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Cassazione: coltivare piante di cannabis in casa non è reato

Le reazioni dei parlamentari riguardo la storica sentenza della Corte di Cassazione sulla coltivazione domestica della cannabis

La Corte di Cassazione ha emanato una sentenza secondo cui coltivare cannabis in casa, in minime quantità, non costituisce un reato. La decisione della Suprema Corte ha ricevuto il plauso dei parlamentari che si erano schierati in favore dell’innalzamento delle soglie di Thc per la cannabis light, provvedimento escluso dalla manovra. Ne dà notizia l’Ansa.

Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante e il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale“, si legge nella sentenza.

Cannabis, sentenza storica della Cassazione: le reazioni

“Leggeremo con attenzione la sentenza della Cassazione in materia di coltivazione della cannabis nelle abitazioni. La stessa Cassazione aveva recentemente emesso sentenze ben diverse, che hanno stroncato il commercio della cosiddetta cannabis light”. Lo dice il senatore Maurizio Gasparri. Secondo il senatore di Forza Italia “quindi bisognerà capire bene cosa è stato scritto. La Cassazione talvolta prende buone decisioni, talvolta si è resa protagonista con suoi esponenti delle inquietanti vicende del Csm, al punto che un suo insigne esponente si è dovuto collocare in pensione anticipatamente. Anche la Cassazione, quindi, va sottoposta a opportuni controlli. Abito nel quartiere, provvederò personalmente al più presto”.

“Ancora una volta la giurisprudenza fa le veci di un legislatore vigliacco. La Cassazione ha aperto la strada, ora tocca a noi. Fino a questa storica sentenza comprare cannabis dallo spacciatore, alimentando la criminalità e mettendo a rischio la propria salute con prodotti dubbi, non costituiva reato penale, mentre coltivare alcune piante sul proprio balcone per uso personale poteva costare il carcere”, ha scritto su Facebook il senatore M5s Matteo Mantero.

“Oggi si mette fine alla stortura tutta italiana di una legge che consegnava il mercato monopolista delle droghe leggere nelle mani della mafia. Adesso è arrivato il momento che il legislatore si svegli, la smetta di sottrarsi al proprio dovere e si decida ad affrontare questi temi ‘scivolosi‘ o ‘divisivi‘, qualsiasi cosa vogliano dire questi aggettivi. La mia proposta per regolamentare l’autoproduzione è già depositata da inizio legislatura, può essere un punto di partenza. Diamoci da fare“, ha concluso il parlamentare pentastellato.

“Quella delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione è una scelta di giustizia ed è sopratutto una scelta di buon senso. Lo Stato deve colpire al cuore gli affari delle mafie e non limitarsi a colpire milioni di consumatori di cannabis, impegnando inutilmente le forze dell’ordine”, ha fatto sapere su Facebook Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.

“La verità è che prima o poi in Italia bisognerà legalizzare l’uso della cannabis. Ce lo dice l’esperienza di quei Paesi che lo hanno fatto in questi anni, ce lo dice la cattiva esperienza di chi continua ad agitare argomenti inutili e pericolosi. E nei prossimi mesi, questo Parlamento potrebbe trovare, e me lo auguro davvero, una via d’uscita legislativa seria e ragionevole“, ha concluso il deputato, che fa parte del gruppo parlamentare di Leu.

“La svolta positiva della Cassazione sulla liceità della coltivazione domestica della cannabis è piena di ragionevolezza. Si rompe un tabù. Ora andiamo avanti. Con la cannabis legale avremmo più sicurezza e miliardi per lo Stato sottratti alla criminalità”, ha scritto il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova.

“Una buona notizia natalizia, quella della sentenza delle sezioni unite penali della Cassazione, che ha stabilito in materia di cannabis che ‘non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica’. La Cassazione ha fatto valere il buonsenso e la logica con l’equiparazione della coltivazione per uso personale al consumo”, ha scritto su Facebook il deputato radicale Riccardo Magi.

“Ora tocca al Parlamento, dove sono state depositate diverse proposte che vanno decisamente in questa direzione, tra cui la legge di iniziativa popolare ‘Legalizziamo’ promossa da Radicali italiani e Associazione Coscioni, e una proposta di iniziativa parlamentare recentemente depositata con firme di deputati di diversi gruppi, per superare una normativa illogica e sbagliata“, ha concluso il parlamentare.

Dopo la decisione sulla manovra economica di tagliare fuori il provvedimento sulla cannabis light, era nata un’aspra polemica in Parlamento tra opinioni pro e contro la legalizzazione della droga leggera e l’innalzamento delle soglie di Thc per la marijuana legale.

 

VIRGILIO NOTIZIE | 27-12-2019 06:35

Cannabis shop: cosa si vende nei negozi della polemica Fonte foto: Ansa
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