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Migranti, Lamorgese: "Riforma della cittadinanza è strategica"

La ministra dell'Interno Lamorgese ha parlato del tema dei migranti e delle modifiche ai decreti sicurezza del precedente governo

L’obiettivo della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è arrivare, appena l’emergenza Covid-19 lo consentirà, a una ripresa dei flussi regolari dei migranti, anche perché è il modo più efficace per sottrarre tante persone allo sfruttamento dei trafficanti di esseri umani. Lo ha detto in un’intervista ad Avvenire, ricordando che si è cercato “di non perdere mai di vista due parametri di riferimento fondamentali in tema di immigrazione: la dignità delle persone che vengono accolte e la sicurezza delle comunità che accolgono”.

Lamorgese ha spiegato che ci si è mossi tra queste due sponde “per rimodulare le norme dei decreti 112 del 2018 e 53 del 2019 che, negli ultimi due anni, hanno sostanzialmente desertificato il sistema di accoglienza diffuso nei territori, finendo così per alimentare un esercito di ‘fantasmi’ senza volto e senza identità”.

È stato ridisegnato un Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) capillare, “diffuso in piccoli centri presenti in tutte le regioni, in cui gli immigrati hanno un nome, i documenti, un domicilio certo e magari anche la possibilità di essere impiegati regolarmente o di essere reclutati per lavori socialmente utili”.

Il valore aggiunto “di questo decreto sta nel fatto che interviene con il bisturi, e non con l’accetta, sul nodo della protezione umanitaria, che va affrontato nel rispetto degli obblighi internazionali assunti dal nostro Paese”.

Secondo la ministra inoltre una riforma della cittadinanza è “un tema strategico per il Paese”. Deve maturare in Parlamento e necessita di un’ampia maggioranza per poter produrre una legge condivisa e duratura. “I tanti ragazzi e giovani nati da genitori stranieri residenti da tempo in Italia, e che frequentano le nostre scuole hanno diritto ad avere una risposta dalla politica, sentendosi già parte della nostra comunità”, ha detto Lamorgese.

Coronavirus, regole e migranti

Intervenendo poi al Caffè della domenica a Radio24, la ministra dell’Interno ha parlato dell’attuale situazione Covid: “Il momento è difficile, le forze di polizia hanno già dimostrato grande capacita di controllo, responsabilità e umanità. Ieri ho fatto un giro a Milano, guardavo i bar all’aperto, i tavolini erano molto ravvicinati, serve un senso di responsabilità anche da parte degli esercenti, dei bar e dei servizi commerciali”.

“È una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme, anche i titolari devono prestare la giusta attenzione al rispetto delle regole che saranno comunque oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine”, ha aggiunto Lamorgese.

“Non sono i migranti a portare il Covid, i numeri – ha detto Lamorgese – non sono preoccupanti in relazione ai dati generali sul territorio italiano”.

“Abbiamo inviato militari in Sicilia non per il Covid ma perché gli arrivi erano tanti e la Sicilia sopportava un peso notevolissimo. Dagli ultimi dati provenienti dalle strutture di prima accoglienza sappiamo che delle 56 mila persone presenti solo il 2,7% è positivo. L’attenzione del Governo è comunque costante, facciamo tamponi agli arrivi e abbiamo predisposto navi per le quarantene”.

VIRGILIO NOTIZIE | 11-10-2020 11:31

lamorgese Fonte foto: Ansa
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