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Guerra Israele-Hamas, ultime news di oggi: un ministro di Netanyahu vuole lanciare la bomba atomica su Gaza

La guerra tra Israele e Hamas a Gaza è arrivata al giorno 110, strage di civili: il bilancio di morti e feriti

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Giorno numero 110 della guerra tra Israele e Hamas. Secondo il bollettino aggiornato del ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, dall’inizio dell’offensiva nella Striscia sarebbero 25.490 i morti palestinesi e 63.354 i feriti. Dall’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 il bilancio dei morti in Israele è di 1.200. Il 22 gennaio si è verificato il maggiore numero di morti in una giornata tra la forze armate israeliane: 21 soldati uccisi dal crollo di due edifici causati da un’esplosione vicino a Gaza.

Dopo il no alla proposta di una tregua di due mesi da parte di Tel Aviv, Hamas avrebbe aperto a una trattativa per il rilascio di alcuni ostaggi tra donne e bambini in cambio di “significativa” pausa nei combattimenti. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti egiziane.

Il racconto della giornata

  1. tel-aviv
    Migliaia di persone in piazza a Tel Aviv contro Netanyahu

    A Tel Aviv alcune migliaia di manifestanti che chiedono un accordo per liberare gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza hanno bloccato una delle principali arterie stradali della città, intonando slogan contro il primo ministro Benjamin Netanyahu. Altre manifestazioni simili di protesta anche a Cesarea, nel nord del Paese, di fronte all’abitazione del premier.

  2. Accusa genocidio Israele, venerdì prima sentenza dell'Aia

    È attesa per venerdì prossimo la prima sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia sull’accusa di genocidio a Israele per la guerra a Gaza. I giudici non si esprimeranno sul merito ma potranno decidere eventuali misure provvisorie, un’ordinanza contro Israele per proteggere la popolazione palestinese. Per la sentenza vera e propria sull’accusa di genocidio si dovrà attendere almeno un paio di anni.

  3. Nuovi attacchi nel sud del Libano contro obiettivi Hezbollah

    Le forze israeliane (IDF) hanno confermato nuovi attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. Le operazioni di caccia e artiglieria hanno preso di mira siti militari e altre infrastrutture utilizzate da Hezbollah nell’area di Yaroun. Prima di questo, il Times of Israel aveva segnalato il primo allarme antiaereo nel nord di Israele dopo oltre 27 ore di ‘tregua’, con un’allerta nelle località di Yir’on, Dovev e Baram.

  4. Meloni, non condivido posizione Netanyahu su stato Palestina

    “L’Italia è da sempre per uno Stato palestinese, per questo non condivido la posizione espressa dal primo ministro israeliano sulla materia”. Lo ha detto Giorgia Meloni durante il question time alla Camera. “Un’intesa – ha aggiunto – non può essere chiesta unilateralmente: il presupposto è il riconoscimento degli interlocutori, di Israele e del diritto degli israeliani a vivere in sicurezza”.

  5. Israele: nessun cessate il fuoco a Gaza

    Il Governo di Israele ha escluso qualsiasi ipotesi di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, nonostante i negoziati in corso per un rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas: “Israele non rinuncerà alla distruzione di Hamas e alla restituzione di tutti gli ostaggi, non vi sarà alcuna minaccia alla sicurezza da parte di Gaza: non vi sarà un cessate il fuoco”, ha concluso la portavoce dell’Esecutivo, Ilana Stein.

  6. Hamas contro la tregua temporanea: "Israele non è serio"

    Hamas non accetterà negoziati per una tregua temporanea, vuole un “cessate il fuoco completo e globale”. Lo ha detto a Sky News Arabia l’esponente in Libano, Osama Hamdan, secondo il quale “Israele non è serio riguardo la conclusione di un accordo, rispetto alle idee che presenta – ha affermato nelle dichiarazioni rilanciate dal sito israeliano Ynet -, la parte israeliana è evasiva e non vuole raggiungere un’intesa”.

  7. Crosetto, Italia vuole de-escalation a Gaza, invieremo ospedale

    “L’Italia è impegnata nel favorire la de-escalation del conflitto e aiutare la popolazione civile palestinese, che è vittima incolpevole dei terroristi di Hamas. Per questo motivo la Difesa intende inviare un ospedale da campo dell’Esercito per il quale sono in corso colloqui con i principali paesi dell’area”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, citato dall’Ansa.

  8. Due manifestazioni contro Hamas nella Striscia di Gaza

    Due manifestazioni spontanee di protesta contro Hamas sono state segnalate nel sud della Striscia di Gaza da fonti locali. Nella prima, a Rafah, i dimostranti hanno invocato ieri l’abbattimento del regime di Hamas e hanno denunciato che i suoi membri si comportano come “pescecani di guerra” in quanto – è stato affermato – si appropriano di aiuti umanitari per rivenderli poi a prezzi maggiorati alla popolazione. La seconda manifestazione è avvenuta all’ingresso di un ospedale a Dir el-Ballah, a breve distanza da Khan Yunis. Qui, come riporta l’Ansa, i dimostranti hanno scandito a lungo slogan in cui esigevano di tornare alle loro abitazioni nel nord della Striscia, a Jabalya e a Beit Lahya. Rivolgendosi poi contro Hamas hanno affermato: “Voi avete creato il nostro problema, adesso voi dovete risolverlo”. Nel corso di queste proteste non sono stati segnalati incidenti.

  9. Aumenta il bilancio dei morti a Gaza

    Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, il bilancio della guerra nella Striscia è di 25.700 morti.

  10. Neessuna svolta nelle trattative Israele-Hamas

    Non c’è alcuna svolta nelle trattative per un accordo con Hamas sul rilascio di ostaggi in cambio di una tregua temporanea. “Le informazioni di progressi nei negoziati e di una svolta – ha detto una fonte israeliana riferendosi con tutta probabilità a media internazionali che parlano di una tregua di 30 giorni, riporta l’Ansa – non sono corrette e restano ancora molte distanze: è tutto molto complicato e c’è un continuo inasprimento delle posizioni di Hamas. Nessuno deve essere ingannato, ci vorrà molto tempo“.

  11. Ministro Eliyahu torna a parlare di bomba atomica su Gaza

    Il ministro israeliano Amichai Eliyahu è tornato ad affermare di ritenere un’opzione quella di “sganciare un’arma nucleare sulla Striscia di Gaza“. Il ministro per gli Affari e il patrimonio di Gerusalemme, riporta Haaretz ripresa da Askanews, ha parlato durante una visita nella città di Hebron, in Cisgiordania. Eliyahu ha aggiunto che la Corte Penale Internazionale, che esamina le accuse di genocidio contro Israele, “conosce le mie posizioni”.

  12. mappa-guerra-israele-hamas
    La mappa
  13. Usa distruggono missili antinave degli Houthi nel Mar Rosso

    Gli Stati Uniti hanno distrutto due missili antinave degli Houthi pronti al lancio e diretti nel Mar Rosso . Lo afferma lo Us Central Command, sottolineando che le forze americane hanno identificato le armi nelle aree dello Yemen controllate dai ribelli e hanno determinato che rappresentavano una minaccia. Le forze Usa hanno distrutto i missili in “autodifesa. Questa azione proteggerà la libertà di navigazione e renderà le acque internazionali più sicure”, si legge in un comunicato del Centcom.

  14. Wsj: "Hamas apre a rilascio di ostaggi per una pausa nei combattimenti"

    Esponenti di Hamas avrebbero comunicato ai mediatori internazionali di essere pronti a discutere il rilascio di alcuni prigionieri tra donne e bambini in cambio di una “significativa” pausa nei combattimenti. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti egiziane. L’apertura segnerebbe un importante cambio di strategia da parte di Hamas, che per settimane aveva legato la liberazione degli ostaggi a un accordo per la fine permanente del conflitto con Israele. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al momento non ha commentato.

  15. Nel 109esimo giorno di guerra tra Israele e Hamas, l’esercito di Tel Aviv ha affermato di aver ucciso oltre 100 miliziani di Hamas nelle ultime 24 ore durante i combattimenti in corso nell’area ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

    Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato che “l’intera popolazione di Gaza sta subendo una distruzione ad una scala e ad una velocità senza eguali nella storia recente” sottolineando che “niente può giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese”.

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