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Figlio del boss testimonial di una boutique, polemiche infinite

Per alcuni iniziativa imbarazzante, la difesa del titolare del negozio

Dopo il continuo clamore per il matrimonio di Tina Rispoli e Tony Colombo un’altra polemica investe la zona di Napoli ed i presunti legami del tessuto sociale con la criminalità organizzata. Sta suscitando diverse proteste l’idea di una boutique del quartiere Vomero che avrebbe scelto il figlio di un boss come testimonial dei propri prodotti.

Walter Schmitt, titolare della boutique in via Niutta al Vomero ha postato sul suo profilo Instagram alcune foto che ritraggono Diego Cimmino (figlio di Luigi Cimmino, che informative e sentenze passate in giudicato indicano come il boss della zona collinare tra il Vomero e Arenella) mentre indossa i capi di abbigliamento in vendita.

Episodio, per coloro che ne hanno denunciato il caso sui social e successivamente ai media, reso ancor più grave dal fatto che Schmitt, di recente sarebbe stato eletto presidente di Confcommercio Imprese Collinari, sezione di Confcommercio Campania per i quartieri Vomero e Arenella.

Da sottolineare subito che, a differenza del padre, Diego Cimmino non ha alcun precedente penale, non è mai stato coinvolto in nessun procedimento e non risulta indagato per alcuna cosa riconducibile all’attività della camorra. Pagherebbe, in questo momento, il peso di un cognome scomodo.

Ed è proprio questa la tesi di Walter Schmitt che si è difeso sulle colonne de Il Mattino: “La classica tempesta in un bicchiere d’acqua. Conosco Diego come tanti ragazzi qui al Vomero, da me ha sempre comprato e pagato regolarmente. Non mi risulta sia implicato in nessuna indagine. Sul nostro profilo usiamo pubblicare le foto dei nostri clienti che provano o acquistano i nostri capi d’abbigliamento e questo senza chiedere il casellario giudiziario. Mi spiace che si parli di questa cosa e non delle tante attività e iniziative di beneficenza da noi partorite”.

VIRGILIO NOTIZIE | 25-11-2019 14:57

Andrea Orlando Fonte foto: Ansa
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