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Covid, pubblicati i verbali segreti del governo: cosa è emerso

Sono disponibili i cinque verbali del Cts sul coronavirus alla base dei Dpcm: cosa contengono i documenti segreti

Sono stati pubblicati i verbali segreti del governo sull’emergenza coronavirus. Sul sito della Fondazione Einaudi, infatti, sono disponibili i documenti del Cts alla base dei Dpcm che erano stati secretati. I verbali segreti sul coronavirus erano stati inviati ieri sera agli avvocati Rocco Todero, Andrea Pruiti ed Enzo Palumbo direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020. Si tratta, come si legge sul sito della Fondazione Einaudi, di oltre 200 pagine.

L’appello per la desecretazione dei verbali era stato lanciato dal presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, ma non solo. Da giorni, infatti, le opposizioni e il Copasir chiedevano di visionare i documenti e renderli pubblici.

Verbale 28 febbraio: le misure per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

Nel primo verbale del Cts, quello del 28 febbraio, si legge: “Le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentano…una situazione epidemiologica complessa attesa la circolazione del virus, tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate, opportunamente riviste”.

Si tratta di un documento risalente a una settimana dopo l’individuazione del paziente uno a Codogno, dove si suggeriva al governo di attuare una serie di misure più restrittive per le tre regioni dove il coronavirus si stava maggiormente diffondendo.

Il governo, dieci giorni dopo la riunione del Cts, adottò la misura del lockdown per la Lombardia e altre 14 province in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

Verbale 1 marzo, i documenti segreti: stop ad abbracci e strette di mano

Uno dei documenti resi noti riguarda il verbale del Comitato Tecnico Scientifico dello scorso 1 marzo in seguito alle riunioni tenute dopo l’esplosione del coronavirus in Italia: “Il Cts esprime la raccomandazione generale che la popolazione – si legge nel documento desecretata -, per tutta la durata dell’emergenza, debba evitare, nei rapporti interpersonali, strette di mano e abbracci“.

A seguito di queste raccomandazioni, il 9 marzo il premier Giuseppe Conte avrebbe annunciato il lockdown.

Verbale 7 marzo, misure rigorose “solo in alcune zone”

Tra le rivelazioni contenute nel verbale del 7 marzo, il Cts ha individuato “le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all’intero territorio nazionale, nelle seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti”.

Il giorno successivo alla riunione del Comitato tecnico scientifico, l’8 marzo, il premier Giuseppe Conte ha annunciato il Dpcm con il quale si dispone, come suggerito dagli esperti, misure più stringenti per la Lombardia e altre 14 province (oltre a quelle individuate dal Cts si aggiungono anche Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli). Il 9 marzo, invece, arriva la chiusura totale di tutta Italia.

Verbale 30 marzo, il decalogo per i bambini

Nel verbale del Cts risalente al 30 marzo scorso, il Comitato Tecnico Scientifico aveva proposto un decalogo per i bambini durante il lockdown. Nel paragrafo “raccomandazioni per bambini”, infatti, si parte dall’organizzazione della giornata fino ad arrivare all’insegnamento di hobby o attività motorie.

Ad esempio, nel punto numero 2 si consiglia di “evitare di tenere sempre accesa la televisione e/o la radio, ma selezionare, ogni giorno, cosa vedere (importante evitare che si tratti sempre di coronavirus).

Raccomandata l’attività all’aperto mantenendo le distanze ed evitando assembramenti, ma anche la possibilità di ritagliare uno spazio della giornata in cui “ogni componente del nucleo familiare racconta qualcosa a turno”.

Questa la giornata tipo per i bambini: “Sveglia, bagno, colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, attività domestiche, attività ‘scolastiche’, contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, zii, cugini), pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine, attività libera (televisione, computer, ecc), attività ‘scolastiche’, merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), uscita di casa (dal cortile, alla spesa), attività ludico/ricreativa (hobby), cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, a letto (lettura e/o favola)”.

VIRGILIO NOTIZIE | 06-08-2020 13:26

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
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