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Covid, Speranza: "Abbiamo salvato il Sud, ma l'autunno preoccupa"

Il ministro Speranza torna sulle misure prese nei mesi scorsi: "Il lockdown ci ha permesso di salvare il Sud. L'autunno mi preoccupa"

Penso che chiudere tutto sia stata una scelta giustissima, che ha salvato il Paese dall’onda più alta e risparmiato tante vite. La strategia del lockdown totale ci ha consentito di fermare il virus prima che invadesse il Sud. I dati di sieroprevalenza lo dimostrano”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ai microfoni del Corriere della Sera, confortato dai numeri: il 2,5% degli italiani è venuto a contatto con il virus, la Lombardia è al 7,5 con punte del 24 a Bergamo e del 19 a Cremona, mentre “tutto il Sud sta sotto l’1%“.

Sulla richiesta del leader della Lega Matteo Salvini, che chiede le dimissioni di Conte per quanto emerso dagli atti desecretati del Cts, Speranza ha detto che “finché questa emergenza non sarà finita non inseguirò nessuno sulle polemiche. Salvini? Credo che la gente abbia capito fino in fondo come sono andate le cose. Si diceva che non potessimo fare come in Cina e invece il sistema democratico ha retto”.

Il motivo? “È scattata una sintonia profonda tra le scelte del governo e le persone, che si sono sentite dentro una missione collettiva che andava al di là dei destini individuali”.

Scuola e stadio, le priorità secondo Speranza

Il ministro Speranza ha affrontato anche il tema della riapertura della scuola: “Il 14 settembre devono riaprire tutte, al 100%, il ritorno sui banchi è irrinunciabile perché il rischio zero non esiste, dobbiamo essere cauti altrove e scegliere a cosa rinunciare”.

Sono circa 10 i milioni di cittadini tra ragazzi, insegnanti e genitori che torneranno a spostarsi: “Non dobbiamo avere paura, ma è un numero che ci costringe a essere ancora più prudenti su altri aspetti, per accumulare ancora un po’ di vantaggio in vista della riapertura”.

Per quel che riguarda il campionato, “Sono un grande tifoso, anche abbastanza in sofferenza per i destini della mia Roma. Ma con tutto il rispetto, tra accompagnare mio figlio allo stadio e portarlo a scuola, preferisco la seconda. Deve fare la quinta elementare e voglio che la faccia in presenza, come tutti gli studenti”.

Movida e spiaggia, “chi porta il virus a casa fa danni”

Il ministro Speranza ha anche ribadito la necessità di alzare la soglia dell’attenzione, soprattutto ai ragazzi, anche “sul metro di distanza nei treni o sulla movida“. Un’attenzione che ha “la scuola come obiettivo di fondo. Ai giovani non chiediamo di non uscire di casa, chiediamo solo di indossare le mascherine, lavarsi le mani, stare a distanza ed evitare assembramenti. Una cosa compatibile con il godersi l’estate”.

“L’età media dei contagiati – ha aggiunto – sta drammaticamente scendendo sotto i 40 anni. È normale che i più giovani si sentano più forti, ma chi porta il virus a casa rischia di fare danni veri alle persone fragili”.

La previsione di Speranza per l’autunno

Per quel che riguarda il prossimo futuro, Speranza ha detto che il prossimo autunno sarà “un autunno di resistenza, perché il virus non è scomparso e, in attesa di cure più certe e dei vaccini, dobbiamo continuare a gestire il rischio. È chiaro che i mesi autunnali mi preoccupano di più”. Anche se “l’Italia è messa meglio di altri Paesi, non essere preoccupati sarebbe da sconsiderati, nulla può essere dato per scontato”.

L’allarme nasce dai numeri. La Francia conta quasi 2.500 casi al giorno, la Spagna è intorno ai 2.000, la Germania ha superato stabilmente i 1.000 casi.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-08-2020 08:24

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
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