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Covid, scende Rt: quando finisce la seconda ondata, parla Merler

L'epidemiologo Stefano Merler ha spiegato quando l'indice di contagio Rt dovrebbe scendere sotto la soglia critica dell'1

Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento, è l’epidemiologo che si occupa di elaborare i dati sulla diffusione del coronavirus per conto del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità. È considerato l’uomo che ha previsto l’andamento della pandemia già da febbraio. Al Corriere della Sera ha spiegato cosa ci aspetta nel prossimo periodo e perché la situazione potrebbe presto volgere in positivo.

“L’indice Rt è lo strumento fondamentale per dirci cosa succederà nelle prossime settimane, dal momento che misura l’indice di trasmissibilità del coronavirus. I dati raccolti in emergenza possono essere incompleti e contenere errori. Senza dolo. Ma l’Rt è più che affidabile perché basato sui casi sintomatici, di cui abbiamo informazioni complete per il 95% dei pazienti, contro il 30% della Germania”, ha dichiarato l’esperto.

“Al 3 novembre, ultimo valore comunicato, era a 1,43. Il 20 novembre sarà annunciato quello dell’11 novembre. L’altro dato importante è l’incidenza di casi al giorno. In Italia siamo intorno a 34 mila”, ha spiegato ancora Stefano Merler.

“Per capire come siamo messi dobbiamo valutare insieme questi due parametri: è evidente che se il numero assoluto di contagiati è elevato, anche se l’Rt scende, comunque resta un’ampia fascia della popolazione che va avanti a infettare. Poi ci sono tanti altri parametri importanti che vanno considerati, come per esempio l’occupazione dei posti letto“, ha chiarito il matematico.

Riguardo la situazione attuale, c’è una “buona notizia“. Infatti “l’Rt è in discesa. Il 26 ottobre era a 1,5, il 23 ottobre a 1,7. La sua decrescita è iniziata intorno al 20 ottobre, quando è stato raggiunto il picco di trasmissione, almeno per il momento, di questa seconda ondata, con un Rt di 1,8 a livello nazionale, anche più alto in alcune regioni. Ora è 1,43”.

“In mezzo ci sono tre Dpcm del premier Giuseppe Conte e le ordinanze regionali di contenimento del coronavirus. Finché l’Rt non torna sotto l’1, in ogni caso, l’epidemia non è sotto controllo. E in contemporanea deve abbassarsi anche il numero assoluto di casi, che idealmente non deve essere superiore a 5 mila o 10 mila al giorno, anche per permettere al contact tracing di tenere sotto controllo i focolai, come quest’estate”, ha dichiarato l’esperto al Corriere della Sera.

“La velocità con cui l’Rt sta diminuendo è simile a quella che abbiamo visto con il lockdown dell’11 marzo. Noi lì abbiamo calcolato che da 3 è sceso a 0,75 in 21 giorni. Vuol dire che è diminuito a una velocità superiore a 0,1 al giorno. Verosimilmente, dunque, l’Rt può tornare sotto l’1 velocemente, speriamo già nei prossimi giorni. È possibile perfino che sia già sceso sotto il valore-soglia, poiché viene aggiornato con qualche giorno di ritardo”, ha spiegato Stefano Merler.

Tuttavia “al momento non so quando i casi possono scendere ai valori più accettabili di 5 mila o 10 mila. Questo ovviamente è legato solo ed esclusivamente alle misure di contenimento del coronavirus che non spetta a me decidere, anche perché devono tenere conto anche degli aspetti di impatto economico e al grado di accettazione da parte della popolazione”, ha chiarito il matematico.

Senza misure di contenimento, “ogni infetto arriva a contagiarne altri tre. Purtroppo, poi, le persone possono trasmettere la malattia prima di avere i sintomi: e questo l’abbiamo capito fin dall’inizio perché il tempo che passa tra quando io mi infetto e sviluppo i sintomi è in media di 5 giorni, ed è tra 2 e 12 giorni il periodo di tempo tra quando io mi infetto e infetto un’altra persona”.

“Questo è quello che rende il Covid, per esempio a differenza della Sars, difficile da controllare. La terza cosa che abbiamo visto è la cattiveria del virus: su 100 casi rilevati, circa 15 necessitano di ospedalizzazione e 2 finiscono in terapia intensiva”, ha sottolineato Stefano Merler.

“Con un Rt pari a 2, il tasso di ricoveri e di malati in terapia intensiva raddoppia ogni 7 giorni. Con un Rt pari a 1 resta costante”, ha concluso il medico. Secondo quanto dichiarato al Corriere della Sera, per uscire dalla seconda ondata sarà dunque necessario arrivare a un indice Rt sotto l’1 e far scendere i contagi a non più di 5 mila o 10 mila al giorno.

VIRGILIO NOTIZIE | 19-11-2020 08:53

Coronavirus, il rapporto Agenas sui posti occupati in ospedale Fonte foto: Ansa
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