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Bimbo ucciso a Cardito, nuovi dettagli sulle maestre e i genitori

Le due maestre e la preside della scuola frequentata dal piccolo Giuseppe, ucciso a Cardito, si sono avvalse della facoltà di non rispondere

Le due maestre e la preside della scuola frequentata dal piccolo Giuseppe, ucciso a Cardito dal patrigno Toni Badre, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Secondo quanto riporta l’Ansa, le tre donne sono imputate per omessa denuncia nell’ambito di un procedimento giudiziario nel Tribunale di Napoli Nord collegato al processo sull’omicidio.

Durante l’udienza è stato riferito che le maestre della scuola di Crispano, frequentata da Giuseppe e dalla sorellina, inviarono una nota alla preside, notificando che la bambina era venuta in classe con un cerotto su un orecchio e tumefazioni sul volto.

Nella nota inviata alla dirigente, è specificato che la piccola, sollecitata dalle insegnanti, aveva riferito che quei segni di violenza sul volto erano causati dalle botte inferte dal patrigno.

Le maestre furono convocate dalla preside, ma solo il 28 gennaio, come riporta l’Ansa: il giorno dopo che il piccolo Giuseppe era morto.

Bimbo ucciso a Cardito, l’esito dei colloqui coi genitori

Intanto è stata divulgata la conclusione a cui è giunto lo psichiatra incaricato di svolgere dei colloqui con i genitori di Giuseppe.

Come riferisce l’Ansa, il medico ha affermato: “Non è una madre tutelante e protettiva nei confronti dei figli, sacrificava la tutela dei figli alla relazione con il compagno. Violenze ce ne sono state anche in passato ma lei ha sempre tutelato il rapporto con il compagno“.

Sul papà, invece, ha detto che durante gli incontri ha cercato di mostrarsi come un padre amorevole ma, come riporta l’Ansa, ha aggiunto che in realtà “è stato un padre assente, nella vita dei bambini”.

VirgilioNotizie | 27-11-2019 15:29

cardito Fonte foto: ANSA
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