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Nozze rinviate due volte, sposi chiedono risarcimento a De Luca

Una coppia costretta a rinviare le nozze due volte, l'ultima a pochi giorni dal 'sì' dopo l'ordinanza di De Luca: "Gli chiederemo il risarcimento"

Tra i tanti danni collaterali del coronavirus, anche le limitazioni ai ricevimenti. Luisa Casillo, originaria di San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli, ha raccontato la sua storia, in lacrime, alla Repubblica: è stata costretta a far slittare il matrimonio, previsto lo scorso giugno, a inizio ottobre. Avvertiti tutti e 150 gli invitati, dovrà però alzare nuovamente il telefono: la nuova ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vieta le cerimonie con oltre 20 persone. “Devo rinviare per la seconda volta – ha detto – non ho il coraggio, sono scioccata”. E medita di inoltrare la richiesta di un risarcimento, con tanto di confetti, al governatore.

Sposi costretti a rinviare due volte le nozze: cosa dice la nuova ordinanza di De Luca

Nel mirino dei due futuri sposi c’è l’ordinanza numero 75 della Regione Campania, firmata da Vincenzo De Luca: secondo il documento, infatti, i ricevimenti organizzati e previsti dal 1° ottobre sono consentiti nel limite massimo di 20 partecipanti.

Per quelli già organizzati e previsti entro il 4 ottobre, invece, nessun limite numerico. Purtroppo per Luisa Casillo e il suo compagno, la seconda data scelta per le nozze è successiva a quella indicata dall’ordinanza della Regione Campania.

Nozze rinviate due volte, il racconto della coppia

“Dovevo sposarmi lo scorso giugno, era tutto pronto – ha spiegato Luisa Casillo -. Poi è arrivato il Covid e sono entrata in un incubo“.

La donna ha raccontato di aver deciso di rimandare il matrimonio, due settimane prima della data prescelta, facendolo slittare a ottobre, “chiamando uno per uno i miei 150 invitati. Non è stato facile”.

Adesso, quando mancano “5 giorni dalla data tanto attesa, mi ritrovo di nuovo nelle stesse condizioni. Devo rinviare per la seconda volta, non ho il coraggio. Sono scioccata“.

La Casillo ha elencato le varie spese già affrontate: “Ho ritirato l’abito, ho pagato caparre consistenti praticamente a tutti, dal locale del ricevimento a Massalubrense al fioraio, alle bomboniere già pronte, perfino l’abito da sposa ho ritirato due giorni fa. Ho pagato i fornitori e li ho bloccati, chi mi risarcirà? Il mio fidanzato è sconvolto quanto me. Ho 30 chili di confetti pronti, medito di spedirli a De Luca, con la richiesta di risarcimento“.

“Una nuova data? Sto pensando di rinunciare – ha concluso sconfortata -: il matrimonio si può annullare fino ad un mese prima, non certo 5 giorni prima senza accollarsi le spese”.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-10-2020 09:28

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