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Guerra Israele-Hamas, ultime news di oggi: il premier Netanyahu rifiuta gli ultimatum sugli ostaggi

85esimo giorno di guerra tra Israele e Hamas. Il premier Netanyahu ha fatto intendere che il conflitto potrà andare avanti ancora molti mesi

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

86esimo giorno della guerra fra Israele e Hamas. Il bilancio delle vittime palestinesi dovute al conflitto, in base ai dati forniti dal ministero della Salute di Gaza, è di oltre 21mila morti, di cui almeno 7mila bambini (il rapporto delle Nazioni Unite attesta che il 70% delle persone uccise a Gaza sia composto da donne e bambini) e di oltre 53mila feriti. Allo stesso tempo Israele conta circa 1.150 morti dall’attacco del 7 ottobre, cifra rivista al ribasso.

Nella giornata di ieri, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “Come primo ministro, ho respinto le pressioni internazionali per fermare i combattimenti” nella Striscia di Gaza. Le sue parole sono state riportate da Ynet. “Apprezzo il sostegno americano, che si è dimostrato nell’approvazione data dall’amministrazione Biden a ulteriori forniture di armi all’Idf”, ha aggiunto.

Sempre in una conferenza stampa, lo stesso premier ha affermato che Israele continuerà a combattere “su tutti i fronti” e “per ottenere tale vittoria e raggiungere i nostri obiettivi. Abbiamo bisogno di tempo”. La guerra contro Hamas e di riflesso contro la popolazione palestinese potrebbe continuare mesi.

 

Il racconto della giornata

  1. Cinque brigate israeliane stanno per lasciare Gaza

    L’esercito israeliano avrebbe deciso di riportare indietro cinque brigate che erano impegnate nelle operazioni di terra nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani aggiungendo che il ridispiegamento delle forze avverrà nei prossimi giorni.

  2. Al Jazeera: numero di palestinesi uccisi il più alto dai tempi della Nakba

    Secondo quanto riporta Al Jazeera, il numero di palestinesi uccisi nel 2023 dall’inizio dell’offensiva israeliana è il più alto dai tempi della Nakba (“catastrofe” in arabo), l’esodo dei palestinesi del 1948, quando Israele combatté e vinse una guerra con diversi paesi arabi.

  3. Circa 1,4 milioni di palestinesi sfollati in strutture dell'Unrwa

    Circa 1,4 milioni di palestinesi sfollati a causa degli attacchi israeliani vivono nelle strutture dell’Unrwa (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione) nella Striscia di Gaza. Lo ha detto Juliette Touma, portavoce dell’Unrwa, in un’intervista alla Bbc. “Le strutture a nord si stanno affollando di ora in ora, la gente continua ad arrivare – ha spiegato Touma -. Sono assolutamente piene e quindi le persone hanno iniziato a rifugiarsi in aree esterne a queste strutture, compresi i parchi, all’aperto. Molti dormono nelle loro auto. Le nostre strutture, sì, sono state colpite. Alcune sono state colpite direttamente e, a causa di questi colpi, almeno 300 persone che si erano rifugiate in queste strutture sono rimaste uccise e circa un migliaio sono rimaste ferite”.

  4. Oltre 5.300 abitanti di Gaza gravemente feriti attendono di essere evacuati

    Le autorità della Striscia di Gaza affermano che oltre 5.300 persone gravemente ferite e malate attendono urgentemente di essere evacuate. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) sta organizzando il trasporto delle persone all’estero insieme all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha riferito l’Ocha citando cifre diramate dalle autorità sanitarie di Gaza. Nel nord della Striscia di Gaza è stato possibile ripristinare servizi limitati in alcune strutture sanitarie tra cui gli ospedali Al Ahli Arab e Al Awda e in alcuni studi medici, ha affermato l’Ocha.

  5. Inviato Usa in Libano nei prossimi giorni per mediare sulla guerra

    Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha riferito che l’inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein si recherà in Libano all’inizio del nuovo anno per i colloqui su un eventuale stop delle ostilità tra Hezbollah e Israele. Secondo il quotidiano, vicino a Hezbollah, il piano di Hochstein comprenderebbe negoziati per porre fine agli attacchi dal confine del Libano con Israele e il ritiro israeliano dalla parte settentrionale del villaggio di Reger. Il giornale precisa che i contatti tra i Paesi occidentali con il Libano non si sono fermati, e tutti continuano a mettere in guardia contro l’escalation tra Israele e Hezbollah, con la pressione israeliana sugli Stati Uniti affinché raggiungano una soluzione che consenta ai residenti del nord di tornare alle loro case.

  6. L'Idf: arrestate 16 persone in Cisgiordania

    Almeno 16 persone sono state arrestate dalle forze israeliane in Cisgiordania nel corso di raid notturni dell’Idf. Lo ha affermato in un comunicato il Club dei Prigionieri Palestinesi. I raid hanno avuto luogo in tutta la Cisgiordania, comprese Nablus e Hebron, ha affermato il gruppo per i diritti dei prigionieri. Il numero totale di arresti effettuati dalle forze israeliane dal 7 ottobre ammonta a 4.876, aggiunge la nota.

  7. Donne e bambini nudi detenuti dalle forze israeliane in uno stadio a Gaza

    In  un video che circola sui social, pubblicato su Youtube dal riservista Yosee Gamzoo Letova, è possibile vedere decine di persone detenute dalle forze israeliane in uno stadio nel Nord di Gaza. “Uomini palestinesi, compresi i bambini di 10 anni e gli anziani di età superiore ai 70 anni, sono stati costretti a togliersi tutti i vestiti tranne la biancheria intima e ad allinearsi in modo umiliante di fronte alle donne detenute nello stesso stadio”, ha riportato la Cnn. Nello stadio sono presenti anche molte donne.

  8. L'Idf scopre esplosivi in un parco giochi nel nord di Gaza

    I soldati della 14a Brigata di Riserva dell’Idf hanno scoperto ordigni esplosivi in ​​un parco giochi per bambini collegato a un asilo alla periferia del campo profughi di Shati, nel nord di Gaza. Gli ordigni erano stati preparati prima dell’arrivo previsto dei soldati e sono stati neutralizzati. Lo scrive il Jerusalem Post, aggiungendo che l’esercito israeliano ha identificato nell’operazione quattro terroristi di Hamas che avanzavano verso di loro portando ordigni esplosivi. Un aereo dell’aeronautica israeliana ha contrastato la cellula. Circa mezz’ora dopo, le truppe hanno identificato altri quattro terroristi nella zona, che sono stati successivamente presi di mira in un attacco aereo. Contemporaneamente, un veicolo con terroristi a bordo è stato identificato mentre si avvicinava alle truppe dell’Idf nel sud di Gaza City. Un aereo ha colpito il gruppo, provocando l’eliminazione dei terroristi. Inoltre, un caccia dell’Iaf ha colpito un complesso militare da cui i terroristi di Hamas avevano fatto esplodere un ordigno contro i soldati dell’Idf.

  9. Conte: "L'Italia fa come Ponzio Pilato, a Gaza carneficina"

    “A non troppa distanza da noi ci sono due guerre che stanno mietendo morti e distruzioni. Ogni giorno vengono spezzate nuove vite, anche di donne e bambini. E l’Italia cosa fa? Possibile che il nostro Paese che da millenni è la culla della civiltà giuridica, che sino a poco fa era la più tenace e credibile frontiera del dialogo, sia capace oggi solo di inviare armi in Ucraina o di fare come Ponzio Pilato a Gaza dove è in corso una carneficina di dimensioni epocali? Non è questa la nostra Italia. La nostra Italia è quella in prima fila per costruire percorsi di pace”. Lo dice il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in un videomessaggio postato sui social.

  10. Media: "I raid israeliani hanno distrutto oltre il 70% delle case"

    Gli incessanti bombardamenti israeliani di Gaza che proseguono da quasi tre mesi hanno distrutto il 70% delle case nell’enclave palestinese assediata. Lo scrive al Jazeera, che cita un rapporto del Wall Street Journal, secondo cui circa 300.000 delle 439.000 case sono state distrutte dagli attacchi israeliani. Analizzando le immagini satellitari, il rapporto aggiunge che le 29.000 bombe sganciate sulla Striscia hanno preso di mira aree residenziali, chiese bizantine, ospedali e centri commerciali e tutte le infrastrutture civili sono state danneggiate a tal punto che non possono essere riparate. Un rapporto precedente affermava che più di 200 siti archeologici e del patrimonio culturale erano stati distrutti durante i bombardamenti israeliani, considerati i più distruttivi della storia moderna.

  11. Medioriente, 15 feriti nei raid israeliani in Cisgiordania

    La Mezzaluna Rossa Palestinese afferma che almeno 15 persone sono rimaste ferite nei raid israeliani nella città di Tulkarem e nel campo profughi di Nur Shams in Cisgiordania. Le forze israeliane hanno effettuato un raid anche a Silwan, a Gerusalemme est, scrive su X la Mezzaluna Rossa.

  12. Usa, affondate 3 imbarcazioni Houthi dopo attacco a cargo

    Elicotteri della Marina americana hanno affondato tre imbarcazioni dei ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran che avevano attaccato una nave portacontainer nel Mar Rosso: lo ha reso noto oggi il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli Houthi avevano sparato contro gli elicotteri statunitensi, ha spiegato Centcom in un comunicato, e questi “hanno risposto al fuoco per legittima difesa, affondando tre delle quattro piccole imbarcazioni e uccidendo gli equipaggi”. La quarta imbarcazione è riuscita a fuggire, aggiunge la nota.

  13. Medioriente, sale a 25 bilancio vittime attacchi aerei nella Siria orientale

    Il bilancio delle vittime dei presunti attacchi aerei israeliani di ieri contro le milizie filo-iraniane nella Siria orientale è salito a 25. I raid effettuati sabato hanno preso di mira le postazioni presidiate dalle milizie filo-iraniane nella città siriana di al-Bu Kamal e un convoglio in arrivo dal vicino Iraq, ha affermato l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le vittime includono 20 combattenti stranieri, quattro dei quali del movimento libanese Hezbollah sostenuto dall’Iran, e cinque siriani. Ieri, l’osservatorio con sede in Gran Bretagna aveva affermato che gli attacchi avevano ucciso almeno 19 combattenti. Se confermati, gli attacchi sarebbero i primi da parte di aerei da guerra israeliani nella Siria orientale dallo scoppio della guerra di Gaza il 7 ottobre, ha detto il capo dell’osservatorio, Rami Abdel-Rahman. Secondo l’Osservatorio, che dal 2011 registra le vittime della guerra civile siriana, dallo scoppio della guerra di Gaza Israele ha effettuato 45 attacchi in Siria.

  14. Almeno 10 persone ferite nei raid israeliani a Khan Younis, un palestinese ucciso a Rafah

    Almeno 10 persone sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti dell’artiglieria israeliana che hanno preso di mira una scuola che ospitava sfollati a Khan Younis, nel sud di Gaza. I bombardamenti israeliani del sud di Gaza si sono intensificati nelle ultime settimane, con l’esercito, la marina e l’aeronautica che hanno preso di mira diverse località a Khan Younis e Rafah. Proprio a Rafah, un palestinese è stato ucciso dal fuoco israeliano.

  15. Katz nuovo ministro degli Esteri, sostituisce Cohen

    Israel Katz, un esponente di spicco del Likud, assume l’incarico di ministro degli Esteri di Israele, in sostituzione del suo compagno di partito Eli Cohen. Lo ha deciso oggi il governo che, secondo la radio pubblica Kan, si appresta a chiedere in merito un voto alla Knesset. In base ad accordi interni nel Likud, nel primo anno di governo Cohen ha svolto l’incarico di ministro degli Esteri e Katz quello di ministro dell’Energia e delle infrastrutture. Nei prossimi due anni – che iniziano adesso – Katz sarà agli Esteri e Cohen all’Energia. Nel quarto anno, si scambieranno di nuovo gli incarichi.

  16. Morti e feriti a Gaza nelle ultime 24 ore: i dati

    Fonti mediche di Al Jazeera riferiscono che nelle ultime 24 ore sono stati uccisi 64 palestinesi in attacchi israeliani, mentre i feriti a Gaza sono stati 186.

  17. Fonti GB riferiscono di un nuovo attacco ad una nave al largo dello Yemen

    L’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) riporta la notizia di un nuovo attacco ad una nave a 60 miglia nautiche dal porto di Hodiedah, nel Mar Rosso, davanti allo Yemen. La nave non identificata ha detto di essere stata attaccata da tre piccole imbarcazioni.

  18. Ucciso uno dei fondatori dell'ala militare di Hamas

    Stando a quanto riportato dalla radio militare citando fonti palestinesi, è stato ucciso uno dei fondatori dell’ala militare di Hamas, tale Abdel Fattah Ma’ali. L’ex braccio destro dell’ingegnere Yihia Ayash avrebbe perso la vita in un bombardamento israeliano a Gaza. Ma’ali aveva trascorso lunghi periodi in Siria, Yemen e Sudan. Nel 2006 era tornato a Gaza per unirsi alle Brigate Ezzedin al-Qassam’, il braccio armato di Hamas.

  19. Cacciatorpediniere Usa ha abbattuto due missili di Houthi

    Il Centcom, Comando centrale degli Stati Uniti, fa sapere che il cacciatorpediniere americano Gravely ha abbattuto due missili lanciati nel Mar Rosso dai miliziani yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran. La nave era già intervenuta per soccorrere il cargo Maersk Hangzhou, colpita da un missile partito dallo Yemen.

  20. Il premier Netanyahu: "Rifiutati ultimatum di Hamas su ostaggi"

    Il premier Netanyahu, durante una conferenza stampa, ha fatto sapere che sugli ostaggi “Hamas ha proposto vari tipi di ultimatum che noi non abbiamo accettato”. Se un accordo sarà possibile, ha aggiunto, sarà portato a termine, tuttavia ha sottolineato che sembra esserci una possibilità ma “Non voglio suscitare aspettative esagerate”.

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    La mappa
  22. Nell’86esimo giorno della guerra fra Israele e Hamas, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “Come primo ministro, ho respinto le pressioni internazionali per fermare i combattimenti” nella Striscia di Gaza. Le sue parole sono state riportate da Ynet. “Apprezzo il sostegno americano, che si è dimostrato nell’approvazione data dall’amministrazione Biden a ulteriori forniture di armi all’Idf”, ha aggiunto. Sempre in una conferenza stampa, lo stesso premier ha affermato che Israele continuerà a combattere “su tutti i fronti” e “per ottenere tale vittoria e raggiungere i nostri obiettivi. Abbiamo bisogno di tempo”. La guerra contro Hamas e di riflesso contro la popolazione palestinese potrebbe continuare mesi.

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