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"Rinviamo il richiamo, più dosi per tutti": proposta di Remuzzi

Per Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Negri di Bergamo, la lotta contro il tempo richiede la revisione della politica del richiamo del vaccino

Grazie a delle siringhe di precisione, da una fiala del vaccino PfizerBioNTech è possibile ricavare 6 dosi invece di 5. All’orizzonte, anche l’approvazione di nuovi vaccini come quello di AstraZeneca. Nonostante questi passi avanti, però, il direttore dell’Istituto Negri di Bergamo, Giuseppe Remuzzi, lancia un allarme ai microfoni del Corriere della Sera: “L’attuale produzione dei vaccini non basterà, si deve rinviare il richiamo a 120 giorni”.

“Due dosi ravvicinate non bastano per tutti”: allarme di Remuzzi

Giuseppe Remuzzi ha sottolineato come la soluzione alla pandemia non sia la divisione in zone o il lockdown, ma ovviamente il vaccino. Si tratta di una corsa contro il tempo: “Stiamo vaccinando 400 mila persone alla settimana. Immaginiamo pure di arrivare a 700 mila. Non basta“.

L’Italia è uno dei Paesi più veloci a vaccinare, almeno in Europa, ma secondo Remuzzi “se dovesse succedere quello che sta accadendo in Inghilterra o Germania rischieremmo 1.000 morti al giorno”.

L’obiettivo per essere tranquilli è raggiungere quota 50 milioni di vaccinati entro aprile, “ma è utopico, anche se abbiamo il dovere di credere che sia possibile”.

La proposta lanciata dall’esperto è: “Meglio vaccinare un grande numero di persone con una dose singola che un piccolo campione con due dosi. Si può ipotizzare di non fare il richiamo prima che siano passati 120 giorni”.

Non c’è evidenza che fare il richiamo subito o dopo qualche mese sia diverso – ha detto Remuzzi -. A mio parere, quando si partirà con una vera e propria campagna vaccinale, sarebbe meglio aspettare 120 giorni per la seconda puntura”.

Remuzzi lancia la proposta: “Usare il Mes per produrre un vaccino italiano”

L’altro problema, secondo Remuzzi, è relativo alla produzione del vaccino: “Pfizer ha già detto che non ce la fa a coprire il fabbisogno, bisognerebbe estendere l’accordo che AstraZeneca ha fatto con Serum Institute of India ad altre compagnie, e mettere insieme tutti i siti produttivi del mondo, affidando il piano all’Oms“.

“Mi chiedo – ha aggiunto -: ma in questa discussione sul Mes non si trovano 2-3 miliardi da destinare a un sito italiano capace di produrre i vaccini?”.

Questo perché, a detta di Remuzzi, “essere solo finanziatori e acquirenti ci mette in una posizione di debolezza rispetto agli altri. Non riusciamo a contribuire. Se gli altri Paesi fossero come noi, non ci sarebbe alcuna disponibilità di vaccini”.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-01-2021 10:10

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