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Mesina condannato a 30 anni in via definitiva, ma è in fuga

Graziano Mesina, condannato ieri in via definitiva a 30 anni, è irreperibile

Irreperibile. Graziano Mesina, l’ex primula rossa del Supramonte, condannato ieri in via definitiva a 30 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, non si trova. Ieri notte i carabinieri, dopo la sentenza della Cassazione, si sono presentati alla porta della sua abitazione ad Orgosolo per condurlo in carcere. Mesina, però, non c’era. Per la prima volta dopo un anno, nel pomeriggio, ha saltato l’obbligo di firma. Lo rende noto l’Ansa.

Mesina non ha un telefono e non è rintracciabile. Nel 2004 gli era stata concessa la grazia dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, per poi tornare in carcere nel 2013 con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Si è sempre proclamato innocente.

Scarcerato dopo la condanna in appello per decorrenza dei termini, secondo la Dda di Cagliari sarebbe stato a capo di due gruppi criminali attivi in punti geografici della Sardegna per coprire l’approvvigionamento di vari tipi di droga, con base in queste due zone dell’isola.

Con il rigetto del ricorso decade in via definitiva la grazia concessa a suo tempo dal presidente della Repubblica.

Arrestato per la prima volta nel 1956, a soli 14 anni, per porto abusivo di pistola e oltraggio a pubblico ufficiale, ha trascorso in carcere circa 40 dei suoi 71 anni di vita.

Diversi personaggi pubblici si sono occupati di lui. Indro Montanelli è stato tra i primi a battersi perché gli fosse concessa la grazia.

Uscito nel 2004 dal carcere di Voghera dopo la concessione della grazia, era diventato una guida turistica nella Barbagia, nell’Ogliastra e nel Supramonte, nascondigli inespugnabili durante la latitanza.

Lo scorso marzo gli venne rubata un Porsche: quando i ladri scoprirono a chi appartenesse, lo restituirono con tanto di scuse.

Le parole dei legali di Mesina: “Non ce lo aspettavamo”

Maria Luisa Vernier e Beatrice Goddi, legali di Graziano Mesina, sono rimaste spiazzate dalla fuga del loro assistito. La Goddi non commenta l’irreperibilità dell’ex primula rossa, bensì la sentenza: “Non ci aspettavamo il rigetto del ricorso perché c’erano dei punti relativi alla competenza territoriale su cui noi puntavamo. Il reato più grave era l’associazione a delinquere relativa a Orosolo e il giudice competente per il procedimento doveva essere quello di Nuoro, per questo pensavamo di spuntarla. Anche Mesina era ottimista e attendeva la sentenza serenamente”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-07-2020 09:57

primula-rossa-mesina-carcere-fuga-ultime-notizie Fonte foto: Ansa
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