti coinvolti costituiscono un brutto episodio che rischia di discreditare l’intero corpo di polizia penitenziaria: è necessario spazzare via le mele marce che ledono l’immagine di un corpo di polizia“.

“Questi agenti hanno tradito lo Stato e la fiducia dei loro colleghi i quali, nonostante sotto organico (solo in Campania di ben 600 unità), con grande spirito di sacrificio riescono nel mantenere l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari. Il sindacato – hanno concluso – esprime grande fiducia dell’operato della magistratura“.

penitenziaria Fonte foto: ANSA
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