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Draghi, un anno da premier: cosa ha fatto, cosa dicono i sondaggi e cosa farà alle elezioni 2023

Un anno da presidente del Consiglio per Mario Draghi: cosa ha fatto nei suoi primi 12 mesi da premier e cosa dicono i sondaggi sul suo governo

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Esattamente un anno fa, il 13 febbraio 2021, Mario Draghi riceveva dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex presidente della Bce era stato chiamato per guidare l’Italia fuori dalla crisi e gestire l’instabilità politica che aveva fatto nascere e poi morire prematuramente due governi guidati da Giuseppe Conte e sostenuti da due maggioranze diverse.

Ad un anno dall’insediamento del governo Draghi, un esecutivo di unità nazionale che coinvolge quasi l’intero arco parlamentare da destra sinistra, ad eccezione di Fratelli d’Italia, ripercorriamo dunque cosa ha fatto Mario Draghi nei suoi primi 12 mesi a Palazzo Chigi e gli aspetti che hanno caratterizzato il suo governo. Senza tralasciare uno sguardo agli scenari futuri per il 2023.

Draghi, un anno da premier: cosa ha fatto

Lotta al Covid, Pnrr e riforme, ruolo dell’Italia in Europa. Sono questi, in estrema sintesi, gli ‘ingredienti’ principali del primo anno di Mario Draghi da presidente del Consiglio. Dodici mesi da premier a capo di una maggioranza eterogenea e variegata, difficile da tenere insieme.

Due le priorità, le grandi questioni che il neo premier si ritrova ad affrontare nei primi mesi, ereditate dal governo Conte: la gestione dell’emergenza coronavirus e la campagna vaccinale, avviata poco più di un mese prima, e la partita del Next Generation Eu, il vasto piano di aiuti economici varato dalla Ue per affrontare la crisi generata dalla pandemia.

Campagna vaccinale e Pnrr

A febbraio il primo Dpcm di Draghi con le misure Covid, in netta continuità con quelli del precedente esecutivo. Il cambio di passo si inizia a intravedere già il 1 marzo, quando Draghi nomina il generale Francesco Paolo Figliuolo quale commissario straordinario per l’emergenza Covid al posto di Domenico Arcuri. Obiettivo: accelerare la campagna vaccinale anti Covid.

Il premier poi riforma il Comitato tecnico scientifico, riducendone i membri da 26 a 12 e confermandone solo 5. A marzo scoppia anche il caso Astrazeneca, con la somministrazione del vaccino che viene sospesa per alcuni giorni. Draghi, anche per tranquillizzare i cittadini, si fa vaccinare proprio con Astrazeneca.

Il mese di aprile vede le prime riaperture e l’esordio del Green pass, necessario per spostarsi dalle regioni arancione e rosse. Ma è soprattutto il mese dell’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), l’ambizioso programma che contiene le linee guida per tradurre in investimenti gli ingenti fondi stanziati dalla Ue per la ripresa economica.

Sono giorni intensi, con Draghi che spende tutta la sua credibilità internazionale per rassicurare l’Ue sull’attuazione delle riforme che Bruxelles chiede per far arrivare la prima tranche di fondi del Next Generation Eu.

Riaperture e Green pass

La campagna vaccinale prosegue spedita, accompagnata dalle riaperture. A luglio la prima stretta del governo Draghi, con il decreto del 22 luglio che introduce l’obbligo del Green pass per accedere a ristoranti, cinema, palestre ed eventi. Iniziano anche le proteste anti Green pass, ma il governo tira dritto.

Draghi, un anno da premier: cosa ha fatto, cosa dicono i sondaggi e cosa farà alle elezioni 2023

Sul piano internazionale il prestigio di Mario Draghi ridà all‘Italia un ruolo centrale in Europa. Draghi rinsalda l’asse con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron e ad agosto organizza un vertice straordinario del G7 per discutere della crisi dell’Afghanistan. A seguire ad ottobre il G20 a Roma e la Cop26 a Glasgow.

Tra estate e autunno il governo Draghi prosegue con le riaperture e con l’estensione del Green pass e dell’obbligo vaccinale, dovendo sempre mediare tra le posizioni delle varie forze politiche.

La corsa al Quirinale

A dicembre e gennaio tiene banco l’elezione del presidente della Repubblica, con Mario Draghi che viene indicato da molti quale possibile nuovo capo dello Stato. Il sogno di salire al Quirinale però sfuma di fronte alle divisioni tra i partiti.

Il rischio concreto che la maggioranza si sfaldi induce lo stesso premier a chiedere al presidente Mattarella di restare al colle per un nuovo settennato. Mario Draghi resta quindi alla guida del governo con Sergio Mattarella presidente della Repubblica.

Draghi, un anno da premier: cosa dicono i sondaggi

Secondo un sondaggio realizzato da Quorum/YouTrend per Sky TG24, la fiducia nel premier Mario Draghi dopo un anno di governo è al 60%. Un giudizio complessivo più alto rispetto ai governi Conte 1 e Conte 2, rispettivamente al 50% e 52%. 

Per quanto riguarda l’operato del governo in questi primi dodici mesi, giudizi positivi sono stati espressi per la gestione della campagna vaccinale per il 71% degli intervistati, per il Green pass (62%), il Pnrr (58%) e la ripresa economica (53%).

Per quanto riguarda le priorità per il prossimo anno di governo Draghi, il 50% degli intervistati ha indicato l’abbassamento delle tasse, seguito dal potenziamento della sanità pubblica (43%) e dalla creazione di posti di lavoro (30%).

Per il 56% degli intervistati il governo Draghi arriverà alla fine naturale della legislatura nel 2023, e il 43% è favorevole a un governo di larghe intese guidato da Draghi dopo le prossime elezioni.

Draghi, un anno da premier: cosa farà alle elezioni 2023

Dopo i primi risultati ottenuti nel suo primo anno di governo, sfumato il sogno del Quirinale, Mario Draghi deve ora proseguire con l’azione di governo seguendo la strada intrapresa. C’è da gestire e stimolare la ripresa economica, lavorare all’uscita dalle restrizioni anti Covid e fare i conti con i venti di guerra che spirano da Ucraina e Russia.

E poi? Cosa succederà al termine della legislatura nel 2023? Da più parti lo stanno già tirando per la giacchetta chi lo vorrebbe in campo anche alle prossime elezioni, o alla guida di una formazione politica di area centrista o come premier di un nuovo governo di larghe intese.

Interrogato in merito in conferenza stampa a Palazzo Chigi, Draghi ha risposto ricorrendo all’ironia: “Tanti politici mi candidano a tanti posti, mostrando una sollecitudine straordinaria nei miei confronti. Li ringrazio molto, moltissimo, ma vorrei rassicurarli: se dopo questa esperienza deciderò di lavorare, un lavoro probabilmente me lo troverei da solo”.

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