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Covid, dimesso Iacopo Melio: lo sfogo del consigliere su Facebook

Il consigliere regionale del Pd, 28enne toscano con disabilità attivista e giornalista, è tornato a casa ed è ancora positivo

Lo aveva detto già detto nei suoi seguitissimi post su Facebook che per lui la vita col Covid-19 sarebbe stata molto più complicata. Dopo tre settimane di ospedale, dove ha passato anche il Natale, il consigliere regionale fiorentino, da poco eletto nelle file del Pd, Iacopo Melio, ha annunciato di essere tornato a casa, dove continuerà la terapia.

Melio è un politico, giornalista e attivista di 28 anni con disabilità, per questo tra le categorie più esposte al coronavirus. Adesso è ancora positivo e ha raccontato la sua esperienza con un lungo post sul suo profilo, dove ha rivolto un appello alla vaccinazione: “Sono tornato a casa perché i parametri erano stabili, perciò posso continuare la terapia a casa, dove almeno psicologicamente va un po’ meglio. Sono ancora positivo e i sintomi continuano forti, soprattutto l’affanno, la mancanza d’aria e la conseguente stanchezza.”

“Insomma, ci vorrà molto tempo, come per tutti, quando va bene e c’è da star “contenti”. (…) Io non ho fatto in tempo, perché la legge di Murphy è ormai il mio Karma, e chissà se e quando potrò arrivarci “pulito”… ma voi che potete: vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro, perché negli ospedali c’è l’inferno, fatelo anche per me” è la preghiera di Melio affidata al post.

In medicina nessuno dà garanzie, non le hanno date nemmeno a me anche se è passato un mese dal primo sintomo e tre settimane da quando hanno iniziato a controllarmi. Bisogna aspettare, non ci sono altre risposte possibili ad oggi, se non quella di avere pazienza unita alla speranza di aver fatto il giro di boa” ha testimoniato.

Nel suo post Melio ha ringraziato le tante persone che gli sono state accanto in questo momento di paura:  “Non tutti, purtroppo, lo hanno fatto – si legge ancora – perché pensare che quando uno sta male abbia voglia di tenere il telefono in mano e rispondere alle chiamate, o che quando uno rischia di morire pensi a pubblicare bollettini medici per aggiornare gli altri, ci fa capire non solo quanto i social abbiano sfasato la realtà, ma anche di quanto non si abbia chiara l’importanza e la gravità di questa malattia: il Coronavirus non è un’influenza, non è un gioco, non è un’esperienza da collezionare per poterla raccontare, è un incubo fisico e mentale“.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-01-2021 15:02

iacopo melio Fonte foto: ANSA
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