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Arcuri, accusa di peculato per le mascherine cinesi: la replica

L'ex commissario Domenico Arcuri sarebbe finito di nuovo nel registro degli indagati con l'accusa di peculato per l'indagine sulle mascherine cinesi

Domenico Arcuri, ex commissario straordinario della Protezione Civile per l’emergenza coronavirus, sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Roma. Il nuovo capo di accusa sarebbe quello di peculato, in riferimento all’indagine su una maxi fornitura di mascherine cinesi da 1,25 miliardi di euro. Lo ha anticipato il quotidiano La Verità.

”In merito a quanto riportato questa mattina da La Verità circa l’indagine sulle mascherine, l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri comunica di non avere notizia di quanto riportato dal suddetto quotidiano”, si legge in una nota diffusa dalla società statale di cui l’ex commissario è amministratore delegato.

”Il dottor Arcuri, nonché la struttura già preposta alla gestione dell’emergenza, continueranno, come da inizio indagine, a collaborare con le autorità inquirenti nonché a fornire loro ogni informazione utile allo svolgimento delle indagini”, conclude la nota riportata da Adnkronos.

Lo scorso 24 febbraio, per l’arrivo in Italia di un lotto di dispositivi senza certificazione, c’erano già stati un arresto e quattro misure interdittive con il divieto temporaneo dell’esercizio di attività di impresa e del divieto di ricoprire incarichi o uffici direttivi in persone giuridiche e imprese.

L’ex commissario Domenico Arcuri accusato di peculato e corruzione

La Procura capitolina, riporta La Verità, avrebbe aggiunto alle indagini sul commissario il reato di peculato, ovvero la appropriazione indebita di denaro o di un altro bene appartenente ad altri commessa da un pubblico ufficiale, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione.

Per questa accusa è stata richiesta l’archivazione perché Domenico Arcuri non sarebbe stato consapevole degli illeciti. L’istanza non è ancora stata accolta dal giudice per le indagini preliminari.

Anche il vice di Domenico Arcuri accusato di peculato e corruzione

Le stesse accuse di peculato e corruzione, fa sapere La Verità, ricadrebbero anche su Antonio Fabbrocini, all’epoca vice del commissario commissario e unico responsabile della trattativa per l’acquisto di più di 800 milioni di mascherine da tre consorzi della Cina.

Domenico Arcuri bocciato dal governo Draghi: cosa è successo

Tra le varie vicende legate alle forniture di mascherine provenienti dalla Cina, anche le telefonate tra imprenditori italiani e lo stesso commissario, rese pubbliche dal programma Le Iene, in cui Domenico Arcuri non avrebbe accettato proposte provenienti dal nostro Paese, spiegandone poi i motivi.

A inizio marzo Domenico Arcuri, dopo il caos per le forniture dei vaccini e, appunto, l’apertura dell’inchiesta sulle mascherine, è stato sostituito dal generale Francesco Paolo Figliuolo dal neonato governo Draghi.

Quello che è stato visto come un segnala di discontinuità politico rispetto all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, avrebbe avuto quindi la doppia funzione di allontanare dalle istituzioni Domenico Arcuri, già criticato per i presunti errori commessi nella gestione dell’emergenza santaria innescata dalla pandemia di Covid.

 

VirgilioNotizie | 11-04-2021 13:45

Nuove indicazioni sulle mascherine. Attenzione a questi dettagli Fonte foto: ANSA
Nuove indicazioni sulle mascherine. Attenzione a questi dettagli
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