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Murgia contro Figliuolo: "È lo Stato che dichiara fallimento"

La scrittrice Michela Murgia ha criticato aspramente la scelta del generale Figliuolo di indossare la divisa nelle apparizioni pubbliche

La scrittrice e conduttrice Michela Murgia è finita di nuovo al centro delle polemiche per le esternazioni fatte a Dimartedì, il programma di approfondimento politico condotto da Giovanni Floris. In trasmissione, parlando del generale Paolo Figliuolo, commissario straordinario per il piano vaccinale, ha dichiarato che “gli unici uomini che ho visto in divisa davanti alle telecamere che non fossero poliziotti che stavano dichiarando un arresto importante, sono i dittatori negli altri Paesi”. L’autrice sarda ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui ha fatto chiarezza.

“Non volevo assolutamente essere provocatoria. Floris mi ha chiesto di interpretare semiologicamente le frasi del generale. E io ho semplicemente detto che era un linguaggio da guerra. Che quel linguaggio non mi rasserena. E che affidare le vaccinazioni a un generale che veste la divisa è un forte atto simbolico”, ha dichiarato.

“So bene che questi termini bellicistici vengono usati spesso in medicina. Chiunque abbia avuto a che fare con un cancro, ha sentito continuamente dire che bisogna battere il male, che l’organismo vincerà, che si sta combattendo. Ebbene, tutta questa terminologia che ti sbatte in trincea, non aiuta. No, non ti rasserena affatto”, ha continuato Michela Murgia.

Riguardo il clima di guerra, “non mi dimentico che un anno fa, quando eravamo tutti chiusi in casa per il lockdown, inseguivano i podisti con i droni. Si è visto un elicottero correre dietro un tizio sulla spiaggia. Nelle strade c’erano solo divise. E si è arrivati alle pattuglie di militari che controllavano le buste della spesa, per vedere se c’erano fondati motivi per uscire di casa. Siamo stati tutti militarizzati con una invasione della nostra privacy”.

“Io rispetto i soldati”, ha sottolineato la scrittrice. “Danno lustro all’Italia nelle missioni all’estero e un contributo essenziale nelle emergenze di Protezione civile. Ma io ho sollevato una questione che mi pare persino ovvia, e mi stupisco dello stupore. Mi sorprende di essere sola io a dirlo. Se uno Stato si affida ai militari per delle funzioni civili, significa che dichiara fallimento”.

“Mettere lì un generale in divisa vuol dire che Mario Draghi ci manda un messaggio. ‘Visto che la situazione è caotica, vi metto il massimo del disciplinato e del disciplinante. Un generale’. E quando sento tanti che si dicono più rassicurati da un generale, vuol dire che hanno talmente poca fiducia nella politica, che per loro chiunque è meglio, anche un militare. Non mi meraviglia però se quelli di destra mi strumentalizzano. Salvini, poi, si sa che ama le divise. Le metteva anche quando non poteva”, ha dichiarato.

“Sono inca*****ssima. Io dico cose ovvie, e subito la destra insorge chiedendo di far chiudere la bocca a una scrittrice che fa il suo lavoro, cioè interpreta i linguaggi. Non mi pare normale, poi, che mi rispondano tre segretari di partito e una sottosegretaria”, ha denunciato sulle pagine de La Stampa.

“Io penso di aver detto cose perfino ovvie” su Figliuolo, ha ribadito Michela Murgia. “Non si affida a un generale la gestione di cose civili, quali le vaccinazioni. Non mi risulta che sia successo in nessun altro Paese d’Europa o forse del mondo. Per questo ho usato il riferimento alla dittatura, ovvero quando i militari subentrano alla politica. Ripeto, non è una guerra. E i generali lasciamoli in caserma a fare quel che devono fare, la Difesa. Guardi, se avessimo per premier un medico, e quello si presentasse con il camice bianco, direi lo stesso. È una forzatura del sintagma. Ma mentre lo dico, so già che i leghisti non capiranno“.

VirgilioNotizie | 09-04-2021 12:20

Qual è il vaccino giusto in base alla fascia d'età: il piano Fonte foto: ANSA
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