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Sgarbi dice la sua sul caso Sylvestre, social scatenati

"L'inno ai cantanti stranieri" è l'ennesima provocazione di Sgarbi a Quarta Repubblica

Sono destinate sempre a far discuttere le considerazioni di Vittorio Sgarbi. Anche quando dice qualcosa nel verso del politically correct. Ospite ieri di Nicola Porro a Quarta Repubblica, il deputato di Forza Italia ha detto la sua su diversi argomenti, dal caso Palamara al decreto sicurezza. Ma si è anche esposto sul caso dell’inno sbagliato e delle critiche rivolte al cantante Sergio Sylvestre

E passata una settimana ma ancora tiene banco la questione delle critiche rivolte al cantante Sergio Sylvestre per la sua defaiance sull’inno di Mameli cantato prima della finale di Coppa Italia di calcio tra Juventus e Napoli. In molti hanno criticato anche la scelta di affidare a un italo-americano e non a un cantante italiano l’inno nazionale.

Vittorio Sgarbi prende le difese del cantante uscito dall’accademia di Amici di Maria de Filippi e lancia la sua personale provocazione: “Vorrei che soltanto stranieri cantassero il nostro inno, vorrebbe dire che lo spirito italiano è dentro di loro”.

Sui social è subito rimbalzata di nuovo la questione, in tanti hanno voluto rispondere alle parole del noto critico d’arte e opinionista tv: “Si ma che lo cantino correttamente non importa l’accento ma il sentimento,se un cantante italiano andasse in USA o altri stati ad una grande manifestazione e sbagliasse le parole gli tirerebbero i pomodori”; “Comunque sì, sotto questo profilo sentir cantare, bene però, l’inno nazionale, riflette come uno straniero ami l’Italia, a patto appunto però che l’inno sia cantato rispettandolo, in onore degli stessi italiani!”.

Ma non tutti sono d’accordo con Sgarbi: “Quel buffone non solo ha sbagliato l’inno che avrebbe dovuto onorare non solo ripeto, ma anche a fine esibizione ha alzato il pugno. Vittorio, stasera a malincuore mi dissocio da te”.

VIRGILIO NOTIZIE | 23-06-2020 10:55

Fase 2: Politici a Montecitorio Fonte foto: Ansa
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