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Guerra Israele-Hamas, ultime news: rilasciato ostaggio russo, il messaggio di apprezzamento per Putin

Giorno 50 della guerra tra Israele e Hamas: Tel Aviv riceve una nuova lista di ostaggi: verranno rilasciati oggi

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Il 50esimo giorno di guerra fra Israele e Hamas si apre con 14.800 palestinesi morti, di cui 5.600 bambini, secondo Hamas. In Israele sono 1.200 i morti nell’attacco del 7 ottobre. Gli ostaggi da 241 sono scesi a 228 dopo il rilascio di 13 persone del 24 novembre. Oggi è previsto il rilascio di altre 14 persone ed è stata avviata anche la liberazione dei 39 detenuti palestinesi.

Una nuova lista di ostaggi che dovrebbero essere rilasciati oggi da Hamas è stata ricevuta dall’ufficio del primo ministro israeliano. Nella serata di ieri si è sbloccata, grazie alla mediazione di Qatar ed Egitto, l’impasse che rischiava di far saltare la tregua.

Il racconto della giornata

  1. Hamas ha rilasciato il terzo gruppo di prigionieri nel centro di Gaza

    A differenza dei primi due giorni della tregua di quattro giorni, i prigionieri israeliani tenuti da Hamas sono stati consegnati nel centro di Gaza, dove fino a poco tempo fa i combattimenti erano più intensi. Nei due giorni precedenti i prigionieri erano stati consegnati alla Croce Rossa nel sud di Gaza.

  2. Netanyahu: "Possibile estendere tregua con rilascio 10 ostaggi al giorno"

    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha riferito di aver discusso con il presidente Biden un piano di intesa che prevede il rilascio di 10 ostaggi per ogni giorno aggiuntivo di tregua, considerando tale sviluppo positivo. Tuttavia, Netanyahu ha avvertito che al termine di questo periodo, Israele perseguirà gli obiettivi bellici con piena forza. Il premier ha condiviso queste considerazioni prima di una riunione del gabinetto politico di sicurezza, sottolineando che la questione è stata esaminata con i comandanti militari durante un sopralluogo a Gaza.

  3. Egitto-Usa: "Dopo la tregua, ora il cessate il fuoco"

    Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukri ha discusso con il Segretario di Stato americano Anthony Blinken degli sviluppi nella Striscia di Gaza e dell’accordo di tregua temporanea. Shoukri ha enfatizzato l’importanza di utilizzare la tregua per ottenere un cessate il fuoco globale, garantire aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e supportare gli sforzi internazionali, inclusa la risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 15 novembre. Ha informato Blinken sui contatti del Comitato ministeriale arabo-islamico e evidenziato il ruolo chiave dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Blinken ha elogiato gli sforzi egiziani, sottolineando la necessità di continuare le consultazioni per una soluzione politica basata sul sistema dei due Stati e sulle risoluzioni internazionali.

  4. Biden: "Obiettivo personale estendere la tregua"

    “Il mio obiettivo è estendere la pausa dei combattimenti oltre domani”. Così il Presidente Usa Joe Biden in una conferenza stampa. Biden ha inoltre aggiunto che avrà molto presto un colloquio con il premier israeliano Netanyahu.

  5. Fra gli ostaggi liberati oggi una donna è grave

    Il terzo gruppo di ostaggi liberati da Hamas è stato consegnato all’esercito israeliano dalla Croce Rossa, dirigendosi verso un passaggio vicino al kibbutz Be’eri, secondo Israeli Channel 12. Israele dovrebbe rilasciare ora 39 bambini palestinesi detenuti nelle sue carceri dopo il ricevimento di questo gruppo. Tuttavia, una donna liberata oggi da Hamas è in condizioni gravi e è stata trasportata in elicottero all’ospedale Soroka di Beer Sheva (Negev), riporta la televisione commerciale Canale 13.

  6. Ostaggi liberati in buone condizioni

    Oggi, Eli Bin, direttore del Magen David Adom, ha confermato che gli ostaggi liberati da Hamas sono in buone condizioni. Dopo un primo aggiornamento dalla Croce Rossa, si dirigono da Gaza verso il confine con l’Egitto. Tra di loro c’è Abigail Mor Edan, una bambina israelo-americana di 4 anni, i cui genitori sono stati uccisi negli attacchi di Hamas il 7 ottobre. La CNN riporta che è nelle mani della Croce Rossa.

  7. Hamas rilascia ostaggio russo: "Apprezziamo la posizione della Russia"

    Hamas ha annunciato il rilascio di un ostaggio russo “in risposta agli sforzi del presidente russo Vladimir Putin e come segno di apprezzamento della posizione russa a sostegno della causa palestinese”. L’ostaggio è stato consegnato alla Croce Rossa.

  8. Media: "Aeroporto di Damasco bombardato da Israele"

    Un quotidiano siriano filogovernativo e l’Osservatorio siriano per i diritti umani hanno riferito che l’aeroporto della capitale Damasco sarebbe stato bombardato da Israele, dal quale per il momento non è arrivato alcun commento.

  9. Gli ostaggi israeliani: "Da mangiare solo riso e pita. Lunghe attese per i bagni"

    Mangiavano riso e pita, dormivano su sedie di plastica messe in fila e per utilizzare in bagno dovevano bussare e attendere fino a un’ora e mezza prima che qualcuno aprisse. Sono alcuni dei racconti, raccolti dai media israeliani, che gli ostaggi israeliani rilasciati hanno fatto ai loro familiari dopo l’arrivo nei centri medici adibiti per le prime cure.

  10. Netanuyahu al Qatar: "Non uccideremo leader Hamas a Doha"

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe assicurato al Qatar che Israele non agirà contro i leader di Hamas che vivono a Doha. Lo riferisce il Jerusalem Post.  Secondo il report, il Qatar ha ricevuto assicurazioni da Israele che il Mossad non avrebbe compiuto omicidi nel Paese e che “Doha ha presentato la sua precondizione a Israele qualche settimana fa, prima di assumere il ruolo di mediatore nella questione degli ostaggi”. Mercoledì scorso, il primo ministro israeliano ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha affermato esplicitamente di aver dato istruzioni al Mossad di agire contro i leader di Hamas. E ha aggiunto che “non c’è alcun impegno nell’accordo a non agire in una tregua contro i leader di Hamas, chiunque essi siano”.

  11. blinken-israele
    Blinken in Israele la prossima settimana

    Il segretario di Stato americano Antony Blinken è atteso in Israele la prossima settimana. Lo riporta Haaretz. Sarà la quarta visita di Blinken in Israele nel giro di un mese e mezzo, dall’inizio della guerra.

  12. 5 palestinesi morti in operazione israeliana a Jenin

    5 palestinesi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze armate israeliane durante un’operazione nel campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Secondo quanto riferito dall’Idf, 21 ricercati sono stati arrestati nella notte durante il raid.

  13. Delegazione Qatar a Gaza: è la prima volta dall'inizio della guerra

    Una delegazione del Qatar è arrivata questa mattina nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah con l’Egitto. E’ la prima volta, dall’inizio della guerra tra Hamas e Israele e dall’entrata in vigore della tregua, che funzionari del Qatar entrano nell’enclave palestinese. Della delegazione fanno parte Luluwa Al Khater, viceministro degli Affari esteri del Qatar, e il vice dell’ambasciatore Al-Amadi, Khaled Al-Hardan.

  14. Anche cittadini Usa tra gli ostaggi che verranno rilasciati oggi

    Sono 13 gli ostaggi che verranno rilasciati oggi da Hamas, secondo la lista che i miliziani hanno consegnato alle autorità israeliane. Lo scrive il sito di Ynet citando funzionari israeliani, aggiungendo che nell’elenco sono contenuti anche nomi di cittadini americani. Tra gli ostaggi che verranno rilasciati c’è Abigail Mor Idan, una bambina di tre anni rimasta orfana dopo l’assalto di Hamas lo scorso 7 ottobre. Secondo le fonti citate da Ynet, nel rilascio di oggi Hamas non violerà l’accordo raggiunto con Israele, ovvero non separerà i familiari come ha fatto ieri quando ha liberato una ragazza di 13 anni, ma non la madre. La maggior parte di coloro che saranno rilasciati oggi provengono da una stessa comunità, come è successo anche il primo giorno della tregua con gli ostaggi del kibbutz di Nir-Oz e ieri con quelli del kibbutz Beeri.

  15. Trump: "No rispetto per Usa, Hamas non ha rilasciato ostaggi americani"

    “Qualcuno ha notato che Hamas ha liberato persone da altri Paesi ma, finora, non ha restituito nemmeno un ostaggio americano?”. Lo ha scritto l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla sua piattaforma di social media Truth Social, puntando il dito sull’attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden. ”C’è solo una ragione per questo, nessun rispetto per il nostro Paese e la nostra leadership. Questo è un periodo molto triste e oscuro per l’America!”, ha aggiunto Trump.

  16. Iran e Turchia a sostegno dell'estensione della tregua a Gaza

    Iran e Turchia sostengono i palestinesi e appoggiano ogni sforzo per estendere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. È quanto emerso in una conversazione telefonica nella serata di sabato 25 novembre tra il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian e il suo omologo turco Hakan Fidan. Le due parti hanno anche sottolineato la necessità di una completa cessazione degli attacchi israeliani contro Gaza e la Cisgiordania. “È necessario che l’Iran, la Turchia e  altri paesi musulmani adottino misure più energiche a sostegno della nazione palestinese”, ha affermato il diplomatico iraniano. Tasnim Fidan, da parte sua, ha riaffermato la determinazione della Turchia a contribuire all’estensione del cessate il fuoco a Gaza.

  17. Sono ancora 18 gli ostaggi thailandesi nelle mani di Hamas

    Sono 18 gli ostaggi thailandesi ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri di Bangkok, precisando di aver ricevuto informazioni dalle autorità israeliane secondo cui vi sono altri due thailandesi prigionieri nella Striscia di cui non si aveva notizia in precedenza. Ieri in tarda serata è stato liberato il secondo gruppo di sequestrati, tra cui quattro thailandesi.

  18. 12 degli ostaggi israeliani rilasciati non hanno bisogno di cure urgenti

    Il direttore dell’ospedale pediatrico di Safra, presso lo Sheba Meidcal Center, ha fatto sapere oggi che le condizioni di 12 su 13 ostaggi rilasciati ieri da Hamas, ovvero coloro che hanno trascorso la notte presso la struttura sanitaria, non hanno necessità di cure urgenti. Lo riferisce Haaretz. “Gli orrori della prigionia sono evidenti su di loro, ma nessuno necessita di un intervento medico urgente e immediato”, ha detto il professore Itai Pesach. La tredicesima persona rilasciata ieri è Maya Regev di 21 anni,  rapita dal festival musicale Supernova con suo fratello Itai ancora tenuto in ostaggio, che è stata trasportataì invece al centro medico Soroka di Beersheba per essere sottoposta a cure mediche immediate ed è al momento in condizioni stabili, si legge sul Times of Israel.

  19. Israele conferma l'identità dei 13 ostaggi rilasciati

    Israele ha confermato l’identità dei 13 ostaggi liberati dalla prigionia di Hamas e, secondo le prime informazioni, sono tutti in buone condizioni di salute. Si tratta, scrive il Jerusalem Post, di 7 bambini e 6 adulti, tra cui Emily Hand, 9 anni, rapita dai terroristi durante il massacro del 7 ottobre e inizialmente ritenuta uccisa. Era stata rapita insieme alla sua amica Hila Rotem di 13 anni, che è stata pure liberata ma che torna senza sua madre, Raya Rotem, che rimane ancora nella mani dei terroristi. C’è poi Maya Regev, 21 anni, è stata prelevata dal rave Nova il 7 ottobre insieme al fratello Itay. La mattina dell’aggressione il papà di Maya ha ricevuto una telefonata da lei che urlava “Papà mi sparano, sono morta”. Maya torna a casa senza il fratello diciottenne.  Ci sono poi Noam e Alma Or, fratello e sorella, di 17 e 13 anni. Il loro padre rimane invece a Gaza. E Shiri e Noga Weiss, madre e figlia, rispettivamente di 53 e 18 anni. E ancora,  Sharon e Noam Avigdori,  madre e figlia, 52 anni e 12 anni. Shoshan Haran, 67 anni, fondatrice della Ong Fair Planet, che aiuta a portare tecniche agricole e agricole innovative nelle parti meno sviluppate del mondo. Infine, Adi, Yahel e Neveh Shoham: Adi, 38 anni, suo figlio Naveh, 8, e sua sorella, Yahel di tre. Sono stati tutti rapiti dal Kibbutz Be’eri insieme al resto dei membri della loro famiglia allargata.

  20. palestina-israele-hamas
    I 13 ostaggi liberati ieri sono rientrati in Israele

    Sono rientrati in Israele i 13 ostaggi rilasciati da Hamas: dopo essere stati consegnati alla Croce Rossa e portati al valico di Rafah, sono stati riportati in Israele per essere sottoposti a esami medici. Le autorità hanno fornito i nomi: Shoshan  Haran, 67 anni, sua figlia Adi Shoham, 38 anni, e i suoi nipoti, Naveh e  Yahel, rispettivamente di 8 e 3 anni. Sono state liberate anche  Shiri Weiss, 53 anni, e sua figlia Noga, 18 anni, Sharon Avigdori, 52  anni, e suo figlio Noam, 12 anni, e i fratelli Noam e Alma Or, rispettivamente di 17 e 13 anni. Rilasciate anche Maya Regev,  21 anni, Hila Rotem, 12, e Emily Hand, 9 anni. I 4 ostaggi thailandesi liberati torneranno in Thailandia direttamente dall’Egitto.

  21. Israele: liberati 39 prigionieri palestinesi

    Il servizio carcerario israeliano ha confermato di aver rilasciato il secondo gruppo di 39 prigionieri palestinesi concordato in cambio del rilascio di 13 ostaggi israeliani da parte di Hamas. “Il  servizio carcerario conclude la seconda fase di rilascio dei prigionieri come parte del piano per il ritorno a casa degli ostaggi. Durante la  notte sono stati rilasciati 39 prigionieri”, ha dichiarato l’agenzia.

  22. Tel Aviv riceve lista ostaggi che saranno rilasciati oggi

    Una nuova lista di ostaggi che dovrebbero essere rilasciati oggi da Hamas è stata ricevuta dall’ufficio del primo ministro israeliano. Tel Aviv si è già attivata mettendo al corrente le famiglie delle persone che saranno liberate oggi.

  23. guerra israele hamas 24 novembre 2023 mappa
    La mappa
  24. Il primo stop ai bombardamenti è arrivato 48 giorni dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas. Attualmente gli ostaggi sono 228, dopo il rilascio di 13 persone del 24 novembre.

    Una nuova lista di ostaggi che dovrebbero essere rilasciati oggi da Hamas è stata ricevuta dall’ufficio del primo ministro israeliano. Nella serata di ieri si è sbloccata, grazie alla mediazione di Qatar ed Egitto, l’impasse che rischiava di far saltare la tregua.

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