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Quali farmaci portare in vacanza, anche per il Covid: cosa portare in valigia in Italia e all'estero

Cosa deve contenere il kit per un viaggio sicuro, a seconda delle località dove si trascorrono le ferie e cosa fare in caso di emergenza (anche Covid)

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Estate, tempo di vacanze. Ma quali sono i farmaci che non dovrebbero mai mancare in valigia? Cosa è consigliabile portarsi dietro se si va al mare, in montagna o in collina? E se la meta è all’estero? Infine, cosa fare se si prende il Covid quando si è in vacanza? Ecco le risposte dell’esperto, Roberto Monaco, segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale, a Virgilio Notizie.

Quali farmaci mettere in valigia prima di partire per l’estate

Il primo consiglio, a prescindere dalla meta specifica, è di partire con una sorta di kit di pronto intervento, che possa andare bene qualunque sia la destinazione. “Può essere sicuramente utile, per esempio, avere con sé medicinali da banco come il paracetamolo per la febbre, ma ricordiamo anche in casi più seri è sempre bene affidarsi a un medico”.

“Il Servizio Sanitario Nazionale per fortuna offre sempre la possibilità di rivolgersi alla Guardia medica e alla Guardia medica turistica, o al 118, che può intervenire al momento del bisogno. Per esempio, in caso di attacco cardiaco è fondamentale non perdere tempo. Da ex primario del 118 ricordo che un minuto di ritardo può equivalere al 10% di possibilità in meno di salvare una persona”, spiega Roberto Monaco.

Quali farmaci portare in vacanza a seconda della meta, anche per il Covid: i consigli per la partenzaFonte foto: 123RF
Valigia con diversi farmaci al suo interno.

“Naturalmente il consiglio per la prevenzione, specie nel periodo estivo, è quello di prevenire eventuali malesseri da caldo” – qua la nostra guida per difendersi dalle ondate di calore – “indossando abiti leggeri e non scuri, portando con sé sempre una certa quantità di acqua e anche un cappello, ed evitando le ore più calde, soprattutto se si è cardiopatici”.

Quali sono i farmaci da portare con sé per le vacanze al mare

Se si va in una località di mare, può essere utile portare prodotti contro le punture di meduse. “Una pomata all’ammoniaca o al cortisone può essere efficace. Se, invece, si hanno reazioni alle punture di zanzara o altri insetti, non escluderei una crema al cortisone, dietro consiglio medico e se non si hanno reazioni avverse”.

“In caso di shock anafilattico occorre chiamare subito i soccorsi, perché è fondamentale la cosiddetta golden hour, l’ora d’oro, ossia i primi minuti dopo l’evento. Se si è pratici e su indicazione medica, gli allergici possono portarsi dietro il kit con l’adrenalina. Infine, per evitare il mal di mare, sono consigliate le pasticche o i chewing gum apposta”, dichiara il medico.

Attenzione alla montagna, al lago e alla collina: quali sono i rischi

Se si sceglie una meta differente, come la montagna o anche la collina o il lago, cosa non dovrebbe mancare? Un’attenzione particolare sicuramente dovrebbe averla chi ama i sentieri nei boschi. “Qui il pericolo principale sono le vipere. Intanto consiglierei di camminare con scarponi da montagna, con la protezione alta sulla caviglia e piuttosto spessa. Possibilmente sarebbe bene indossare anche pantaloni lunghi”.

“In caso di morso, occorre chiamare subito i soccorsi, che sapranno gestire la situazione, valutando se usare il siero anti vipera, che ora non sempre viene utilizzato perché può avere effetti collaterali. Può comunque servire fasciare in modo stretto la zona del morso, per rallentare il flusso di sangue dalla zona infetta”, sottolinea l’esperto.

Cosa fare prima di partire all’estero: attenzione all’assicurazione

Se, invece, si vuole approfittare di una sorta di ritorno alla normalità, con la possibilità di andare all’estero, prima occorre informarsi sulle coperture sanitarie. “Questo è sempre consigliato, anche se in Europa in genere la copertura sanitaria è garantita. Accade, infatti, anche per i turisti stranieri che, in caso di bisogno, possono rivolgersi ai nostri Pronto Soccorso”.

“Diversamente, negli Stati Uniti occorre avere stipulato un’assicurazione sanitaria, come viene ricordato solitamente anche dalle compagnie aeree al momento della prenotazione e acquisto dei biglietti”, conferma Roberto Monaco. “Per quanto riguarda, invece, possibili azioni di prevenzione, è consigliabile informarsi prima su eventuali vaccinazioni richieste o raccomandate, a seconda delle zone di destinazione. Per esempio, copertura dalla malaria o altre malattie endemiche”.

Covid, cosa fare se si scopre di essere positivi fuori dall’Italia

Nonostante il ritorno alla vita pre Covid, la pandemia non è finita, e la situazione è diversa, e più o meno grave, nei vari Paesi. Ma cosa fare se si scopre di essere positivi all’estero? “Sicuramente occorre rispettare le norme del Paese nel quale ci si trova, che possono prevedere un periodo di quarantena più o meno lungo e tamponi in uscita. Al di là delle leggi, però, l’isolamento è importante e va seguito per una questione di senso civico e per evitare contagi o focolai“, conclude l’esperto.

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