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Pregliasco: "Emergenza quasi finita". Galli invoca altre chiusure

L'andamento dell'epidemia di coronavirus in Italia sta seguendo un corso difficile da prevedere. Il punto di Pregliasco e Galli

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

L’ultimo bollettino del ministero della Salute sull’emergenza coronavirus ha registrato un calo di nuovi casi rispetto al giorno precedente, a fronte però di un aumento della percentuale di positivi su test effettuati. L’epidemia in Italia sembra seguire un corso difficile da interpretare, ma il professor Fabrizio Pregliasco ha commentato con un velo di ottimismo: “La curva è in crescita ma è lineare, il picco potrebbe arrivare tra 7 giorni. L’emergenza negli ospedali non è scavallata ma quasi, siamo nella fase di picco”, ha detto a Sky Tg24.

Quando vedremo un rallentamento dei ricoveri

Di diverso avviso il prof. Massimo Galli, direttore di Malattie infettive al Sacco di Milano, che in un’intervista al Messaggero ha dichiarato: “Ciò che succederà nei prossimi 15 giorni, in termini di ricoveri e sofferenza degli ospedali, è inevitabile. I segnali di flessione dei contagi ci sono, flebili. Ma gli effetti su una minore pressione sugli ospedali li vedremo, eventualmente, più avanti”.

La pressione sulle strutture sanitarie è quindi destinata ad aumentare, secondo Galli: “Il rallentamento dei ricoveri lo vedremo solo quando ci sarà una riduzione delle infezioni. Quello che stiamo temendo nei prossimi 15 giorni, invece, è già in cammino. Da questo punto di vista, non ci possiamo fare nulla, non è arrestabile, i ricoveri che avremmo sono effetto di contagi già avvenuti”.

Galli ha riflettuto sugli elementi che hanno scatenato la seconda ondata: “Era il 14 settembre. Pensai: non ci sono garanzie per i trasporti, le persone che si ammassano per la movida, riaprono le scuole e ci saranno le elezioni. Mi sono detto: la probabilità di non avere una seconda ondata pesantissima, è remota. Perché ci siamo ricacciati in questo guaio?“.

Cosa succederà se i casi non dovessero diminuire

Qualora nelle prossime due settimane non dovesse verificarsi una sperata diminuzione dei casi, per Galli non ci sono alternative: “Stiamo inseguendo questo virus da mesi. Dovremo intensificare l’inseguimento con ulteriori soluzioni per i ricoveri, per i Covid hotel. E dovremo prendere atto alla necessità di altre chiusure“.

Per Galli sono due le grandi battaglia che si devono combattere in Italia: “La prima è la capacità di potenziare davvero un’assistenza domiciliare tale da ridurre la pressione sugli ospedali”.

L’altra invece riguarderà la capacità di screening alle prossime riaperture e si potrà vincere con “una diagnostica precisa e veloce. I test salivari ‘fai-da-te’ sono una importante opportunità. Aziende e scuole devono avere la possibilità di fare diagnosi precocissime, test frequenti. Se riapriamo, non dobbiamo commettere i vecchi errori”, ha concluso Galli.

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