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Processo Ciro Grillo, scontro su una vecchia chat: le minacce al preside della scuola e alle due figlie

Ciro Grillo: perché a processo sono emersi fatti che riguardano la sua esperienza in una scuola della Nuova Zelanda

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Nelle scorse ore, nel tribunale di Tempio Pausania, c’è stata la prima udienza importante del processo che vede imputati Ciro Grillo e i suoi tre amici genovesi Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Due ragazze – sempre nominate con i nomi di fantasia Silvia e Roberta — accusano i ragazzi di violenza sessuale di gruppo. Davanti ai giudici, il 21 settembre 2022, c’è stata la testimonianza di Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo e madre di Ciro.

Il presunto stupro riguarda i fatti della mattina del 17 luglio del 2019. Quel giorno, Tadjik era nella casa accanto a quella in cui c’era il figlio con gli amici. Finestre aperte e nessun rumore sospetto, ha sempre dichiarato la moglie di Grillo. In sua compagnia c’era anche un’amica Maria Cristina Stasia, altra persona presente nell’elenco dei testimoni della prima udienza cruciale. Le domande più insistenti fatte a Tadjik hanno però riguardato un altro caso, risalente all’agosto 2017.

Ciro Grillo e l’episodio di Aukland

Dario Romano, dello studio di Giulia Bongiorno (legale di Silvia), ha posto particolare attenzione su una chat fra Tadjik e suo figlio Ciro, come rivela Il Corriere della Sera. La conversazione è agli atti e al suo interno ci sono dei rimproveri duri della mamma al ragazzo, che, in quel momento, si trovava in Nuova Zelanda. Ciro era infatti in vacanza-studio in una scuola di Auckland. Scuola che a un certo punto lo ha voluto espellere in quanto il vicepreside aveva trovato alcune affermazioni del giovane gravi.

Processo Ciro Grillo.Fonte foto: ANSA

Ciro aveva detto a un compagno di studi che avrebbe dato volentieri due schiaffi al vicepreside, aggiungendo che “ha due figlie che mi scop****”. Un’insegnante aveva udito tale dialogo e riportato la questione ai vertici dell’istituto. Il fatto si era tradotto in un procedimento disciplinare.

Il ritorno in Italia del figlio di Beppe Grillo e i rimproveri della madre

Alla fine, sempre secondo quanto riferito dal Corsera, prima che l’espulsione fosse applicata con la forza e con il coinvolgimento della polizia (perché Ciro voleva opporsi), il ragazzo si convinse a tornare in Italia e la vicenda non ebbe altri strascichi. La madre di Ciro, però, fu sdegnata e al figlio scrisse: “Il tuo è tipico atteggiamento del teppistello”. E ancora: “Non credere di arrivare e di ricominciare con i tuoi ritardi a scuola, non ti permetterò di rovinare la tua e la mia vita”.

Scontro tra legali

Ma cosa c’entra quella chat e i fatti di Aukland con il processo di Tempio Pausania? Secondo l’avvocato Romano ci sono dei collegamenti. Il legale ha definito “tentata violenza sessuale” la frase di Ciro Grillo sulle figlie del preside. “Non scherziamo”, la replica dei legali del giovane, Enrico Grillo e Andrea Vernazza. “Se fosse così dovrebbero indagare quasi tutta la popolazione maschile. È un modo di dire poco elegante ma non indica certo la propensione alla violenza sessuale”, hanno aggiunto gli avvocati.

Secondo Romano, invece, le domande a Parvin Tadjik hanno portato a galla una contraddizione. Quale? Inizialmente la moglie di Beppe Grillo ha negato che i fatti della Nuova Zelanda avessero a che fare con qualche riferimento alla sfera sessuale. Hanno “cristallizzato la prova di un precedente sul quale c’è molto da riflettere”, ha scandito l’avvocato Romano.

madre-ciro-grillo Fonte foto: ANSA
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